La criminalizzazione di attivisti e dissenzienti in Italia/conclusione
Livio Pepino già consigliere della Corte di cassazione (*) continua da qui
Continua a leggereil Blog di Daniele Barbieri & altr*
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di Livio Pepino (*) Continua da qui *** 3 Modalità e tecniche della repressione Arriviamo, dunque, alle modalità di repressione del dissenso e della protesta oggi il Italia. La repressione ha, come sempre, forme eterogenee e diversa intensità. Può essere diretta, cioè aggredire il dissenso in quanto tale al fine di impedirne il manifestarsi (tradizionalmente, il divieto di scioperare o
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DIRITTO, NON CRIMINE. Per la Madre Terra e la giustizia sociale, ecologica e climatica Rete in Difesa Di e Osservatorio Repressione, Luglio 2024 – 114 pp. Scaricalo in pdf. Questo rapporto è il risultato di un lavoro collettivo coordinato dalla Rete In Difesa di e da Osservatorio Repressione. È il prodotto di un gruppo di lavoro informale promosso dalla Rete all’indomani
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di Francesco Martone (*) E’ stato reso pubblico nei giorni scorsi il primo Rapporto sulla situazione dei difensori del clima in Europa, prodotto dal Relatore Speciale ONU sui Difensori dell’Ambiente Michel Forst.1 Forst, già Relatore Speciale ONU sui Difensori dei Diritti Umani si era già occupato in quel ruolo della questione relativa ai difensori dell’ambiente, in particolare nei paesi del
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… contro il movimento NO TAP di Alexik (*) “Espressioni come “una protesta pacifica” sono, dunque, non particolarmente utili per descrivere le nostre lotte. “Protesta pacifica” non significa niente, perché dal punto di vista dello Stato e del Capitale, quando qualcuno si impegna in una protesta è, per definizione, non più in pace: l’atto di protestare è un rifiuto. È il
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di Elena Papadia – Ass. Bianca Guidetti Serra (*) Giovedì scorso è stata resa nota la sentenza di primo grado nel processo che vedeva implicati più di cento attivisti No TAP , con condanne che vanno dai 3 mesi ai 3 anni e svariate migliaia di euro di risarcimenti da discutere in separata sede. Il giudice ha deciso quasi di
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di Alexik (*) Ci eravamo lasciati, al termine del capitolo precedente, commentando i dati elaborati da Alessandro Senaldi sulla velocità dei processi contro il movimento No TAV. Una velocità sorprendente, più che doppia a confronto della media dei processi chiusi in primo grado nel Belpaese. Davanti a tanta celerità eravamo quasi sull’orlo di encomiare il Tribunale di Torino per il
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1) appuntamento a Bussoleno il 24 ottobre; 2) Dana scrive dal carcere; 3) Cassa di resistenza No Tav.
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