Bologna, Roma e Milano: le “Città in affitto” che escludono

Con il loro primo saggio edito da Laterza, i giornalisti del collettivo Gessi White mostrano i meccanismi che stanno trasformando le città italiane, rendendole sempre di più luoghi pensati per turisti, consumatori e investitori. L’attore pubblico si conferma il grande assente. Dagli studenti di Bologna ai 20.000 senza dimora di Roma, fino alla bolla finanziaria che avvolge Milano. Alice Facchini,

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La nuova Centocelle: da periferia operaia a quartiere per pochi

Nella zona a est di Roma aprono cantieri e locali, ma aumentano i prezzi delle case. Il fenomeno sta ridisegnando il tessuto sociale, mentre la criminalità continua a prosperare. di Fabio Papetti e Filippo Poltronieri (*) Vista dall’alto, Centocelle sembra un piccolo mondo rettangolare, incastonato tra quattro strade che ne disegnano il perimetro: Prenestina e Casilina, a nord e sud,

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Le banche europee che sostengono l’occupazione della Palestina

di Maurizio Bongioanni (*) La coalizione Don’t buy into occupation (Dbio), composta da 28 organizzazioni europee e palestinesi, ha pubblicato un rapporto che fa luce sul massiccio sostegno economico degli istituti finanziari europei all’impresa degli insediamenti israeliani illegali nei Territori palestinesi occupati (Tpo). Il documento, aggiornato all’agosto 2024, segue il precedente studio pubblicato nel 2022. E denuncia flussi di capitale

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Le relazioni tra l’estrattivismo e le municipalità italiane

Sempre e per sempre dalla stessa parte li troverai. ** di Leonardo Animali (*) In Italia capita spesso di rimanere stupefatti da alcuni progetti che, per iniziativa di soggetti privati, prendono campo negli oltre ottomila Comuni italiani. Iniziative di chiara matrice estrattivista, che hanno conseguenze molto gravi sull’assetto paesaggistico e architettonico del Paese, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. E

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Il gioco delle tre dighe: Genova, Grandi Opere e…

… e «partecipazione». di Wolf Bukowski (*) A ritmo serrato di Recovery si annunciano in questi giorni devastanti Grandi Opere, compreso quel bolo indigerito del berlusconismo che è il ponte sullo stretto di Messina. Nel contempo si affinano i già noti strumenti di cattura del consenso e marginalizzazione del dissenso, primo tra tutti quel «dibattito pubblico» di cui ci siamo già

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