Un dio a immagine di…maschio-alfa

di Giorgio Chelidonio  

Giorgio-dodona

Questa deduzione mito-antropologica è stata recentemente oggetto della recensione (LINK 1) di un libro non ancora tradotto in italiano: “Out of Eden: The Surprising Consequences of Polygamy” pubblicato da Oxford University Press per la firma di David P. Barash, professore di psicologia all’Università di Washington. Premessa biblica a parte, mi risulta difficile risalire dalla seconda parte del titolo (“Le sorprendenti conseguenze della poligamia”) a quello dato alla recensione, cioè
“Abbiamo le prove: Dio è un maschio-alfa”.
Infatti attribuire a un dio qualsiasi (ma citandolo con la “D” maiuscola, riferito quindi allo Yahweh biblico) (LINK 2) una identità super-ominide, rivestendola dello stereotipo-gorilla, mi suona come una “incarnazione alla King Kong” e quindi mi puzza di provocazione reclamizzante. Quest’ultima non è certo una novità degli ultimi anni: “L’importante è esagerare” cantava Enzo Jannacci già nel 1985 (LINK 3).
Però, in attesa di poter leggere i contenuti del libro, mi pare una buona occasione per ripescare vecchie suggestioni e riflessioni: mettendo subito da parte i possibili agganci satirici (“Dio esiste e fuma Pall Mall”, titolava Cavanna nel 1974) (LINK 4) e premettendo che non mi risultano religioni che abbiano divinizzato un gorilla, il tema può ben agganciarsi a un ripensamento interpretativo della biblica frase “a nostra immagine, a nostra somiglianza” (LINK 5).
A questo punto risulta però doveroso distinguere quel “nostra”, come riferibile:
– alla tradizione dei “popoli del libro”, cioè al Creatore monoteistico;
-a divinità (spesso coppie) di altre religioni storiche, ugualmente connesse alla “creazione del mondo”;
– a testi dell’ateismo, che lo attribuiscono a uomini che, forse per carenza di fantasia, hanno immaginato un dio antropomorfo.
A conferma, si pensi alla mitologia greca (e ai suoi antecedenti mesopotamici ) dominata dal maschio alfa per eccellenza cioè Zeus, lo Jupiter dei Latini: una specie di summa teologicizzata dei vizi degli umani al potere, in ogni dimensione dal tribale all’imperiale. In quanto onnipotente maschio-alfa, Giove tramava, tradiva, puniva o blandiva prima di tutto i suoi simili divini (dèi minori e/o semidei) imprimendo cioè sui suoi adoratori quel detto che mio nonno riferiva ai preti del suo tempo: “fai quel che ti dico, ma non fare quello che faccio”.
Davanti a questa constatazione non serve chiamare in causa un’esoticità gorillesca: basta distinguere tra fede e l’antropologia tardo-pleistocenica, quella degli dèi inarrivabili, perché abitavano sulle cime più alte dove la loro presenza si manifestava visivamente in forma di fulmini, come quelli con cui Giove (LINK 6) Feretrio (LINK 7) poteva colpire i trasgressori di patti e/o giuramenti (LINK 8).
Del resto la formula “sicut in caelo, et in terra” (“come in cielo così in terra”) che il Vangelo di Luca (11,1) (LINK 9) attribuisce allo stesso Gesù, è convergente con la ripartizione dei segnali della volontà celeste interpretata, dai sacerdoti “fulguriatores” etruschi (LINK 10), sulla base della provenienza dei fulmini da una specifica parte del cielo, che essi ritualmente dividevano in 16 parti, ciascuna con diverse valenze fauste o infauste.
Riconosciuta l’origine mediterranea del dio-maschio-alfa, varrebbe la pena di conoscerne più a fondo … l’evoluzione: da divinità etnica (tutelare, anche militarmente, di un popolo) a dio universale, una dimensione simbolica difficile da definirsi astronomicamente, almeno da Galilei in poi.
Per questo percorso suggerisco un libro che ho iniziato a leggere diversi anni fa: “Dio: una biografia” (LINK 11) che illustra, passo dopo passo, le trasformazioni che hanno accompagnato il divenire e l’immagine del Dio biblico.
Volendo avventurarsi cronologicamente negli ultimi due millenni, potrà forse risultare utile la lettura di un altro libro tuttora non tradotto in italiano: “Christ: A Crisis in the Life of God” (LINK 12) pubblicato, nel 2001, sempre da Jack Miles (LINK 13). Da una sua recensione si deduce che la predicazione di Gesù sia stata (letteralmente) “una crisi nella vita di Dio”, cioè nella sua “evoluzione” da divinità etnica del popolo ebreo a Dio dell’amore universale.
E se questo ulteriore approfondimento non vi bastasse potrei suggerire varie letture, anche solo divulgative, a cominciare da quelle, innumerevoli, sui cosiddetti “Vangeli apocrifi”: testi antichi che rimandano a una “non unicità” del modo di pensare Dio, immaginandolo nel suo manifestarsi “a nostra somiglianza” anche nei pregi più umani. Oppure in quelli criptici e simbolico-apocalittici, anche questi proiezioni delle nostre paure più profonde.

3 agosto 2016

LINKS

    1. #0563c1;">http://www.linkiesta.it/it/article/2016/07/07/abbiamo-le-prove-dio-e-un-maschio-alfa/31110/
    2. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Yahweh
    3. #0563c1;">https://www.youtube.com/watch?v=W68kG1PptPY
    4. #0563c1;">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/11/05/vita-avventure-del-signor-dio.html
    5. Genesi 1,26 > #0563c1;">http://www.vatican.va/archive/bible/genesis/documents/bible_genesis_it.html
    6. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Zeus
    7. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Giove_Feretrio
    8. #0563c1;">http://www2.ulg.ac.be/vinitor/rida/2001/sacchi.pdf
    9. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Padre_nostro
    10. #0563c1;">http://www.artestoriatarquinia.it/1988_Bollettino/Tiberi%20L.G.%20_%20L’Etrusca%20disciplina%20Appunti%20per%20conoscere%20gli%20Etruschi.pdf
    11. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Dio:_una_biografia#0563c1;"> > (Jack Miles, 1998: Dio: Una biografia, Collana: “Gli elefanti”, #0563c1;">Garzanti Libri, 1998)
    12. #0563c1;">http://www.newyorker.com/magazine/2001/11/12/god-interrupted
    13. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Miles
    14. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Vangeli_apocrifi

Apicellò-fanaticiReligiosi

NELL’IMMAGINE IN ALTO, suggerita da Giorgio Chelidonio, “dodona Zeus keaunos – livius”. Pensando anche a Cavanna, mi sono permesso di aggiungerne un’altra dell’irriverente VINCENZO APICELLA. Quanto al “dio gorilla” di certa fantascienza magari si farà un post… in futuro. (db)

 

 

Giorgio Chelidonio

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