Viva le Madres

Lella Di Marco ricorda «le pazze di Plaza de Mayo»

Nel 1976 i militari guidati da Jorge Rafael Videla presero, con un golpe, il potere in Argentina. Fu l’inizio della cosiddetta guerra sporca.

Oppositori eliminati senza pietà. Civili per lo più giovani, spariti letteralmente nel nulla: bendati, torturati, imbottiti di tranquillanti e poi fucilati o gettati nel Rio de la Plata nei tristemente famosi «voli della morte».

Molte giovani donne aderenti alle proteste che erano incinte, prima di essere uccise furono fatte partorire in cliniche segrete: i loro figli dati illegalmente in adozione alle famiglie dei militari fedeli al regime.

Nella Plaza de Mayo la protesta delle madri

Nella Plaza de Mayo la protesta delle madri

Giustizia per i desaparecidos

Giustizia per i desaparecidos

Oggi – a distanza di tanti anni, ogni giovedì le madri, ormai anziane, di quei giovani dispersi si riuniscono nella Plaza de Mayo davanti alla Casa Rosada per chiedere giustizia, per dare finalmente sepoltura ai loro figli, per poter conoscere i loro nipoti dati illegalmente ad altre famiglie.

Assistere alla loro dignitosa protesta mette i brividi: uno a uno elencano i nomi dei loro cari scomparsi rispondendo «presente» perchè non dimenticano, non vogliono e non possono dimenticare.

Le madres e la loro protesta del giovedì

Le madres e la loro protesta del giovedì

Il loro simbolo, un fazzoletto bianco annodato al collo.

Il simbolo della protesta

Il simbolo della protesta

FIGLI CHE PARTORISCONO LE  MADRI CHE VOGLIONO VERITA’ E GIUSTIZIA – RELAZIONE FRA DONNE – UNA TRAGEDIA IMMANE CHE DIVENTA FONTE DI LOTTA POLITICA NONVIOLENTA CONTINUA  E PENSIERO NUOVO – DONNE DA  AMMIRARE NON DA COMPATIRE.

Il 23 MARZO 1995 VI FU UN DISCORSO DI HEBE BONAFINI  (DELLE “MADRES”) DURANTE LE MANIFESTAZIONI DI RIPUDIO AL COLPO DI STATO DEL 1976. Ecco alcuni brani.

«Presidente Menem: non vogliamo la lista dei morti. Non sia ipocrita, vogliamo la lista degli assassini, di quelli che lavorano con lei oggi, di quelli che sostengono questo sistema economico perverso.  Per noi non cambia niente se ci dicono che sono i nostri figli quelli che  sono stati uccisi da coloro che lei ha perdonato, ha dato l’indulto. Non vogliamo che facciano politica, che entrino in Parlamento.Una volta per tutte dica la verità…

NON VOGLIAMO SOLDI MA GIUSTIZIA

I MILITARI? SONO TRAFFICANTI DI ARMI E DROGA

FIGLI, CONTANO SOLO LE VOSTRE IDEE… che importanza hanno i corpi oggi, se ciò che conta è che le vostre idee fioriscano in ogni persona che lotta, che sogna, che chiede, in ogni giovane che ha fantasia? Fioriscono tutti i giorni, in ogni bambino che nasce la cui madre spera possa nascere libero. 

Figli cari, i militari continueranno a vendere i figli che li ripudieranno e condanneranno. Mai questi figli saranno orgogliosi dei loro padri mentre noi cerchiamo di meritarci i figli che abbiamo avuto e dei quali siamo orgogliose…

Mentre i politici diffondono promesse e menzogne noi Madri stiamo seminando idee e verità. Sappiamo che la giustizia si guadagna lottando. Solamente lottando possiamo liberarci. Noi Madri conserviamo i nostri figli nei nostri cuori, prepariamo il terreno perché i giovani possano raccogliere la libertà. Irrighiamo ogni solco con lacrime, offriamo le nostre vite senza risparmiarci perché le catene dell’anima si spezzano con l’amore».

Ritengo il ricordo delle azioni delle MADRES un documento politico che per le donne (e non solo) dovrebbe essere l’agire quotidiano valido anche oggi: l’amore e la cura per i figli, la socializzazione del dolore della sofferenza delle lotte della speranza, la solidarietà fra donne, il riconoscimento e l’ammirazione  delle altre. E chiunque non può che nutrire AMMIRAZIONE per loro.

Ammirare è un verbo di movimento interiore: ammiro perchè riconosco, condivido, vorrei essere così. Mi tocca nel profondo della mia anima. 

Facciamo attenzione: tutto ciò che sembra rivolto alle donne sembra celebrarle ma tende alla divisione dalle altre donne e induce quindi al non riconoscere, a non ammirarle. La cultura occidentale è molto abile in questo, cioè a spezzare ogni legame sia materiale che spirituale: lavora in modo che nessuno si aspetti nulla dalle donne. E’ come spezzare loro le ali. Le donne cedono mentre hanno bisogno di riconoscersi, ritrovarsi, trovare i loro desideri, i loro piaceri, le loro aspirazioni, trovare intorno il senso dell’essere donna. Quello che manca alle donne è l’aspettativa nei loro confronti mentre il nodo cruciale del loro disagio viene localizzato erroneamente nel rapporto con il maschio, visto come nemico principale contro cui scagliarsi. Occorrono politiche diverse in favore delle donne, spingere a maggiori relazioni soprattutto con altre donne: indispensabili per la costruzione del sè. 

La politica si occupa delle donne come “esseri mancanti”. Sventurate, bisognose discriminate, picchiate, stuprate. Le istituzioni delegano in genere donne per seguire  le altre in difficoltà ma su miseria e dolore nessuna relazione significativa si può costruire, se non un processo di identificazione nella miseria. Questo senza un forte sentimento di ammirazione non sposta nulla.

Le madres, portatrici di vita, sono state partorite alla politica dai loro figli. Loro instancabili nelle azioni che possono generare soltanto vita. Loro che in ogni ragazzo mandato a morire vedono i loro figli. Loro sostengono che partorire un figlio  è come partorire migliaia di figli. Loro che hanno cominciato a scrivere la loro storia perché la memoria non entri nell’oblio. Loro ammirate ed emulate, oggi sono attuali più che mai. Loro sono l’antidoto alle immagini di guerra, di torturati di uccisi di scomparsi… che quotidianamente ci vengono somministrate  assieme al terrore di una guerra senza fine.

Ho incontrato alcune delle madres,  a suo tempo, in un convegno a Roma. Erano venute per incontrare il papa che poi “non ha potuto” riceverle e il presidente della repubblica Pertini che si dichiarò disponibile per ogni iniziativa.

In quell’occasione diffondevano un opuscolo al quale faccio riferimento – «STORIA DELLE MADRI DI PLAZA DE MAYO – scritto e realizzato artigianalmente. Oggi su di loro molto è stato scritto, anche a livello accademico, ma le loro idee restano pericolose, sono sovversive. Viva le Madres.

In “bottega” cfr Hebe de Bonafini scrive al papa, Argentina: i torturatori del regime ripudiati dalle loro figlie, Argentina: l’Esma si trasforma in luogo della memoria e dei diritti umani e Omaggio alle madri di Plaza de Mayo

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

 

Redazione
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