Stallman, Epstein, Open Source, sessismo e…

… e molto altro
Dopo ore di lavoro e tanti dubbi in testa jolek (litigando con se stesso) scrisse quanto troverete qui sotto… Post Scriptum incluso

Breve premessa
Sono molto in imbarazzo quando devo esprimere un parere. Non perché non sia importante avere un parere sul mondo, la vita, l’universo e tutto quanto, ma perché spesso i pareri, spesso non sempre, sono basati su bias culturali che rischiano di fornire visioni del mondo basate non su dati concreti. Detto questo, so che potrà stupire ma ho un’opinione. A volte è molto – ma molto – in conflitto con i pensieri profondi che ho e con le visioni che indirizzano la mia vita.

# jolek quel giorno si svegliò e scrisse…
Ha fatto molto discutere recentemente la decisione, da parte della FSF – Free Software Foundation – di riammettere all’interno del suo board Richard Stallmann dopo le sue affermazioni, piuttosto discutibili, su Jeffrey Epstein (*). Facciamo un passo indietro. Stallmann è una delle figure simbolo del free software movement ed è alla base dell’intera creazione del famoso sistema operativo GNU-Linux. Senza di lui, senza la sua testardaggine con un modo piuttosto irruento di affrontare i problemi a mo’ di “brute force hacking”, nulla di quello che abbiamo oggi sarebbe disponibile. Se Linus Torvald, il creatore del kernel Linux, ha trovato l’humus culturale per sviluppare il suo fork di Minix è stato grazie a Stallmann; se Eric Raymond ha creato la Open Source Initiative è grazie all’input culturale di Stallmann. Se anni dopo spuntò, quasi dal nulla, il concetto della Creative commons e quindi, tanto per fare un nome a caso, Wikipedia è stato a quel piccolo semino piantato con forza anni prima da lui.

Stallmann è una di quelle poche figure che, ancora oggi, sostiene la necessità di star fuori dalla bolla delle grandi aziende IT dell’informatica. Quando uscì Ubuntu lo bollò come una sorta di backdoor perchè inseriva al suo interno una web-app di Amazon. E potremmo fare forse un’altra decina di esempi simili, ma forse avete gia’ colto il punto: è un integralista del free software e senza di lui quel modello che ha poi portato a una autentica rivoluzione del pensiero non sarebbe nato.

Questo soggetto strano, barbuto, burbero e anche un po’ barbero (ammesso che questa sequenza significhi qualcosa) ha anche alcune idee piuttosto discutibili. In una mail interna inviata ad alcuni membri del MIT (sì, lavora-lavorava anche per MIT) il 10 agosto 2019 descriveva le vittime di Epstein come «probabilmente consenzienti». Una roba da far gelare il sangue nelle vene a chiunque, da fare letteralmente vomitare. Dopo la pubblicazione delle sue mail interne su un blog della piattaforma Medium, Stallman dopo più di un mese rassegnò le dimissioni dall’MIT e dal board della FSF. Tutti sembravano felici sino a che, pochi giorni fa, il consiglio della FSF decide di riammetterlo come membro (non più come presidente) perché figura troppo importante e rappresentativa dell’intero movimento. Ma molti non la pensano così. In una lettera aperta, molte aziende e personaggi del mondo open source e free software criticano aspramente la decisione dichiarando che non parteciperanno ad alcuna iniziativa organizzata dalla FSF fino a che Stallmann non sarà rimosso dalla sua posizione.

Da giovane ho imparato che non bisogna mai avere il principio di auctoritas, e che bisogna criticare lo status quo. E che quando lo status quo è troppo assurdo per essere accettato, bisogna opporsi assumendo posizioni anche forti… C’è’ un piccolo problema: ci siamo accorti che le idee che stavano alla base dell’open source e del free software sono in crisi? O sono l’unico idiota che lo crede? A cosa serve avere un sistema operativo libero come Linux quando una versione modificata di quel kernel è su tutti gli smartphone android in possesso di mamma Google? A cosa serve avere un software open source quando il più grande repository sul web – parlo di github naturalmente – è stato acquistato da nonna Microsoft anni fa?

Vado avanti con gli esempi o mi fermo qui?

Richard Stallman – e potrei aggiungere Eric Raymond che più o meno ha avuto lo stesso destino – è fra i pochi che ancora portano avanti quella idea rivoluzionaria che non solo serviva per liberare il software ma per liberare il mondo dai monopoli. Oggi sembra tutto più soft perché l’open source è diventato dannatamente soltanto un modo più efficience per fare business. Aziende come Facebook e Amazon si possono anche vantare di finanziare la Linux Foundation perchè tanto chi se ne frega, noi amiamo l’open source. Il pragmatismo fa da padrone e con il pragmatismo ci siamo persi una visione del mondo rivoluzionaria. Faccio soltanto una domanda: a chi serve indebolire il movimento open source? La risposta datela voi.

# ore dopo, quando keloj si impossessò del computer di jolek…
Ecco qui, pareri non richiesti da parte di un maschio bianco etero e anche boomer. Che diavolo vuol dire ‘sta roba? Stallmann è stato criticato per le sue idee misogine e sessiste, non per quello che ha fatto per la Free Software Foundation. Pensare che un guru come Stallman – ma anche come Raymond e Torvalds – debba essere accettato com’è anche in barba a tutte le sue opinioni, non solo è stupido ma viola il principio stesso del rispetto reciproco. Mi sa che val la pena ripetere cosa ha detto Stallmann: «il verbo assalire presume che egli abbia applicato forza o violenza, in un modo non esattamente specificato, e che lei si sia presentata a lui completamente indifesa». E poi aggiunge «l’accusa riporta che Minsky (suo collega – ndr) abbia fatto sesso con una membro dell’harem di Epstein… Assumiamo che questo sia vero…».

Harem? Assumiamo che sia vero? Ma che linguaggio è? Questi pareri non possono essere più tollerati all’interno della comunità open source; non solo vanno criticati ma va anche dato un esempio perché non si ripetano più. Fra le aziende firmatarie dell’appello possiamo trovare la Mozilla foundation, la Open Source Initiative, la Gnome Foundation, il Tor project e così via. Pensare che la comunità opensource si voglia dare una zappa sui piedi solo perchè critica il suo fondatore è assurdo e al limite del complottismo.

Due parole sulla licenza GPL. Lo stesso Stallmann non ha mai negato la possibilità di poter far denaro con l’open source e il free software. Il suo movimento non nasce per liberare il mondo dal giogo del capitalismo ma per liberare le idee e permetter loro di circolare liberamente. Forse il tizio che scriveva prima (quel jolek) ha confuso Stallmann con Lawrence Lessing, il fondatore della creative commons, ben altro personaggio con idee molto più condivisibili di quelle che esprime Stallmann. E poi cos’è ‘sta storia che il denaro è lo sterco del demonio? Ma da quando? Per non parlare dell’introduzione di jolek quando parla di bias culturale. Excusatio non petita, accusatio manifesta proprio…

E poi open source in crisi? Non ho mai visto l’open source in un migliore stato di salute. La maggior parte dei progetti vengono ormai realizzati in open source, i 100 computer più potenti al mondo girano su software open source. In crisi? Ma dove l’ha vista quel jolek? Forse farebbe bene a farsi un esame di coscienza (o di conoscenza?) sopratutto non esprimere pareri non richiesti su cose che non conosce.

# al secondo caffe’ keloj e jolek si incontrarono
keloj: ma ti rendi conto di cosa hai detto?
jolek: sì me ne rendo conto e mi dispiace
keloj: ti rendi conto che una ragazzina è stata stuprata e tu difendi l’assalitore?
jolek: non difendo l’assalitore, ho paura del contraccolpo sulla comunità
keloj: Stallmann è un vecchio bavoso e non ha nulla a che spartire con la comunità
jolek: ti posso mestamente ricordare che se non fosse stato per lui, GNU/Linux non sarebbe nato?
keloj: e io ti posso ricordare che qui si parla di stupri e pedofilia?
jolek: facciamo pace?
keloj: no

# p.s
C’e’ una spiegazione umana dietro tutto? Marvin Minsky – matematico e ricercatore d’intelligenza artificiale presso MIT e figura storica nella computer science – era collega di Stallmann. Probabilmente Stallmann aveva stima di lui. L’associazione fra Epstein e Minsky viene dal fatto che Epstein finanziò le ricerche di Minsky con 100.000 dollari. L’agggressione sessuale di cui si parla sembra sia avvenuta durante un simposio finanziato dallo stesso Epstein ma l’accusa avanzata dall’allora minorenne Virginia Giuffrè non è stata provata. Forse quello sfogo di Stallmann (noto per altre dichiarazioni piuttosto infelici) arriva dal fatto che un suo collega era stato messo sulla pubblica piazza senza prove concrete?

(*) Jeffrey Epstein – Wikipedia

Fabio
Un tizio che pensava di essere uno scienziato. Si ritrovò divulgatore scientifico. Poi si addormentò e si svegliò informatico. Ma era sempre lui.

Un commento

  • Andrea Ettore BERNAGOZZI

    Grazie a jolek, keloj e alla Bottega per affrontare il tema spinoso di sessismo e autorictas, vera o presunta, e di chi utilizza la propria posizione per esercitare pressioni e manipolazioni sulle altre persone.

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