«Storie di Rock italiano»

recensione di Laura Tussi (*) al libro  di Daniele Biacchessi

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Mancava un’opera capace di intrecciare il rock e la musica con la storia italiana «dal boom dei consumi alla crisi economica internazionale». Ora c’è, grazie a Daniele Biacchessi e al suo «Storie di Rock italiano» che ripercorre gli eventi salienti delle vicende italiane. La nostra Storia è narrata attraverso i protagonisti della musica d’impegno civile e i linguaggi del Rock. Il messaggio musicale viene abilmente delineato e confrontato con gli eventi sociali e storici. Il portato dello stile dei testi è sapientemente descritto, oltre che dall’autore, da noti critici musicali. Così le varie espressioni del rock, del jazz, del blues e di altri stili musicali descrivono tasselli storici, come in un grande mosaico, nel panorama culturale e sociale degli ultimi 70 anni.

Daniele Biacchessi è eclettico e istrionico, ma sempre documentato giornalista d’inchiesta e di impegno civile, nonché scrittore e teatrante. Qui spazia dai primi anni Sessanta, con il movimento «Mondo Beat» e la rivolta dei cosiddetti capelloni che erano pacifisti, antimilitaristi e contro il sistema. Il giornale «Mondo Beat» nasce con la collaborazione – fra gli altri – del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli: denuncia l’incombenza del rischio nucleare, la corsa agli armamenti, l’autoritarismo. Ma c’è anche «La Zanzara», giornale del liceo Parini, cioè dei figli della borghesia illuminata milanese, che vedrà la sdegnata reazione degli studenti cattolici e conservatori di “Gioventù studentesca”.

Incrociamo nel libro la vicenda tragica di Luigi Tenco che nel 1967 al Festival di San Remo si toglierà la vita. Tenco è uno degli alfieri della cosiddetta scuola dei cantautori genovesi – Gino Paoli, Fabrizio De André, Bruno Lauzi… – e per le sue idee politiche è controllato dagli organi di polizia.

Nel 1968, si sa, scoppia una sorta di “rivoluzione” mondiale. Protagonisti a volte dimenticati. Mario Capanna, la polizia che carica gli studenti a Valle Giulia con Pier Paolo Pasolini che sembra non capire cosa stia accadendo. Martin Luther King, ucciso perché aveva un sogno, come Bob Kennedy e altri. Domina la scena il rumore agghiacciante degli aerei statunitensi che massacrano il Vietnam. La protesta è anche in musica: Joan Baez, Bob Dylan e altri/e. In Italia ci sono il Nuovo Canzoniere, con Ivan Della Mea, Giovanna Marini, Roberto Leydi, Paolo Ciarchi ma anche Dario Fo e il giovane Francesco Guccini. Nel 1967 con «29 settembre» Lucio Battisti inizia la sua collaborazione con Giulio Repetti, in arte Mogol: canzone d’autore ma anche un fenomeno commerciale.

Dalla metà degli anni ’60, la radio inizia a rompere le barriere. Nel palinsesto fortemente conservatore della Rai, appaiono piccole finestre musicali controcorrente, che si rivolgono a un pubblico giovane, pur se resiste una censura oppressiva quanto stupida. Ancora Biacchessi racconta le storie dei festival pop, ossia raduni spesso oceanici di musica rock; negli Usa Woodstock, con Jimi Hendrix, Santana, Joe Cocker e in Italia le “Feste del proletariato giovanile” fra cui Parco Lambro di Milano, che vede fra i molti organizzatori anche «A-Rivista Anarchica».

Incrociamo Gianni Sassi, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Rino Gaetano, Premiata Forneria Marconi, gli Area con Demetrio Stratos, Eugenio Finardi – «extraterrestre portami via» – ma anche la contestazione pesante ai cantautori, per gli ingaggi d’oro e i biglietti troppo cari. «La musica de essere gratis» si grida. Con Gaetano Liguori, con Fabio Treves e tanti altri jazz e blues conquistano molte/i sino ad allora allattati a “pizza, sole e tuppetà”.

Un salto agli anni Novanta con il neoliberismo che “si fa mondo” e dalle nostre parti con la musica dei Gang, dei Modena City Ramblers, Yo Yo Mundi, Massimo Priviero, Giangilberto Monti, Enzo Guaitamacchi, Renato Scuffietti, Giordano Sangiorgi, il rap e la scena indipendente musicale italiana. Anni duri i nostri e non si può chiedere alla musica di togliere tutte le castagne dal fuoco; però di aprire ogni tanto uno spiraglio di luce quello sì, è possibile.

Storie di Rock italiano. Dal boom dei consumi alla crisi economica internazionale

di Daniele Biacchessi

introduzione di Gaetano Liguori

edizioni Jaka Book

(*) In una diversa versione questa recensione è stata pubblicata su vari siti e blog.

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