Terremoto e amianto

di Vito Totire (*)   

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L’articolo di Antonio Massari su «Il fatto quotidiano» di ieri mette il dito in una piaga che viene da lontano, addirittura dalle Due torri dell’11 settembre 2001; infatti quegli edifici erano imbottiti di amianto e una pubblicità del costruttore (pubblicata prima dell’evento) vantava la particolare resistenza di quegli edifici al fuoco. Ora viene la denuncia di Usb vigili del fuoco, organizzazione sindacale con la quale ho collaborato in passato anche sul rischio amianto.

E sul rischio amianto, in occasione degli ultimi eventi sismici, occorre fare alcune precisazioni:

  1. Nei comuni maggiormente colpiti (Amatrice, Accumoli, Pescara delTronto, Arquata) esisteva una mappa territoriale dell’amianto presente negli edifici?
  2. Si sta procedendo con la “logica” attuata in Emilia quando fu varato un decreto che autorizzava a intervenire sulle macerie ove non fosse presente amianto in maniera evidente? Questo significava e significa che non puoi intervenire se vedi centinaia di metri di eternit ma se si tratta di tubazioni, canne fumarie, piccole cisterne… la “legge” ti autorizza a chiudere un occhio
  3. L’amianto delle tubazioni dell’acqua come si riverbera sulla potabilità? I dati di Carpi sono impressionanti (numerose centinaia di migliaia di fibre/litro contate in microscopia SEM) anche se la tendenza è stata a non “vedere” il problema; per esempio in provincia di Bologna le fibre non sono mai state monitorate nel Comune più colpito cioè Crevalcore;
  4. Visto che Errani è stato uno dei protagonisti del “non fare nulla” a proposito del rischio amianto (certamente su altre questioni ha fatto di meglio e lavorato sodo) si doveva incaricare proprio lui? e comunque non è il caso di farlo supportare da qualche consulente per non rifare gli errori dell’Emilia?

Spero che «Il Fatto Quotidiano», dando voce ai Vigili del fuoco che meritoriamente difendono la loro salute, quella degli abitanti e anche degli animali, riesca a squarciare il velo di silenzio sull’amianto e su altre simili questioni.

(*) Vito Totire è medico del lavoro

L’IMMAGINE è presa da un murale di Blu.

Redazione
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