Scordate MAGGIO: i disertori, gli ombrelli, i Mille…

Balle di Stato . Partono «i mille» per liberar l’Italia la notte del 5 maggio 1860 ma, documenta Ennio Remondino nel suo «Niente di vero sul fronte occidentale» (appena uscito da Rubbettino), c’è ben poco di vero rispetto a come di solito ce la raccontano.

«Non uccidere» si chiama il film di Claude Autant-Lara che esce nel 1961 (dopo 12 anni di censura) e fa scandalo: nella vera storia il tribunale si riunisce il 5 maggio 1949 per processare un obiettore francese e poi un prete tedesco. Recuperato anni fa dalla San Paolo Film: merita di essere salvato dal quasi oblio.

Libri che bruciano nel romanzo «Fahrenheit 451» di Ray Bradbury che viene pubblicato il 5 maggio 1953. Roghi di libri in molte città tedesche il 10 maggio 1933 (Heinrich Heine lo aveva previsto nel 1823).

E’ vero che un sottomarino tedesco affonda la nave Lusitania (1198 morti) il 7 maggio 1915; ma le immagini che circolano all’epoca sono false. Gli esperti inglesi dicono che senza lo choc di quelle immagini (false) i morti (veri) non sarebbero bastati per spingere gli Usa verso l’intervento in guerra.

Il presidente Chirac istituisce ufficialmente la «giornata di commemorazione della schiavitù»: è il 10 maggio 2001 e la tratta antica è finita da un pezzo ma quella “moderna” è nel vivo.

Madeleine Albright, all’epoca ambasciatrice degli Usa all’Onu, alla domanda se «mezzo milione di bambini iracheni morti» sia accettabile il 12 maggio 1996 risponde: «Una scelta molto dura ma il prezzo pensiamo ne valga la pena».

A guerra finita, in un campo di prigionia in Olanda, due disertori tedeschi sono condannati a morte dai loro superiori, con il consenso degli Alleati: è il 13 maggio 1945. Nel 1970 Giuliano Montaldo ne trarrà il film «Gott Mit Uns, Dio è con noi».

La Corte suprema Usa dichiara incostituzionale la segregazione nelle scuole pubbliche: è il 17 maggio 1954, un bel po’ dopo le rivoluzioni francese e americana.

«Mai nella storia d’Africa una comunità religiosa aveva subito uno sterminio di tali proporzioni»: così scrive sulla strage di Debre Libanos, il 21 maggio 1937, Angelo Del Boca in un libro che, guarda un po’, si intitola «Italiani brava gente» (lo ha pubblicato Neri Pozza nel 2005).

Piove a Buenos Aires: «sotto gli ombrelli una folla di cappelli a cilindro», è il 25 maggio 1810 e si grida «viva la patria» perché finalmente è arrivata l’indipendenza. Forse no, scrive Eduardo Galeano in «Specchi» (Sperling & Kupfer, 2008): è arrivato il libero commercio, il resto son balle, ombrelli compresi.

E’ la Norvegia il primo Paese europeo che ritiene le donne degne di votare (alle comunali): è il 25 maggio 1901. Le italiane aspetteranno 45 anni; e per loro il «diritto di famiglia» arriva in maggio –  il 19 – ma del 1975.

Lingua penzolante, schiuma alla bocca: i poliziotti quasi strangolano Salif Kamatè il 26 maggio 2007, un “irregolare” espulso sul volo Parigi-Bamako. Alla fine il tribunale condannerà i poliziotti e revocherà l’espulsione. E’ uno dei tanti episodi simili (ma pochi «a lieto fine») che Aminata Traorè racconta nel suo «L’Africa umiliata» edito da Avagliano l’anno scorso.

Cavallo Pazzo, capo spirituale dei Lakota, si arrende e subito viene ucciso da un soldato: è il 6 maggio 1877. Se i Lakota si erano ribellati il motivo è da cercare nell’ennesimo accordo violato e nell’intrusione dei bianchi nelle Black Hills.

Questa rubrica esce ogni mese sulla rivista Cem mondialità e intende richiamare
alla memoria eventi importanti ma scomodi che si muovono fra diritti e delitti. 
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