Le avvertenze di Pablo Iglesias sulle malattie senili dei militanti di sinistra

Barcellona 15M del 2011 (foto di Valentina Bazzarin)

Barcellona 15M del 2011 (foto di Valentina Bazzarin)

Un estratto da “Disputar la democracia” di Pablo Iglesias tradotto da Valentina Bazzarin*

“Nel 1968 i leader dei movimenti studenteschi Daniel Cohn-Bendit e suo fratello Gabriel pubblicarono L’estremismo, rimedio alla malattia senile del comunismo, un manifesto provocatorio che, pur non essendo allo stesso livello dell’opera di Lenin che prendeva come riferimento, criticava, a volte con buone argomentazioni, il comportamento conservatore che il Partito Comunista Francese teneva mentre la protesta studentesca si estendeva ad altri settori della società. Le strade di Parigi non si riempirono perché la rivoluzione era più o meno dietro l’angolo, come dimostrarono tanto De Gaulle affermando il suo potere militare quanto la maggioranza reazionaria silenziosa. Il ’68 parigino mise la sinistra francese di fronte ad uno specchio che ne restituiva un’immagine dei limiti dell’eccesso di responsabilità dello Stato, nonostante la biografia di Cohn-Bendit come la storia dei Verdi tedeschi siano un esempio di trasformismo e di mancanza di dignità

Chiunque abbia militato in un partito di sinistra sa che le logiche interne possono imporsi e occupare gran parte del tempo della militanza. Congressi, assemblee, riunioni, cospirazioni, liste, patti, chiacchiere di corridoio e telefonate allontanano i militanti dalla società e li conducono ad una routine quotidiana che acquisisce vita e logica proprie e che poco hanno a che vedere con il confronto con l’avversario. E’ ovvio che quel che Vazquez Montalban definiva argutamente “sapere amministrativo” nel suo Pamphlet dal pianeta delle scimmie risulti imprescindibile nel “fare politica”, però in tempi come questi, che richiedono audacia, dare un eccessivo peso alla vita interna del partito condiziona il modo in cui l’apparato riesce a rispondere a logiche e a dinamiche che non sempre hanno a che vedere con le necessita’ politiche. Questo spinge i militanti della sinistra a sviluppare le caratteristiche senili, assurdamente prudenti e conservatrici, di far politica.

Al giorno d’oggi la sinistra conservatrice nega come stia avvenendo una crisi di regime e presume che l’unico spazio politico sia quello lasciato a sinistra della socialdemocrazia. Ignora in questo modo l’opportunità di un presente eccezionale. In Spagna basta osservare il comportamento dei partiti di regime per rendersi conto di quel che sta succedendo; il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) propone larghe intese al Partito Popolare (PP) ogni volta che se ne presenta l’occasione e la sua destra si e’ vista obbligata a nazionalizzare banche e ad assistere ad un’inedita indisciplina dei suoi affiliati (neo-liberali, nazional-cattolici o franchisti senza pudore). Questo svela come vengano affilate le armi negli uffici di via Genova quando non si riescono a controllare tutti i giudici o non ci sono abbastanza soldi per pagare tutte le tangenti.

Come affermano Antonio Negri e Michael Hardt: “siamo arrivati al punto paradossale che solo i movimenti populisti come il Tea Party o la Lega Nord si pongono il problema della trasformazione o della riforma della Costituzione […] la sinistra istituzionale non riesce a comprendere la profondità della crisi di rappresentanza”.”

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*Per chi fosse curioso di capire chi sia Pablo Iglesias o conoscere capire come questa riflessione si traduca poi in un esperimento politico come Podemos suggerisco qualche articolo online e vi segnalo che il libro “Disputar la democracia” verrà pubblicato e distribuito in italiano dalle edizione Alegre da novembre.

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Valentina Bazzarin
Valentina Bazzarin lavora stabilmente come ricercatrice precaria (assegnista) all'Università di Bologna sin dal 2009, anno in cui ha ottenuto il Dottorato in Psicologia Generale e Clinica. Collabora in maniera saltuaria con la Bottega e con il Barbieri, scrivendo e descrivendo quel che vede e pensa durante i suoi numerosi viaggi.

2 commenti

  • LELLA DI MARCO

    mi piace,
    sarebbe interessante oltre che URGENTE aprire veramente un dibattito e produrre pensiero nuovo per una strategia di trasformazione .
    E non solo in Italia . Ma le idee vengono dalla pratica e vecchi e nuovi “comunisti” ,a mio avviso, rimangono ancorati a interessi ” di bottega” vivendo con infelicità e arroganza il loro essere immaturi, miopi , incolti, disattenti… E non sempre per malafede

    • Valentina Bazzarin

      Grazie Lella e sono d’accordo con te che sia urgente aprire spazi di dibattito e di proposta per le alternative. Abbiamo suggerito la traduzione del testo di Pablo Iglesias ad un editore italiano proprio nella speranza di ripartire includendo sguardi e voci diverse per nuove prospettive. Il libro dovrebbe uscire a novembre, ma per chi fosse interessato a superare il passato comprendendolo suggerisco di dedicare 50 minuti alla visione dell’intervista di Iglesias a Toni Negri https://www.youtube.com/watch?v=BOpTvdOXF9U

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