El Salvador: il miraggio dell’acqua come diritto umano fondamentale

di David Lifodi I conflitti per l’acqua, in El Salvador, vanno di pari passo con la mancanza di leggi che regolino l’accesso all’oro blu. Il diritto a godere delle risorse idriche non è sancito nemmeno dalla Costituzione. Lo scorso 30 ottobre il governo aveva provato a far passare una riforma dell’articolo 69 della carta costituzionale, che avrebbe consentito di inserire

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Guatemala: la resistenza indigena contro cemento e repressione

di David Lifodi Lo stretto legame tra l’impresa Cementera Progreso e il presidente guatemalteco Otto Pérez Molina è stata definita “alleanza del terrore”. Cementera Progreso, fondata alla fine dell’Ottocento da immigrati italiani, si è trasformata nell’ennesimo cavallo di troia dello stato guatemalteco per reprimere le comunità indigene: la costruzione di una fabbrica di cemento nella regione di Sacatepéquez (nel centro

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Emergenza carceri in America Latina: tante ombre e qualche luce

di David Lifodi I dati del Registro Nacional de Casos de Tortura y/o Malos Tratos sono impietosi: nell’ultimo anno, nelle carceri argentine, sono stati segnalati oltre 3500 casi di violenza e maltrattamenti commessi a danno dei detenuti. Le aggressioni fisiche, la mancanza di attenzioni mediche e le fatiscenti condizioni dei penitenziari del paese, unite agli abusi della polizia all’interno degli

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Colombia: lucro di stato sulle carceri

di David Lifodi Le agitazioni avvenute nelle carceri colombiane di alta e media sicurezza nel corso dell’autunno hanno sollevato il problema, una volta di più, sulla difficile situazione che sono costretti a vivere quotidianamente i reclusi, oltre ad evidenziare i limiti del sistema penitenziario e carcerario colombiano. Alla fine di ottobre il Movimiento Nacional Carcelario (Mnc) della Colombia ha lanciato

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Strike – 4

Venezuela: quando gli operai occupano una fabbrica… con l’autorizzazione del governo di David Lifodi Chávez vive y el trabajo sigue, No al cierre ilegal. Queremos trabajar: è gridando questi slogan che lo scorso 26 settembre  gli operai venezuelani dell’impresa statunitense Clorox, specializzata nella produzione e commercializzazione di detersivi, hanno rioccupato i locali della fabbrica, chiusa senza alcun preavviso dai padroni.

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