Narcopolitica e desaparecidos: l’agonia del Messico

di David Lifodi È il 2006 quando il presidente Felipe Calderón dichiara guerra al narcotraffico: da allora, segnala il collettivo Fuerzas Unidas por Nuestros Desaparecidos en México (Fundem), fino al febbraio 2013, nel paese sono state registrate ufficialmente 26.121 sparizioni. Di recente, l’emittente televisiva Al Jazeera ha paragonato i massacri degli islamisti dell’Isis a quelli dei narcos messicani: ne emerso

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Il massacro di Ayotzinapa e le vene aperte del Messico

di David Lifodi (*) Il massacro di Ayotzinapa dello scorso 26 settembre, avvenuto nella città di Iguala (stato messicano del Guerrero), quando narcos e polizia hanno assaltato gli studenti della Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos, uccidendone sei, ferendone venti e facendone scomparire quarantatrè, tuttora desaparecidos, rappresenta le vene aperte del Messico. Quanto accaduto nel Guerrero non è un’eccezione, e nemmeno

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Las Guerreras

di Maria G. Di Rienzo Le cifre messicane sono qua: 11 sindaci assassinati lo scorso anno; circa 40.000 persone uccise in scontri relativi alla guerra fra “cartelli” della droga dal 2006 ad oggi (il 90% della cocaina diretta agli Usa passa per il Messico); 5.000 donne e ragazze assassinate a Ciudad Juarez in dieci anni. Da quest’ultima città

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