Rodrigo Paz impone il gasolinazo alla Bolivia

A fine dicembre, mentre l’attenzione dell’America latina era già rivolta a quanto sarebbe accaduto pochi giorni dopo in Venezuela, il presidente boliviano ha utilizzato la strada del decreto per eliminare le sovvenzioni statali alla benzina e al diesel senza alcuna consultazione e attuato una violenta repressione contro lo sciopero a tempo indefinito e i blocchi stradali di minatori, contadini e

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La Bolivia nel suo labirinto

Di fronte alla recente elezione di Rodrigo Paz nel ballottaggio presidenziale del 19 ottobre scorso i movimenti sociali, sindacali e delle popolazioni originarie del Paese si preparano ad avviare una nuova fase di resistenza in difesa dei risultati sociali raggiunti e della sovranità nazionale, ma per ora soono divisi e disorganizzati, senza dirigenti indiscussi e senza partito di fronte ad

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Bolivia: il ritorno del golpismo

A seguito dello spostamento della data del Censo de Población y Vivienda,l’ultradestra ha promosso tre settimane di sciopero ad oltranza con epicentro il dipartimento di Santa Cruz per destabilizzare il governo di Luis Arce e rivendicare il separatismo dell’Oriente boliviano utilizzando la violenza delle squadracce paramilitari dell’ Unión Juvenil Cruceñista. di David Lifodi

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Bolivia, 1967: Barrientos e la strage dei minatori

Tra il 23 e 24 giugno 1967 si consumò il massacro di San Juan. L’esercito boliviano fece irruzione nel centro minerario di Siglo XX, uccise i minatori e i loro familiari. Il sacerdote Gregorio Iriarte definì la mattanza compiuta dai militari come “l’anticamera dell’inferno”. Per la dittatura si trattò di un’operazione necessaria per mettere un freno ai presunti piani sovversivi

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Bolivia: lo scempio

Evo Morales da tempo non era più l’indio ribelle che toglieva il sonno a Washington. L’ultradestra ha sfruttato nel modo migliore le sue enormi contraddizioni, e quelle del Movimiento al Socialismo, per dare vita ad un colpo di stato apertamente programmato e capeggiato da fondamentalisti religiosi quali l’autoproclamata presidenta Jeanine Añez e il picchiatore Luis Fernando Camacho. In gran parte

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Bolivia: aspetti positivi e contraddizioni di Evo Morales…

…a pochi mesi dalle presidenziali di David Lifodi Mancano ancora quattro mesi alle presidenziali boliviane, in programma il prossimo 5 ottobre, eppure merita dare uno sguardo al paese andino e al suo complesso scenario politico: Evo Morales resta il candidato strafavorito per rimanere a Palacio Quemado, ma è interessante analizzare il percorso di un presidente che non si caratterizza più

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