Virus, Africa, vaccini e teatrini

69esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO MADDALENA per il lunedì della bottega

L’Africa e i nostri “teatrini”

Nella bio di Angelo Di Gregorio – Agitatevi con calma, appena pubblicato (*) – ho messo il titolo del mio nuovo monologo La grappa ci salverà, monologo dentro e fuori dal virus, scritto ad aprile. L’ho presentato in Sicilia, Calabria e sul lago Trasimeno: potrebbe sembrare poco sedimentato per essere storicizzanto, invece… Sono particolarmente sensibile in questo momento perché tramite «gli impiegati della posta» (scusatemi se mi ri-autocito: è il titolo di una delle canzoni del nuovo album) e un corriere GLS ho realizzato il senso di questo ennesimo dpcm; o prova di fascismo ridicolo… Lasciatemi sfogare: due giorni fa anche Chiara Saraceno su «Il Fatto quotidiano» aveva da ridire su un dpcm approvato pochi giorni prima del Natale. Oggi un impiegato della posta mi fa notare: «alla posta centrale di Perugia in vent’anni di lavoro non avevo mai visto una coda così lunga per spedire pacchi». Gli ho chiesto se è collegato al dpcm sulla zona rossa (dal 24 al 27 e dal 31 al 3) e lui mi ha detto che è così. Allora ho buttato lì: «dunque è inutile questa chiusura forzata finalizzata a limitare l’assembramento delle persone se poi ci concentrano nei giorni precedenti». Lui ha risposto: «non solo è inutile, ma è peggio» perché se vuoi evitare gli assembramenti e restringi le fasce orarie o i giorni in cui si può uscire o fare certe cose è chiaro che ci si concentrerà maggiormente in certe fasce orarie e in certi giorni. Se lo scopo era evitare l’assembramento, quindi il contagio, non è stato raggiunto.

Il corriere il 23 mi ha detto che domani potrebbe circolare ma «se tutti i negozi sono chiusi non ci conviene muoverci solo per poche consegne ai privati». E siamo sempre alla stessa logica: certi corrieri hanno scelto di lavorare eccezionalmente, anche perché prevedevano le “chiusure”. Ovviamente anche qui: ingorghi di pacchi, aumento di turni per chi lavora, quindi l’obiettivo sembra non essere logico o finanche economico (pure Chiara Saracena fa notare che la politica degli ecobonus e dei soldi a pioggia è un altro aspetto da rivedere) e neanche sanitario, ma quasi solo “paralizzante” e “accomodante”. Della serie: abbiamo fatto un sondaggio e capito che la gente per darci i voti vuole che la trattiamo come bambini impazziti e (quindi) li dobbiamo fare ammattire ancora di più. Voglio vedere cosa succederà nei prossimi giorni nelle stazioni delle grandi città e negli aeroporti, dove milioni di persone – come mi fa notare Simone, un amico ferroviere – dovrebbero iniziare un periodo di vacanza e molti sicuramente troveranno escamotages più o meno informali per spostarsi. La conseguenza potrebbe essere quella della posta: partiranno in tanti prima (o sono già partiti) provando a filtrare dalle maglie della discrezione dei poliziotti negli aeroporti e nelle stazioni. «Prevedo inondazioni», tanto per citare quella patacca di Zucchero.

Torna tristemente attuale il mio monologo La grappa ci salverà, la parte in cui cito il dottor Shiva (**) il quale in un video di aprile – da dove ho preso lo stralcio citato – così si esprime: «Stanno dicendo che c’è questo uomo nero chiamato virus, e che tu hai bisogno del vaccino per aiutarti a fermarlo, ok? Uomo nero – Salvatore. I salvatori sono quindi Bill Gates, Big Pharma, Clinton Global Iniziative, tutto ciò è ridicolo se hai capito il sistema immunitario». Non voglio abbandonarmi ai sospetti basati sull’osservazione che a giugno l’APP Immuni non decollava e da settembre e ottobre ripartirono i contagi o meglio la pressione mediatica che ha comportato il “decollo” di Immuni (da pochi milioni di italiani di giugno a 12 milioni di novembre). Neanche voglio farmi prendere – però ci penso – dal seguente sospetto: il vaccino è un prodotto che di solito richiede anni di ricerche, da metà anno 2020 si è cominciato a parlare di vaccino entro il 2021… Gli italiani titubanti per vaccinarsi sono tanti, e da dicembre aumenta ancora la “pressione”: lockdown invocati, fino alla possibile mutazione del virus in Inghilterra a metà dicembre inoltrato. E ora il vaccino è tra noi. Già in Inghilterra è partita la vaccinazione, dal 27 sarà disponibile nei Paesi europei. Però tanti dubbi sul fatto che l’Italia ha acquistato 205 milioni di dosi, mentre si parla della possibilità che le mutazioni del virus non rendano efficace il vaccino. Sempre lo Shiva citato sopra dice: «stiamo pompando questo virus, le persone si chiudono in casa aspettando il fascismo, senza affrontare il problema pricipale: il sistema immunitario». Alla fine Shiva aggiunge che l’Africa sembra la zona del mondo dove il coronavirus attecchisce meno e spiega che dovremmo vivere come gli africani (cioè come 30 anni fa): a contatto con la terra, quindi con virus e batteri e così facendo sviluppare anticorpi (nel monologo c’è un aneddoto divertente al riguardo).

Ho letto sul Venerdì di Repubblica (dell’11 dicembre)un trafiletto dal titolo Perché in Africa si muore meno di Covid. Viene fuori che lì fanno meno tamponi e quindi risultano meno positivi: è quello che alcuni, esperti e profani, dicono da mesi. E comunque i tamponi non sono attendibili. Mi diceva oggi Cinzia, un’insegnante di Milano, che ha fatto due tamponi nel giro di pochi giorni: «E’ una strategia di marketing per far vendere più tamponi». Il venerdì di Repubblica per spiegare i motivi dei pochi contagi in Africa scrive che «solo il 3% della popolazione ha più di 65 anni, sono meno diffusi obesità, ipertensione e diabete, che peggiorano la malattia, e sono molto più rare le Rsa». Cinzia mi informa che sulla copertina di Left questa settimana c’è “Mama Africa: la riscossa del continente ferito”… mi ripropongo di acquistarlo domani.

23 dicembre 2020, Perugia

Nei link: trailer di La grappa ci salverà e della canzone Gli impiegati della posta

https://www.youtube.com/watch?v=B3mDEdneP5w&t=981s

https://www.youtube.com/watch?v=Jfmd6NfNKQA

P-PS del 24 dicembre

Una delle notizie del giorno, quasi a confermare ciò che scrivevo ieri, è che ci sarebbero una variante “nigeriana” del virus e un’altra che colpisce di più i bambini: è tutto in fase di studio, niente certezze e niente allarmismi, raccomandano chi studia le varianti. Ho comprato Left: c’è anche il calendario del 2021 con i quadretti di Fabio Magnasciutti, un bravo illustratore.

(*) cfr «Agitatevi con calma» e sostenete la …

(**) nome d’arte di Ramier Siva-Nandan, musicista e attore indo-canadese; i suoi numerosi fans sostengono che abbia 4 lauree al MIT ma c’è chi lo considera uno spacciatore di bufale [nota della “bottega]

LE IMMAGINI – scelte dalla “bottega” – SONO DI MASSIMO GOLFIERI.

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

 

La Bottega del Barbieri

2 commenti

  • caro Angelo mi sa che sul corona virus ho un disaccordo di fondo con te. Fra tante tue riflessioni secondo me condivisibili continui a infilare informazioni di dubbia origine (oggi il «dottor Shiva»). Al tuo posto sarei molto più cauto, controllerei le fonti, userei il metodo scientifico – e magari il rasoio di Occam – prima di sposare tesi che se non sono “complottiste” poco ci manca. Capisco bene e condivido i tuoi sospetti verso i Palazzi e i padroni come verso la scienza asservita ma secondo me ti stai concentrando su cosette, spesso dubbie, mentre la tua coscienza critica dovrebbe “indirizzarti” da altre parti. A esempio qui:
    http://www.amnesty.it/pandemia-pretesto-repressione. Sto parlando di un rapporto del 17 dicembre in cui Amnesty International denuncia come «in almeno 60 stati le violenze delle forze di polizia e l’eccessiva delega a queste ultime per attuare le misure di contrasto alla pandemia da Covid-19 abbiano causato violazioni dei diritti umani e in alcuni casi peggiorato la crisi sanitaria».
    Morti, feriti, arresti arbitrari in Iran, Kenya, El Salvador, Sudafrica, Cecenia, Angola, Repubblica Dominicana, Turchia, Slovacchia, Etiopia ma anche in Francia: il rapporto di Amnesty sottolinea che «il diritto internazionale sui diritti umani prevede che determinate limitazioni al diritto alla libertà di manifestazione pacifica possano essere adottate per proteggere la salute pubblica o altri interessi legittimi, ma deve trattarsi di misure disposte per legge, necessarie e proporzionali rispetto a un obiettivo specifico».

  • angelo maddalena

    caro Db, grazie per l’osservazione, effettivamente questo “teatrino” che ho composto per questo lunedì sembra un pò concentrato su osservazioni a rischio “complottistico”, però è una parte di un puzzle che compongo da mesi e mesi (una parte del puzzle è diventato un libro: Se canti non muori), questa volta mi sono “volto” a questo aspetto, ma tu sai che sulla repressione ci sto attento e anzi nel libro Se canti non muori c’è un capitolo dedicato a questo aspetto, adesso leggo bene la “sottolineatura” di Amnesty, credo di capire si si tratta di una denuncia, e non di una “giustificazione”, e mi vado a leggere il link della repressione, e intanto annuncio il nuovo “lunedì”: racconto allegorico: Dio e il Diavolo disperati tra messe e musicisti autoimbavagliati (uno fino ad ora segnalato), ma non per protesta ma per…auto..represta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *