Televisione – Roald Dahl

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«Perché un bambino sia bene educato

una cosa importante abbiamo imparato:

non permettete mai e poi MAI,

onde evitare un sacco di guai,

che il miserello se ne stia fermo

davanti a un qualche teleschermo.

Anzi, il consiglio più pertinente

sarebbe non installare per niente

questi apparecchi che rendono cretini

sia i più grandi che i più piccini.

In tutte le case che abbiam visitato

c’era un bambino seduto impalato,

lo sguardo lustro, la bava alla bocca,

davanti a una buffa scatola sciocca.

Taluni possono stare per ore

muti guardando il televisore.

Lo sguardo fisso, l’aria da allocchi,

fuor dalle orbite gli escono gli occhi,

(una volta abbiam fatto un censimento:

ce n’eran venti e più sul pavimento!)

Seduti immoti, ipnotizzati,

come ubriachi paralizzati,

con il cervello telelavato

in un massiccio telebucato.

È vero, signora, che tiene buoni

anche i bambini più birbaccioni,

che così noie più non le danno,

e fuor dai piedi un po’ se ne stanno

mentre lei scola e condisce la pasta

o con le amiche gioca a canasta –

ma non si è mai fermata a pensare

a tutti i danni che può causare

una massiccia esposizione

ai raggi della televisione?

Non si è mai chiesta esattamente

che effetto esercita sulla mente

ingenua della sua creatura

quell’invenzione contronatura?

FA A TUTTI I SENSI L’ANESTESIA

UCCIDE TUTTA LA FANTASIA!

RIEMPIE LA MENTE DI PACCOTTIGLIA,

E FA VENIRE GLI OCCHI DI TRIGLIA!

RENDE PASSIVI E CREDULONI,

ALLENTA IN BLOCCO ROTELLE E BULLONI

CHE IL CERVELLO FAN FUNZIONARE,

NON LASCIA PIU’ NULLA DA IMMAGINARE,

IL GUSTO PER LE FIABE ROVINA,

TUTTA LA TESTA RIDUCE IN PAPPINA!

A questo punto qualcuno dirà:

“Va bene, va bene, ma come si fa?

Se questo mostro di cui parlate

va eliminato con due pedate

come faranno i nostri figlioli

a divertirsi, specie se soli?

Come passare una bella serata

Senza la tele illuminata?”

Scordato avete la vostra storia?

Vi rinfreschiamo un po’ la memoria?

C’era una volta una grande avventura:

la consuetudine alla lettura!

Pieni di libri i comodini,

scaffali, tavoli e anche lettini!

Tutti leggevano e il tempo volava,

e con il tempo la mente viaggiava:

storie di draghi, regine e pirati,

di navi e tesori ben sotterrati;

deserti, giungle e fitte foreste,

cannibali e indios a caccia di teste.

Paesi strani e luoghi mai visti,

malvagi, eroi, tipi buffi o tristi:

di spazio pei sogni ce n’era a iosa,

leggere era un’attività meravigliosa!

Racconti, favole, romanzi, fumetti,

volumi, tomi, libelli e libretti,

ce n’era gran scelta e varietà,

e tutti leggevano a volontà!

Se erano piccoli bambini,

qualcuno per loro leggeva i destini

di Biancaneve e la mela stregata,

e della Bella Addormentata.

Quanti bei libri, quanti piaceri

potevano scegliere i ragazzi di ieri!

Perciò vi preghiamo, fate il favore,

buttate in cortile il televisore!

Con uno scaffale riempite lo spazio

e pur se i ragazzi saranno uno strazio

per qualche giorno guardandovi male,

colmate di libri quello scaffale;

vedrete che poi, passata la crisi, pian piano smettete di essere invisi:

per far qualcosa, per curiosità,

saranno colpiti dalla novità.

Sfogliando un libro quasi per caso

più non potranno staccarne il naso:

riscopriranno che grande diletto

è leggere un libro o un giornaletto!

Ci prenderanno tanta passione

che scorderanno la televisione;

i tempi in cui erano vittime inermi

del fascino truce dei teleschermi

un brutto sogno vi sembrerà

e ogni ragazzo grato sarà

a quelli che, con mossa sapiente,

l’han trasformato in teleindipendente.

P.S. Non è che di Mike ci siamo scordati:

ma siamo in attesa dei risultati

per constatar se funziona la cura

e se recupera la sua statura.

Ma se non funziona, in verità,

possiam solo dire che bene gli sta!»

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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