Vel-Eni: una petizione (e un mio commento)

Una petizione per Milena Gabanelli. Si chiama «Salviamo Report e il diritto di informare». Qui il link:

http://www.change.org/it/petizioni/salviamo-report-e-il-diritto-di-informare

Io l’ho sottoscritta e vi invito a informarvi prima e poi, se lo ritenete giusto, a firmarla e farla girare. Così consiglia anche il Coordinamento Nord Sud del Mondo (persone serie) che a dicembre ha organizzato a Milano un incontro proprio per raccontare il comportamento iniquo di Eni nel terzo mondo.

Nel post precedente (5 minuti fa) a proposito di una vignetta di Energu su Gabanelli e i vel-Eni, ho scritto che qui in blog di vel-Eni, cioè di Eni-Agip e dintorni, si è parlato molte volte (sempre troppo poco) e in particolare ho raccomandato questi tre post:

Cosa c’entra l’Eni con gli aiuti?

Sabina, “i rossi” e i vel-Eni

Ken Saro-Wiwa, S-hell, Eni e i silenzi in Italia

Vorrei anche aggiungere che ho visto (in rete o in manifestazioni: non posseggo infatti – per scerta – un televisore) più volte «Report». Posso dire dunque, con cognizione, che fa del buon giornalismo: o meglio che propone inchieste ben fatte le quali però nell’Italia d’oggi – regnando servilismo e ignoranza – ci sembrano coraggiosissime mentre in altri tempi (o luoghi) sarebbero “normali”. Il che non impedisce anche a «Report» di sbagliare; a mio avviso lo ha fatto nel caso di un servizio, mai rettificato, su Extrabanca, come ho scritto in blog e altrove. Ma questo ovviamente è tutto un altro discorso. Fra errori e vel-Eni la differenza è gigantesca. (db)

Redazione
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3 commenti

  • RICEVO QUESTO AGGIORNAMENTO

    Ciao daniele,
    In 50.000 abbiamo firmato la petizione per chiedere al Parlamento italiano di legiferare sulle “cosiddette querele temerarie” usate ormai abitualmente come strumento di pressione per scoraggiare le inchieste e disincentivare lo spirito critico che dovrebbe ispirare l’attività del cronista.
    E questo ha già sortito un effetto. Eni infatti, nonostante non sia il target della petizione, ha prontamente replicato sostenendo che la richiesta di risarcimento “è stata fatta nei confronti della Rai e non della giornalista”, e che “l’Eni aveva proposto alla Signora Gabanelli di realizzare un’intervista in diretta che non è stata concessa”.
    La Gabanelli ha risposto quindi che il giornalismo d’inchiesta non prevede “interviste in diretta”, perché richiede il tempo di verifica su quello che viene dichiarato”, e che nei suoi confronti è stata chiesta al Giudice un’ulteriore sanzione.
    Se ne sta parlando ed Eni sente di dover replicare, questa è una prima conquista. Ti ringrazio per aver firmato e permesso tutto questo.
    Condividi ora sulla tua bacheca Facebook la petizione per continuare a chiedere una legge contro le querele che ostacolano la libertà di informazione.
    Grazie,
    Stefano Corradino via Change.org

  • Già fatto e me ne sono trascinata dietro altri 20. L’ ENi è una ma se vogliamo possiamo essere tanti da farle paura il pesce grande può mangiare il piccolo . Ma se infiniti piccoli si fanno pesce grande, la storie cambia.

  • UN ALTRO AGGIORNAMENTO

    “Alla Gabanelli solo una risposta: querela per diffamazione e risarcimento danni per le menzogne contro Roma in onda su @reportrai3″. Non ha neanche aspettato la fine della trasmissione il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Già alle 22:50 di domenica su twitter cinguettava contro Milena Gabanelli e la sua puntata dal titolo “Romanzo Capitale” in cui si parlava di tangenti, infiltrazioni mafiose, debiti milionari delle municipalizzate.
    Dopo Eni ecco che si annuncia l’ennesima “querela temeraria”, stavolta da parte della politica. Cambia il querelante ma non la sostanza: si usa la querela come strumento intimidatorio per impedire ai giornalisti di documentare e ai cittadini di sapere, di conoscere la verità. Contro queste “querele temerarie”, è ora che il Parlamento si pronunci e lo avevamo già chiesto con la petizione che abbiamo firmato in 100mila.
    Aiutami ancora a diffondere la petizione per chiedere al Parlamento una legge che penalizzi chi utilizza strumentalmente le querele; dobbiamo essere tanti, dobbiamo fermarli:
    Clicca qui per condividere su Facebook
    Clicca qui per condividere attraverso un tweet
    Invia una mail ai tuoi amici con il testo che trovi sotto
    Grazie, Stefano Corradino (via CHANGE)

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