Turi Vaccaro che con un martello sfidò i missili

di Gianluca Cicinelli (*)

Appena arrivato alle Piagge (foto di Comunità delle Piagge)

Il nome di Turi Vaccaro forse non viene subito in mente a chi legge i giornali ma è un nome che basta a turbare i sonni al Muos (Mobile User Objective System) di Niscemi, dove è stato protagonista di numerosi gesti di disobbedienza civile che si sono conclusi con il suo arresto. Adesso Turi Vaccaro potrà uscire di prigione e scontare il resto della sua pena presso la Comunità delle Piagge a Firenze, dove è arrivato ieri. Era stato arrestato nel dicembre del 2021 a Firenze dopo essere stato scarcerato nell’aprile del 2020 dal carcere Pagliarelli di Palermo.

Il Muos è un centro di comunicazione che collega la rete militare Usa, i centri di comando, controllo e logistici, con cacciabombardieri e unità navali, aerei senza pilota, reparti operativi sui missili. Gli impianti della Marina americana servono a controllare i droni che da Sigonella si levano in volo per le zone di guerra.

Turi Vaccaro aveva danneggiato a colpi di martello e pietre il sistema di difesa satellitare della Marina statunitense durante una manifestazione contro il Muos a Niscemi. Ricevette per questo una condanna a undici mesi e 27 giorni di reclusione, inflittagli dal tribunale di Gela. Durante la detenzione, però, gli erano state notificate ulteriori condanne. Era poi stato scarcerato il 16 aprile 2020 per fine pena anticipata. Poi di nuovo arrestato a Firenze per un residuo di pena.

by LucaXino

Nei confronti di Turi Vaccaro, pacifista integrale e conseguente, si era scatenato un accanimento giudiziario spropositato, rispetto alla rilevanza simbolica delle sue proteste. E’ un ex operaio della Fiat che ha dedicato la sua vita alla denuncia del militarismo e delle ingiustizie. Fin dagli anni ’80 era attivo nella protesta contro l’installazione dei missili Usa nella base di Comiso in Sicilia.

Nel 2005 in una base Nato a Woensdrecht, in Olanda, nell’anniversario della distruzione di Nagasaki, aveva tentato di disarmare a martellate gli F16 Usa nella base che ospitava 20 testate atomiche, ciascuna della capacità distruttiva di 16 volta quella che spianò Hiroshima. Denunciato, arrestato e processato.

Turi Vaccaro si rifà alla esperienza dei Ploughshares, il movimento internazionale, cui aderiscono attivamente anche suore americane, che si propone di “Trasformare le spade in aratri” ricorrendo all’azione diretta nonviolenta. Azione sempre alla luce del sole e responsabilmente autodenunciata.

In solidarietà con le lotte dei NoTav nel 2012 aveva resistito molte ore arrimpicato sul traliccio da cui era caduto un altro attivista NoTav, Luca Abbà. Si era fatto dare delle coperte dai poliziotti, costretti a togliere la corrente elettrica. In precedenza a torso nudo, da solo, riuscì a evitare il cordone di poliziotti, salire sulla strada e andare a bloccare una ruspa che stava abbattendo i blocchi dei No Tav alla Maddalena. In mano aveva una bandiera e un aglio, “per benedire i macchinari”.

Sempre per protesta contro la Torino Lione aveva trascorso la notte su un cedro, a un’altezza di circa 20 metri da terra all’interno dell’area recintata della Maddalena di Chiomonte. Scese solo dopo l’intervento di don Luigi Ciotti di Libera, che lo convinse a desistere.

Un personaggio fuori dagli schemi, ma una persona assolutamente equilibrata e determinata, appassionato di discipline orientali, è un nonviolento individualista, che ha fatto della lotta contro tutte le guerre la sua ragione di vita. Difficile pensare che adesso approfitterà della permanenza all’esterno del carcere per riposarsi, più probabile che stia già studiando la sua prossima azione clamorosa.

(*) ripreso da diogeneonline.info

ciuoti

2 commenti

  • Un saluto e un abbraccio a Turi Vaccaro la cui detenzione in carcere spiega perché il sovraffollamento dei penitenziari è collegato anche all’enorme numero di persone detenute per “futili motivi” ; sapevo che Turi era “ospite” del Pagliarelli di Palermo e mi era parsa una cosa assurda ma si sa il sistema penale italiano è quello che è;
    ho incontrato e conosciuto Tuti negli anni 1985-1990 nel corso delle manifestazioni contro il PEC del Brasimone in cui si pretendeva di fare ricerche e sperimentazioni col plutonio; a gestire le proteste c’erano i compagni campeggiatori di Baragazza dei collettivi di movimento toscani , i famosi monaci buddisti antinucleari , Turi e tanti altri;
    se una quota più rilevante della popolazione italiana si fosse ispirata al modus vivendi di Turi e se il ceto politico avesse recepito i suoi messaggi oggi non saremmo sull’orlo della catastrofe ambientale planetaria:
    Turi camminava a piedi nudi, antesignano delle lotte ambientali rifiutava rigorosamente qualunque compromesso con la “plastica” ; mangiammo insieme spaghetti al pesto e lui evitò rigorosamente piatto e forchetta di plastica…
    vedo che anche dopo quegli anni lo stesso modo di vestire di Turi non ha lasciate spazio a nessun compromesso con la industria tessile…
    il suo rigore debordava in una sana ostinazione impossibile da dimenticare ed ha rappresentato per tutti noi un invito a “resistere” .
    E magari alle Piagge uno di questi giorni ci potremo abbracciare.

    Un caro saluto da Vito Totire

  • Cristina Stevanoni

    Turi: un grande, grandissimo eroe resistente! Grazie sempre, con ammirazione e affetto. Cristina

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