SOLO MONK di Pabuda

oggi ascolterei

solo Monk.

oggi ho la testa vuota:

se la percuoti con le nocche

la mia vuota testa fa: tonk!

se di punto in bianco

soltanto Monk

m’ascoltassi

mi perderei?

può darsi,

ma il rischio

lo stesso, vi giuro,

abbastanza spavaldo,

io quel rischio lo correrei.

ci guadagnerei?

adesso come adesso

ne son sicuro:

qualsiasi cosa

mi suoni da solo

Thelonious Monk,

di dolce o d’asprigno,

di terroso, di bagnato,

di ruvido

o liscio come l’olio,

molto meglio

di quel sordo tonk!

è inutile stare qui

a girarci intorno:

ne ho visti di pianisti,

ne ho sentiti di jazzisti…

ma con Thelonious

mi farei dei giri

che manco io

m’aspetterei

di farli, da solo, quei giri.

ora mi preparo

ad ascoltare

soltanto Monk:

lui da solo

col suo piano:

non voglio sentire

nessuno qui in giro:

siate gentili:

levatevi di torno:

ascolto Thelonious,

mi faccio i miei giri

coi suoi fruscianti vinili,

vado in orbita intergalattica,

poi, magari, con una strana

smorfia sulla faccia, torno

tra voi umani

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

3 commenti

  • Amo tutto il jazz ma i graffi e i silenzi di Monk in particolare, quel difficile che parte dal semplice, quel divertirsi sempre, quel fingersi ignorante, quel copiare se stesso e persino gli assurdi cappelli che indossava.
    Vedendo la versione scenica di “Undici” (se non sapete cos’è ne parlo su codesto blog) per complimentarmi con il pianista lo chiamai Thelonius, lui apprezzò.
    Dunque W Pabuda.
    E viva Monk.
    Anni fa Stefano Benni (se non sapete chi è rimediate al più presto) portò in giro con Umberto Petrin lo spettacolo “Misterioso, viaggio nel silenzio di Thelonius Monk”. Non riuscii a vederlo dal vivo ma lo recuperai con il dvd-libretto edito, nel 2005, da Feltrinelli. Ve lo stra-consiglio: per Monk ma anche per il “McCarthy blues” e per i molti omaggi a Billie Holiday, a Ginsberg, al blues, al jazzi: “santa Billie, santo Bud, santo Bird cosa serve ancora parlare / quando si sa suonare così”,

  • straconsiglio anch’io il dvd dello spettacolo “Misteriso” di Benni & Petrin.
    se qualcun* è a milano e squattrinat*, posso prestare

  • azz! dimenticavo:
    c’è un bellissimo documentario su monk che si chiama “straight no cheaser”: http://www.youtube.com/watch?v=s2z67tTQIvI
    c’è completo su youtube in varie parti!

    mi pare ciu sia di mezzo Clint

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