Screamers – Christian Duguay

(visto da Francesco Masala)

tratto da una storia di PK Dick, si racconta della lotta di due blocchi per controllare il mondo e le sue risorse.

in un luogo lontano, una specie di deserto dei Tartari, ci si fronteggia, attenti a non soccombere, ma anche ci si parla.

il film non è male, e riesce a non annoiare mai.

buona visione

 

Un discreto b-movie di fantascienza anni 90 tratto da un romanzo di Dick.
Duguay riesce a mantenere un certo livello di tensione e ad assicurare un certo intrattenimento,senza tralasciare neanche un messaggio antimilitarista che si può tranquillamente leggere tra le righe.
Certo non manca qualche cliché di troppo,i colpi di scena non vengono gestiti particolarmente bene e gli effetti speciali sono sicuramente superati,però la pellicola risulta ugualmente gradevole,se vi piace il genere concedetegli una possibilità.

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Screamers – Urla dallo spazio è un piccolo cult ricordato con affetto da diversi appassionati. Forse perché a metà degli anni ’90, quando quegli appassionati erano ancora ragazzini – in un età ancora troppo acerba per poter cogliere le sottigliezze filosofeggianti di Blade Runner, ma già abbastanza matura per nutrire fascino per la fantascienza e l’horror – e TELE+ trasmetteva il film in seconda serata, più di un brivido ghiacciato è corso lungo le loro schiene. E anche a più di vent’anni di distanza, le esili voci di bambini che riecheggiano lungo corridoio deserti e ripetono ossessivamente la frase «Posso venire con voi?» restano un guizzo di rara inquietudine.

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…l’opera si trasforma in un dramma umano appassionante, ricco di sorprese e messaggi: Duguay sa tenere alta la tensione (inquietanti i bimbi del “Posso venire con te?”) e la paranoia da clima di sospetto, ma doveva approfondire anche altri aspetti, come l’educazione al valore della pace del giovane guerrafondaio, la dinamica di gruppo di fronte al pericolo, le citazioni shakespeariane ed il loro nesso con la morale del racconto. Anche l’orchestrazione dei colpi di scena non è ottimale. Fra cliché del genere (il pupazzo nell’astronave per il “seguito”) e guizzi ingegnosi, superficialità e mire meno commerciali, piace e trova più esigenti nei suoi confronti.

da qui

 

Last week on CompuServe there was a discussion about the Most Depressing Movie of All Time. The finalists included Johnny Got His Gun Testament and Midnight Express. If there’d been an otherworldly sci-fi category, “Screamers” would be right at the top of the list. It’s not exactly a bad movie; it’s made with a certain imagination and intelligence. But its future is so grungy and grim it makes our current mess look like Utopia…

da qui

 

Film di fantascienza non così banale come potrebbe sembrare dalla media.
Tratto da ” modello 2″ di Dick.
Lo scrittore è quasi sempre sinonomo di garanzia e pure ” screamers” non è da meno .
weller risulta convincente nei panni del protagonista, mentre in generale si riscontrano buone recitazioni.
Per buona parte del film si assiste a scene di tensione ben costruite , supportate da idee niente male che gettano numerosi dubbi su chi siano gli screamers livello 3( vedi spoiler).
Purtroppo il budget scarso getta numerose ombre sia sugli effetti speciali ( digitali ed altalenanti ) , che sulle scenografia che in alcuni momenti offrono sgradevoli sensazioni di finzione e artificiosità.
Ad aggiungersi ai contro, moltissimi utenti hanno sottolineato che il finale risulta essere piuttosto confusionario e perfino inverosimile.
Io mi accodo a questi utenti.
Aggiungo che l’incipit della guerra tra il n.e.b. e l’alleanza purtroppo è spiegata in maniera piuttosto sbrigativa , rendendo difficoltosi i primi passaggi del film.
Però non me la sento di incolpare il film, dato che tale difetto è una peculiarità di Dick,che ti butta in mezzo alla situazione senza spiegare benissimo il tutto…
Bisogna comprendere passo per passo , proprio come in questo film.
Comunque il film offre la stessa aridità ,lo stesso pessimismo dello scrittore, e non sfigura come pellicola.
Secondo me è una pellicola da rispolverare per gli amanti del genere.

da qui

 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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