The Father – Florian Zeller

(visto da Francesco Masala)

un film che racconta ognuno di noi, come saremo, forse.

demenza senile e Alzhameir all’inizio li riconosceremo, poi si cade in un buco nero nel quale la nostra volontà e la nostra memoria non le governeremo più.

qualcuno lo sa per esperienza vissuta, sulla pelle di altri, spesso genitori, e non si torna indietro.

Anthony Hopkins è così bravo che il film sembra quasi un documentario, e ognuno (ri)conoscerà qualcosa del tramonto, è ancora giorno, ma non si vede più bene, poi il buio.

è un film al chiuso, dove il tempo scorre con tempi diversi per ognuno, e distinguere il vero dal non vero diventa sempre più difficile.

uno inizia a dire quello che pensa, ma anche quello che non pensa e ritorna bambino, smarrito e spaventato, in attesa della carezza e dell’abbraccio della mamma, che non arriverà mai più.

anche la figlia, Olivia Colman, è straordinariamente brava.

buona, imperdibile, visione.

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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