Scor-data: 20 ottobre 1975

Bolivia: assassinato Raimundo Herman, parroco tra gli indios quechuas

di David Lifodi (*)

Raimundo Herman era uno di quei sacerdoti terzomondisti che se si limitava a denunciare la denutrizione e la povertà di indigeni e contadini veniva preso in considerazione come un parroco preoccupato per il suo gregge, ma che se indicava nel capitalismo la causa dell’indigenza dei diseredati dell’America Latina allora veniva subito tacciato di essere comunista, come il vescovo e teologo brasiliano Hélder Câmara.

Raimundo era giunto in Bolivia nel 1962 in un paese dove già allora la questione agraria e mineraria erano al centro del dibattito politico, almeno per le classi sociali più disagiate. Tedesco e statunitense di adozione, padre Herman si trovò a convivere subito con le enormi disparità sociali dell’America Latina. Fin dall’inizio della sua esperienza boliviana, Raimundo sceglie di vivere con indios e campesinos e dal 1972 si stabilisce a Morochata, nel dipartimento di Cochabamba: lì svolge un lavoro di formazione e coscientizzazione sociale dei catechisti rurali nelle comunità dove si parla esclusivamente la lingua quechua. Il 20 ottobre 1975, mentre stava tornando a casa dopo aver partecipato all’inaugurazione dell’Hospital del Pueblo, al quale aveva lavorato in maniera instancabile, venne ucciso con due colpi di pistola alla testa. L’assassino sapeva dove abitava e, nonostante si trovasse in carcere fino al giorno prima dell’omicidio, riuscì ad evadere per sparare al sacerdote. Probabilmente la sua fuga dalla prigione fu agevolata: si trattava del figlio del sindaco di Punata, capitale dell’omonima provincia, anch’essa nel dipartimento di Cochabamba. Il giorno dopo l’omicida avrebbe dovuto subire un processo: quale occasione migliore di questa per farlo evadere e far fuori un sacerdote scomodo? Il vescovo di Cochabamba, Armando Gutiérrez Granier, scrisse una lettera al ministero degli Interni chiedendo di indagare sul caso, ma prevalse l’impunità e tutto fu messo a tacere. Del resto, in quel momento la Bolivia era sotto la dittatura militare di Hugo Banzer, che governava il paese con il pugno di ferro. Non è il primo regime sotto cui si trovava a dover convivere, suo malgrado, Raimundo Herman, che già aveva visto la Bolivia umiliata dalle presidenze di René Barrientos (durante il suo mandato fu catturato e ucciso Che Guevara) e Alfredo Ovando. Nel 1977, a due anni dal crimine, i religiosi di Cochabamba elaborarono un documento dove esprimevano tutti i loro dubbi sulla versione ufficiale diffusa dalle autorità, quella in cui si accusava il figlio del sindaco di Punata: chiesero giustizia e sostennero che almeno tre persone avevano aiutato il giovane a compiere l’omicidio. Inoltre, i religiosi denunciarono la mancanza di un’indagine serie sull’accaduto e, fino ad oggi, non è mai stata fatta chiarezza sull’omicidio di padre Raimundo Herman. Il martirio del sacerdote tedesco è molto simile a quello della suora statunitense Dorothy Stang, uccisa dalle guardie armate dei latifondisti il 12 febbraio 2005. Suor Dorothy era arrivata in Brasile alla fine degli anni Sessanta, giunta anch’essa in un paese piegato dalla ferocia del regime militare e, fin dall’inizio della sua missione, aveva deciso di dedicare la sua vita alla lotta delle comunità rurali in difesa dell’Amazzonia. Come padre Raimundo, anche la suora americana si era dedicata ad organizzare le comunità ecclesiali di base. Anapú, la cittadina amazzonica divorata dal disboscamento illegale dei madereiros e dalla monocoltura di soia ed eucalipto dove Suor Dorothy fu uccisa, era (ed è tuttora) nelle mani dei grandi proprietari terrieri: furono loro a progettare il suo omicidio su commissione.

Raimundo Herman, Suor Dorothy Stang e tanti altri religiosi che hanno speso la loro vita per la giustizia sociale in America Latina, ancora oggi vivono nelle comunità che portano il loro nome e si ispirano ai loro ideali e al loro impegno affinché si affermino la riforma agraria e un’agricoltura sostenibile.

 

(*)Ricordo – per chi si trova a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (db)

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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