Scusate, sono vegetariano

VADEMECUM PER GIOVANI ERBIVORI

di Alessio – fedorpavlovic@yahoo.it

Alle persone  che, per un motivo o per  un altro, abbiano scelto di cambiare la loro dieta per passare ad un’alimentazione vegetariana o vegana, spesso succede di sentirsi ripetere che la loro sia una scelta estrema, dissennata e soprattutto pericolosa per la propria salute. Eliminare la carne è considerato qualcosa di rischioso, connesso  inequivocabilmente a carenze nutrizionali severe che potrebbero portare verso  problemi fisici. L’assunzione di proteine e grassi animali viene considerata  un elemento imprescindibile per avere una salute di ferro. Ma la scelta di non assumere carne è una scelta che, se fatta con coscienza e preparazione, può portare grossi vantaggi per la nostra salute, senza distinzioni rispetto  all’esigenza concreta (di tipo etico o salutistico) che ha portato verso un’alimentazione diversa. La verità è che tra chi è convinto da tempo che non mangiare carne sia cosa buona e giusta (per i più svariati motivi) c’è una percentuale di persone che non passa ad una alimentazione vegetariana o ritarda la propria scelta per motivi che esulano da quelli salutistici.

In linea di massima, gli ostacoli più grandi che si presentano ad un neo-vegetariano sono dovuti alle reazioni dei parenti (in particolare alla propria madre, se si è ancora giovani o si vive ancora con i genitori) e degli amici. La mamma ci dirà che siamo dei pazzi e sin  dal principio comincerà ad ostacolarci preparando, in risposta al “coming-out” alimentare, tutti i nostri piatti preferiti a base di manzo o maiale per farci rimpiangere al più presto di aver rinunciato alla carne. La mamma, in altre parole, punta alla “redenzione lampo” dal vegetarianesimo. Ovviamente, chi abbia scelto in piena coscienza e conoscenza del problema non cadrà in questa trappola, ma la violenza psicologica comunque si farà sentire e andrà a sommarsi ad altri stress di tipo sociale e nelle relazioni personali con amici e affini. Il neo-vegetariano si scoprirà accerchiato da carnivori e verrà invitato a numerose cene in cui le sue preferenze alimentari non verranno prese in considerazione. A questo problema non c’è soluzione, e non sarebbe neanche giusto prendersela con i propri amici! D’altronde mangiavamo carne insieme a loro fino a pochi giorni fa, ed è normale che questa nostra nuova esigenza alimentare non trovi subito la giusta attenzione. L’unica cosa saggia da fare e prepararsi a cene molto “leggere”, in cui faremo la parte dei  “problematici” (con questo termine si definisce una persona, anche onnivora, che abbia problemi a mangiare una serie di alimenti che, quando presenti nel proprio piatto, si limiterà ad allontanare facendo la faccia schifata e dicendo : “no grazie, non ne mangio” o “non mi piace” e così via). In circostanze come queste non prendiamocela con gli altri e cerchiamo di essere comprensivi con i nostri commensali, anche se è provato che avere lo stomaco vuoto rende nervosi e anti-sociali. A questo punto, sia a casa con i nostri genitori che al ristorante con i nostri amici, solitamente arriva il momento delle domande e delle perplessità sulla nostra scelta. Di seguito nel testo viene riportata una lista di argomenti che i vostri interlocutori (che siano vostra madre, il vostro compagno o compagna) potrebbero usare per mettere in evidenza la presunta illogicità della vostra scelta.

Attenzione: In questo testo per dieta vegetariana o vegana si intendono diete che escludano la carne (di qualunque tipo, inclusi pesci molluschi etc) e i latticini, “opportunamente bilanciate” per  assicurare al corpo un giusto apporto di tutti i nutrienti, senza esagerare in grassi di origine casearia per i vegetariani o sottovalutare l’apporto dei legumi per i vegani.

Non assumerai abbastanza calcio (avrai problemi alle ossa):

Questa assurdità se la sentiranno ripetere soprattutto i vegani o vegetaliani. Le nonne di tutto il mondo sono assolutamente convinte che il latte e i suoi derivati siano indispensabili per assumere una quantità soddisfacente di calcio. In realtà le proteine di carne, latte, uova e cereali contengono livelli molto alti di aminoacidi solforati che possono acidificare notevolmente le urine, causando così delle ingenti perdite di calcio durante la escrezione dei solfati e  abbassando il riassorbimento del calcio stesso a livello renale [1]. Solitamente in campo clinico per valutare la salute delle ossa viene utilizzato come parametro la densità ossea, ovvero il rapporto tra peso e volume delle singole unità costitutive del nostro simpatico scheletrozzo. La diminuzione di questo parametro (diminuzione del peso delle ossa a parità di volume) è infatti connessa all’insorgere di problemi anche gravi come l’osteoporosi. Studi riguardanti gli effetti sulla salute di una dieta vegetariana sono cominciati e proseguono ormai da molti anni. In linea di massima, sembra che la densità delle ossa non diminuisca nei vegetariani; al contrario questi sembrano avere delle ossa più sane rispetto a chi mangia carne [2]. Alcuni studi concludono addirittura che una dieta molto ricca in proteine potrebbe diminuire la densità delle ossa, e quindi aumentare il rischio di fratture [3].

Avrai carenze di aminoacidi

A questa critica saranno soggetti sia vegetariani che vegani. Appena avremo confessato il nostro credo alimentare ci verrà subito obiettato che non potremmo alimentarci in modo soddisfacente escludendo del tutto la carne, perché nei vegetali e nel latte mancherebbero degli aminoacidi essenziali (che l’uomo non può sintetizzare a partire da altri alimenti) e che hanno solo gli alimenti derivanti da animali. Anche questa, per fortuna,  è una delle credenze della nonna. Gli uomini possono vivere benissimo bilanciando la grandissima varietà di proteine che il mondo vegetale ci propone, senza per questo cadere negli eccessi di una dieta iper-proteica e ricca di grassi [4].

Avrai un rallentamento del metabolismo

Per questo argomento non esistono articoli riportati nelle riviste internazionali. L’unica spiegazione plausibile (o ammissibile) è che i vegani come i vegetariani siano spesso associati a persone apatiche a cui non interessa nulla e che non sanno godere dei piaceri della vita. Come se mangiare la carne di un’altro animale affamando nel contempo i nostri simili (?) umani sia vivere la vita in maniera piena, o peggio, come se godere dei frutti della vita significhi non prendere coscienza delle conseguenze delle nostre azioni. Il pregiudizio in questo caso sembrerebbe dovuto a motivi culturali più che nutrizionali o salutistici [5], con cui non ci si può rapportare in maniera scientifica, ma che inesorabilmente sconfinano nel campo ideologico.

Avrai carenze di vitamine

Pur essendo in apparenza l’obiezione più sciocca che ci possano fare (anche la nonna sa che la frutta e le verdure sono piene di vitamine), ahimè signori, se siamo vegani (e non vegetariani) questa è l’unica obiezione che abbia un fondamento! Per un individuo che segua da molti anni una dieta di questo tipo, l’unica carenza rilevata nell’organismo è quella della vitamina B-12, che svolge diversi ruoli importanti (ad esempio, è coinvolta nella sintesi di una particolare guaina isolante che permette al nostro sistema nervoso di funzionare correttamente). Nessun organismo vegetale infatti è in grado di sintetizzarla, ed è per questo che tutti i vegani devono assumere periodicamente degli integratori di vitamina B-12 [6]. Alcuni tuttavia preferisco mangiare un uovo di tanto in tanto più che prendere un integratore alimentare, ma solo se proveniente da galline nate e vissute in libertà.

Ma come fai a non mangiare carne?

Semplice, non ne compriamo e se ce la mettono nel piatto non la tagliamo con il coltello, non la prendiamo con la forchetta, non la mettiamo in bocca e non la mastichiamo per mescolarla con la nostra saliva e poi ingoiarla.

Questi sono solo alcuni dei leitmotiv che sentirete suonare dai vostri interlocutori. La domanda più ricorrente tuttavia, sarà la domanda principe, quella da cui dipenderà il proseguimento (o l’interruzione) della conversazione ed è, come sempre accade, in apparenza ingenua e molto semplice.

Perché?

Perché non mangiamo carne? A questa domanda ovviamente non c’è una sola risposta. Ognuno ha le proprie motivazioni e anche se il vegetarianesimo può essere definito come una filosofia (wikipedia.it) non è detto che tutti abbiano adottato questa scelta in base alle medesime esigenze o ragioni. Si passa infatti dal rispetto per la vita animale e l’aborrimento della violenza fisica, alle preoccupazioni per i problemi ambientali che scaturiscono dall’allevamento intensivo o estensivo di bovini, all’emergenza alimentare nel sud del mondo che ogni anno causa il deperimento di milioni di persone. Il problema ambientale e sociale del consumo eccessivo di carne nei paesi sviluppati è ben studiato e documentato da un gran numero di pubblicazioni in campo scientifico e non. Guardando i numeri, ci si accorge immediatamente come il consumo di carne sia incompatibile con il raggiungimento degli obiettivi di qualunque piano o agenda o programma di sviluppo socio-economico-ambientale, che abbia come obiettivo il raggiungimento della tanto sbandierata sostenibilità. Tanto per farci un’idea, per fare un chilogrammo di carne di manzo servono dagli 8 ai 10 chilogrammi di mangimi (altrimenti direttamente utilizzabili per l’alimentazione umana)[7]. Questo significa che il processo di conversione in carne di bovino ha un’efficienza dell’11%, o meglio, che per produrre 50 chilogrammi di proteine “animali” bisognerà spenderne 790 di vegetali [8,9]. E quanto suolo richiede la coltivazione di questi mangimi con cui ingrassiamo le nostre bestie? Quanta acqua beve un bovino adulto? Che relazioni esistono tra il crescente consumo di carne e la recessione delle foreste tropicali? Per qualche chiarimento  dovrete aspettare il prossimo articolo intitolato: Ma le mucche sognano foreste vergini?

Voi intanto pensateci.

ALESSIO

[1] Connie M Weaver and Karen L Plawecki, Dietary calcium: adequacy of a vegetarian diet

American Journal of Clinical Nutrition 1994, Vol 59, 1238-1241.

[2] Marsh AG, Sanchez TV, Midkelsen O, Keiser J, Mayor G, Cortical bone density of adult lacto-

ovo-vegetarian and omnivorous women. Journal of the American Dietetic Association 1980,

Vol 76 (2), 148-151.

[3] Uriel S. Barzel and Linda K. Massey, Excess Dietary Protein Can Adversely Affect Bone.

American Journal of Clinical Nutrition 1998, Vol 128, 1051–1053.

[4] Vernon R Young and Peter L Pellett, Plant proteins in relation to human protein and amino acid

nutrition. American Journal of Clinical Nutrition 1994; Vol 59(suppl), l203- l212.

[5] Jeremy Rifkin. Ecocidio. Mondadori – 2000.

[6] Herbert V, Staging vitamin B12 (cobalamin) status in vegetarians. American Journal of

Clinical Nutrition l994; Vol59(suppl), 12 l3-1222.

[7] Miller GT, Kinetics and Life, Belmont, Califf. , Wadsworth 1971, p 291.

[8] Ensminger ME, Animal Science, Danville, Interstate Publishers, 1991, Vol 3, 1-25.

[9] Pimentell D and Pimentell M, Food, Energy and Society, New York, Wiley, 1979, p 58.

Society, New York, Wiley, 1979, p 58.

Alessio

4 commenti

  • Bello e chiaro! Da diffonfere

    Da vegetariano però mi permetto di aggiungere un paio di cose. Tra i “perchè sono vegetariano” ci sono altri motivi, ad esempio io non lo sono per nessuno dei motivi qui elencati, nel senso che sicuramente contano la mia ostilità all’impatto ambientale dei mangimi e l’aberrazione degli allevamenti violenti, ma non sarebbero bastati a farmi prendere una decisione che va così in profondità nel mio quotidiano e nel mio corpo. Io sono vegetariano perchè mi fa stare bene e aumenta la mia armonia con il mondo. Sembra poco scientifico ma è la mia verità. Personalmente ho sempre diffidato di chi è vegetariano per motivazioni solo etico-politiche e poi soffre di privazione, sarà che non mi piacciono le etiche sacrificali. Voglio dire, è necessario fare emergere il lato piacevole e di scoperta dei nuovi cibi che può produrre la scelta vegetariana, e smetterla di fare la parte dei teorici moralisti che poi magari alimentarsi di pop corn e patatine dalla mattina alla sera (non parlo di questo articolo naturalmente che invece è molto preciso e poco moraleggiante, parlo di persone conosciute).

    L’altra cosa. Credo che più che le mamme e le nonne il vero pericolo siano i luoghi comuni della “medicina”. Con i congiunti e gli amici c’è possibilità di dialogo, se si è capaci di dialogare. Alla mia di mamma, quando è andata nel panico perchè ho fatto il coming out alimentare, ho semplicemente spiegato che avrei mangiato esattamente come lei. Nè più nè meno. Solo che lei non si è mai significata come vegetariana, come del resto molte donne che conosco. I medici, e soprattutto le trasmissioni televisive di diffusione dell’ìdeologia medica dominante, passano invece per detentori di una verità non sindacabile. Questo è il vero dramma secondo me. Apprezzo i tentativi, come questo, di riformare dall’interno i luoghi comuni medici. Ma credo che alla base occorra smettere di delegare la propria esistenza, la propria salute, il proprio corpo al controllo biomedico. Smascherarne le palesi falsità, come nel caso dei vaccini antinfluenzali, delle cure antitumorali ostaggio delle lobby mediche, dell’ignoranza che hanno la stragrande maggioranza dei medici rispetto agli stili di vita da seguire per stare meglio.

    Scusate la tomella, ma mi sono venute e le ho scritte
    Saluti
    Gianluca

  • Ciao Gianluca,
    innanzitutto grazie per aver letto il post e per il tuo commento. Personalmente sono in buona parte d’accordo con te sull’etica sacrificale e sul controllo biomedico, ma il perchè della mia scelta alimentare è invece diverso dal tuo. Secondo me chi arriva al vegetarianesimo per motivi etico-politici o etico-ambientali (o semplicemente diventando responsabile e prendere coscienza delle conseguenze della propria alimentazione) può farlo senza il peso di alcuna privazione, in maniera comatibile con quella che viene definita “decrescita felice”. Io però non volevo e non potevo discutere delle diverse motivazioni che portano le persone verso questo tipo di dieta, perchè con le mie conoscenze attuali non sarei stato neanche in grado di elencarle tutte. In più, come anche tu hai sottolineato, avrei rischiato di trascinarmi in noiosi e banali pistolotti morali su quanto è sbagliato mangiare animali ecc…
    Io non vivo il vegetarianesimo come una specie di religione, ma semplicemente come il modo più logico di alimentarmi senza cadere ammallato, preservando il piacere di sedermi a tavola con chiunque e gustare quello che trovo nel mio piatto. Purtroppo spesso mi capita di mangiare “schifezze”, snack vari e quant’altro, ma non posso dire di sentirmi male per questo. D’altra parte la maggior parte delle persone vivono con ritmi frenetici che non le consentono di “prendersi cura di se”, ma secondo me questa “cura di se” è una visione malata della propria salute che prende vita dalla classe sociale medio-.alta che crede che una patata biologica sia più salutare di una patata normale, oppure che la teina sia diversa dalla caffeina, che qualsiasi grasso faccia male tranne gli omega tre (una bella fregnaccia) ecc…
    Io non sono veramente in grado di parlare di queste cose, per questo ho preferito tralasciarle per concentrarmi sui numeri e sui dati scientifici, con cui ho una certa familiarità.
    Comunque, sul discorso del controllo biomedico, potresti leggere se non l’hai già fatto “le bugie le trovate in farmacia”
    http://danielebarbieri.wordpress.com/2011/02/11/le-bugie-le-trovate-in-farmacia/

    Grazie ancora e a presto

    PS: Per me puoi tranquillamente continuare con le “tomelle” … 😉

  • Ciao Daniele. Complienti per il sito e per il bel post.
    Io non sono vegetariano, ma lentamente sto maturando una certa convinzione in merito alla possibilità di diventarlo. Certo, se questo accadrà sarà un percorso credo lungo. Sarà per questo che sono spesso alla ricerca di siti/blog dove si parli dell’argomento. Recentemente ho letto il post in un blog dove si contestano alcune scelte e contraddizioni ad opera dei vegetariani. Se ti va di leggerlo vai su:
    http://giorgiosaba.blog.tiscali.it/
    Ciao, fammi sapere che ne pensi.
    Paolo

    • grazie Paolo
      da un po’ di anni (5 e mezzo mi pare, ah la memoria) sono un vegetariano non integralista: intendo dire che non avendo motivazioni religiose o comunque assolutiste mi capita di mangiare carne ma raramente. Mio figlio mi prende in giro perchè divoro i suoi avanzi (ragù per esempio) ma a me pare coerente invece: il primo “delitto” è sprecare il cibo
      Insomma non compro carne e derivati ma sono poco interessato a far parte di una setta che mette questo al centro. Quando posso spiego con piacere (ma senza superbia e con la disposizione sincera ad ascoltare punti di vista opposti) le ragioni soprattutto economiche – per il pianeta e per noi sciagurate creature che l’abitiamo – dietro il mio gesto. Vorrei anche poter dire che eliminare quasi del tutto carne-e-derivati ha migliorato la mia salute però non sarei sincero perchè la mia alimentazione&vita è abbastanza incasinata e dunque non ho riscontri in questo senso. Resta l’impressione che quando mi nutro soprattutto di frutte e di verdure oltrechè di latte il mio organismo funziona meglio. Impressioni non certezze.
      Tutto qui. (db)

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