Syriza e noi

di Mauro Antonio Miglieruolo

ELEZIONI IN GRECIASventolio di bandiere, sorrisi, pugni chiusi, gioia sui volti: io forse non ci sarò, ma molti, molti, molti vedranno la speranza fiorire e produrre frutti generosi. Grazie al popolo greco, grazie a Syriza, grazie a Tsipras. Non siamo che all’inizio, il domani è già quasi nelle nostre mani.

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Mi sono chiesto e ritengo opportuno che ognuno se lo chieda, perché tanto clamore intorno alle vicende greche e alla vittoria di Syriza?

elezioni_grecia_tsipras_syriza_getty__6__1Al netto delle tante stupidaggini, cioè dell’irrispettosità dei commentatori nei propri stessi confronti (costoro annoverano Syriza nella speciale categoria “sinistra radicale” se non addirittura “massimalista”, svelando in questo modo l’assoluta ignoranza delle genesi e del valore del termine in questione), risultano comunque incomprensibili gli allarmi fin qui diffusi. Tsipras non è Lenin e la Grecia non ha il peso di una pur arretrata Russia zarista. In ogni caso, se si trattava di guerra psicologica preventiva per dissuadere, al solito con la paura, le masse dall’aderire alla proposta di Syriza, l’intento è clamorosamente fallito (la speranza, nonostante tutto, ha vinto). E sembrerebbe proprio trattarsi di tale evenienza stante che già il giorno dopo la vittoria elettorale i toni sono stati abbassati e qualche voce dell’establishmente si è levata per ipotizzare la possibilità di intrattenere trattative con i greci.
Tuttavia questa è solo la spiegazione più esteriore e marginale che può essere data, occorre andare più in profondità per capire il senso della reazione della borghesia e degli intellettuali organici alla borghesia che si sono pregiati di adombrare la temibilità dell’irruzione nel quadro politico di un partito dalle caratteristiche ancorché moderate appare però serio e deciso (è forse questo che temono? La serietà e la decisione?). Syriza però rimane quello che è, nonostante loro: una coalizione di forze progressiste (più che un partito), che non ha nei propri programmi alcune “velleità” di trasformazione radicale del sistema e che non si sogna neppure di mettere in discussione la permanenza della Grecia nell’Europa (e neppure i patti che la stanno dissolvendo), ma solo di temperare gli eccessi liberistici, i quali eccessi non hanno alcuna possibilità di essere mantenuti, se non a prezzo di una intensificazione della attuale guerra civile a bassa intensità che i dittatorelli della comunità europea stanno attuando.
Greece ElectionsA questo proposito si può ipotizzare che vista l’inclinazione ultra autoritaria dei burocrati che ci comandano, la loro desuetudine a forme anche blande di opposizione (non conosco forze politiche che abbiano seriamente contrastato la deriva autoritaria della comunità europea: conosco solo alcune – PD in testa – che l’hanno assecondata), l’emergere di forze blandamente (ma sinceramente) riformiste qual è Syriza, deve aver provocato alquanta preoccupazione. Se non panico e angoscia. Teniamone conto, l’essenza più intima del liberismo è alquanto poco liberale. Si tratta inoltre di una costruzione che può apparire potente in quanto dispiega i suoi effetti in un ambiente sterile, privo di contrasti, ma che messo alla prova del fuoco di una logica differente, potrebbe mostrare tutta la sua fragilità intellettuale. Consapevoli (istintivamente consapevoli) della debolezza di fondo dell’attuale andazzo che le “teorie” liberistiche hanno impresso allo stato di cose esistenti, certamente paventano che anche la più piccola, ma seria e coerente, iniziativa politica posso determinare una crisi generale dagli esiti imprevedibili.
Non credo tuttavia che, stante la fondatezza di tali spiegazioni, sia questa la vera ragione che a spinto tutte le componenti del sistema a schierarsi all’unisono contro la sinistra greca (all’inizio anche gli stessi “mercati”, che però hanno capito l’antifona e si sono placati). Certo per gli ideologi del capitale costituisce un vero problema approntare rapidamente una risposta alla novità emergente, per loro in gran parte incomprensibile (che scherziamo? Sottrarsi programmaticamente alla spoliazione sistematica delle masse popolari!?). Syriza infatti, essendo guidata da persone più democratiche e avvertite della coppia che spadroneggia nel Movimento 5 Stelle, non può essere efficacemente neutralizzata con le calunnie e le chiusure aprioristiche che hanno ottenuto buoni risultati in Italia contro Grillo & Co. il suo permanere da protagonista nel quadro politico rischia di provocare contagi. Di più, rischia di mettere in movimento le masse e provocare forme più avanzate di programma politico e d’organizzazione. Il fuocherello di speranze accese in Grecia potrebbe ben presto mutare in un incendio di tutta l’Europa.
Syriza TsiprasMa ciò che sostituisce elemento di preoccupazione per i padroni per noi è ossigeno puro, speranza e possibilità. Potrebbe anche essere che Syriza oltre a produrre altra Syriza, produca qualcosa di più avanzato e diverso. Dopo la prima fase d’imitazione, ben altro. Cioè una opposizione continentale basata sui valori del rispetto delle costituzioni, dei diritti dei lavoratori, del loro reddito e del diritto al lavoro. Preludio a trasformazioni istituzionali attualmente inimmaginabili che però è necessario concepire, affinché una opposizione diventi permanente e sia non marginale.
Io auspico. Tutti noi lo auspichiamo.

Miglieruolo
Mauro Antonio Miglieruolo (o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

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