Vicenza: abbattuta quasi metà del bosco ex Lanerossi…

… per l’Alta Velocità.

Nell’estate scorsa era stata assicurata tutela per l’ecosistema nato spontaneamente e riconosciuto per biodiversità e valore simbolico, minacciato dai cantieri Tav. Nonostante le promesse, però, a metà gennaio 2026 circa il 45% dell’area da 16mila metri quadrati è stata ridotta a segatura dalle ruspe del Consorzio per l’Alta velocità Iricav Due. Associazioni e comitati protestano e chiedono al Comune -che ha sempre dispensato rassicurazioni- di vigilare.

di Chiara Spadaro (*)

Non possiamo sapere che cosa abbia sentito il Liquidambar monumentale avvertendo poco distante da sé le ruspe del Consorzio per l’Alta velocità Iricav Due abbattere altri 800 alberi del bosco ex Lanerossi di Vicenza. E neppure che cosa stia provando la comunità di tassi che popolava quell’area verde, sfrattata dalle proprie tane per fare spazio ai cantieri della Tav.

Forse questi altri esseri viventi non sono stati ingenui come noi nel credere a quanto dichiarato sul bosco nel luglio 2025, poi ufficializzato nel mese di dicembre, dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, Iricav e Rete ferroviaria italiana (Rfi).

Il 22 luglio 2025, infatti, il sindaco vicentino aveva testualmente affermato che “dopo mesi di confronto con Iricav e Rfi, abbiamo ottenuto un risultato importantissimo: l’area del cantiere Tav che doveva sorgere in questa zona sarà spostato altrove”. Un elogio era stato riservato all’impegno degli attivisti “che hanno saputo far emergere il valore di questo luogo unico: un’area privata con all’interno alberi monumentali; un ecosistema nato spontaneamente, oggi riconosciuto per la sua biodiversità e il suo valore simbolico”. Una buona notizia di cui Altreconomia aveva dato conto la scorsa estate.

Cinque mesi dopo, il 13 dicembre 2025, Possamai aveva confermato ulteriormente: “È con grande soddisfazione che apprendiamo la notizia che Iricav Due ha ufficializzato la decisione di consegnare al Comune di Vicenza l’area del bosco ex Lanerossi, da sempre di proprietà privata. È una battaglia che abbiamo portato avanti con la città e grazie all’impegno degli attivisti perché il bosco, destinato ad essere abbattuto, era un’area verde troppo importante per un quartiere che, tra l’altro, dovrà subire i cantieri della Tav”. In questo intervento veniva aggiunto un punto importante che oggi suona come un monito: “Ora toccherà alla città preservare l’integrità di quest’area diventata di proprietà comunale”.

Parole che sono state smentite solo un mese più tardi, nel fine settimana del 23 gennaio 2026, con la denuncia di associazioni e comitati dell’abbattimento, avvenuto il 16 gennaio 2026, da parte di Iricav Due di circa il 45% dell’area ex Lanerossi di 16mila metri quadrati, popolata da oltre 75 specie vegetali e da molti animali. Una notizia che ha spiazzato tutti coloro che avevano creduto alla retorica della tutela del bosco, a cui era chiaro che solo una porzione di 4mila metri quadrati sarebbe stata strettamente indispensabile alla costruzione di una strada per i cantieri Tav verso l’Arsenale.

(*) Leggi l’articolo completo su: https://altreconomia.it/a-vicenza-e-stata-abbattuta-quasi-meta-del-bosco-ex-lanerossi-per-lalta-velocita/

 

 

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