Chi siamo?

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Uno dei due è Daniele Barbieri, l’altro pure

Questo è il blog di Daniele Barbieri e compagnia bella …….

 

 

Redazione


lifodiDavid Lifodi

Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l’Università di Siena. Nel mio lavoro “ufficioso”  collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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eternautaFabrizio Melodia, l’Astrofilosofo

Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E’ il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici… Fabry.

Tutti i contributi dell’Astrofilosofo.

 

 


Daniela Piabianca

Sarda sono, fatta di pagine e di penna. Insegno e imparo. Cammino all’ alba, in campagna, in compagnia di cani randagi. Ho superato le cinquanta primavere. Veglio e ora, come diceva Pavese :”In sostanza chiedo un letargo, un anestetico, la certezza di essere ben nascosto. Non chiedo la pace nel mondo, chiedo la mia”.

Aicci mi sento. E boh. A si biri
D.

Tutti i contributi di Daniela

 


ennesima mia foto

Maria Rosaria Baldin

Sono nata a Sandrigo, paese in provincia di Vicenza dove vivo.
 Nonostante un diploma di contabilità, mi sono sempre interessata più alla letteratura che alla matematica. 
Seguo da sempre le tematiche ambientali, le problematiche legate agli squilibri nord-sud del mondo, al consumo critico e consapevole, alla difesa dei diritti dei più deboli e alla costruzione della pace. Per quindici anni ho lavorato negli sportelli immigrazione della provincia di Vicenza. Nel 2009 la casa editrice La Meridiana ha raccolto la mia esperienza nel libro “Avanti il prossimo”. Dal 2009 gestisco il blog La Bottega delle Storie; inoltre collaboro con riviste e siti online. Organizzo percorsi di scrittura autobiografica e di raccolta di storie di vita. Mi sento in continua ricerca e penso che la spirale, con il suo percorso circolare aperto, lo rappresenti molto bene.

Tutti i contributi di Maria Rosaria Baldin

 


foto-santaSanta

Diceva Mark Twain: “Ci sono due momenti importanti nella vita: quando nasci e quando capisci perché”. E io nacqui. Sul perché ci sto lavorando, tra la bottega, il mio blog http://lasantafuriosa.blogspot.it/ e… il resto ve lo racconto strada facendo.

dimenticavo, io sono Santa!

Tutti i contributi della Santa

 

 


miglieruolo Mauro Antonio Miglieruolo

(o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

Tutti i contributi di Mauro Antonio Miglieruolo

 

 


Giuseppe Lodoli

Ex insegnante di fisica (senza educazione). Presidente del Comitato Paul Rougeau per il sostegno dei condannati a morte degli Stati Uniti.
Lavora in una scuola di Italiano per stranieri di Sabaudia (LT) (piu’ che altro come bidello).

Tutti i contributi di Giuseppe Lodoli

 


 

masalaFrancesco Masala

“una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere ‘uno’ che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un’illusione, peraltro ingenua, di un’unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.”

Tutti i contributi di Francesco Masala

 


 

kanuovaKarim Metref

Sono nato sul fianco nord della catena del Giurgiura, nel nord dell’Algeria.

30 anni di vita spesi a cercare di affermare una identità culturale (quella della maggioranza minorizzata dei berberi in Nord Africa) mi ha portato a non capire più chi sono. E mi va benissimo.

A 30 anni ho mollato le mie montagne per sbarcare a Rapallo in Liguria. Passare dalla montagna al mare fu un grande spaesamento. Attraversare il mediterraneo da sud verso nord invece no.

Lavoro (quando ci riesco), passeggio tanto, leggo tanto, cerco di scrivere. Mi impiccio di tutto. Sopra tutto di ciò che non capisco bene.

Tutti i contributi di Karim Metref

 


Pietro RattoPietro Ratto

Nato nel 1965, si è laureato in Filosofia ed Informatica nel 1990 con una tesi in Intelligenza Artificiale. Dal 1995 è iscritto all’Albo dei Giornalisti. Professore di Filosofia, Psicologia e Storia, ha vinto diversi Premi letterari di Narrativa e di Giornalismo. Collabora saltuariamente con il quotidiano La Stampa e gestisce i siti “BoscoCeduo” (www.boscoceduo.it) e “IN-CONTRO/STORIA” (www.incontrostoria.it).

I suoi libri:
– P. Ratto, “Le pagine strappate”, Elmi’s World, 2014
– P. Ratto, “La Passeggiata al Tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant”, Leucotea, 2014
– P. Ratto, “Il Gioco dell’Oca”, Prospettiva editrice, 2015
– P. Ratto, “I Rothschild e gli altri”, Arianna editrice, 2015

Pietro Ratto è anche musicista, con all’attivo parecchi album. E’ stato infatti fondatore e leader del gruppo di rock progressivo ATON’S, uno dei riferimenti più importanti del neo-progressive italiano a livello internazionale, dal 1977 al 1999, con una decina di album all’attivo.

 Tutti i contributi di Pietro Ratto


E ANCORA

Remo Agnoletto, vice presidente del Cdp – Centro Documentazione Polesano – che si interessa di diritti umani a tutto tondo (esistente dal lontano 1973; qui www.cdponlus.it un po’ di notizie). Sono stato negli ultimi tre anni tesoriere o presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo.

Tutti i contributi di Remo Agnoletto


 

Valentina Bazzarin lavora di solito come ricercatrice precaria al dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna dove si occupa di salute, di sanità, di disuguaglianze e del ruolo della comunicazione sociale. Nel tempo libero pedala, fa tennis, legge romanzi ma soprattutto gioca ad osservare i conflitti urbani nel mondo reale e nei social media e a scattare qualche foto di movimenti, manifestazioni e di occupazioni.

Tutti i contributi di Valentina Bazzarin


 

Hanno detto a db (o Dibbì o Daniele Barbieri Y per distinguerlo dall’omonimo danbarbieri2che dalle parti del blog si fregia della X) che la sua presentazione doveva essere più lunga. E lui, che poi sarei io, ha obbedito e dunque si ri/rap/presenta così. Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Tutti i contributi di Dibbi


 

MANCA ANCORA QUALCHE PIGRA/O? C’E’ UN GODOT IN ASCOLTO?

16 commenti

  • PIERRE MARTINET

    ho letto gli articoli sui partigiani… Premetto che la mia cultura classica è risibile nei vostri confronti (il presidente Renzi è felice perche ho iniziato a contribuire dall eta di 14 anni e adesso ne ho 49) Cio’ che voglio commentare e la domanda che voglio farvi è questa : cosa avreste fatto voi dopo l 8 settembre 1943 ? sareste stati a combattere con la RSI o sareste scappati in montagna? ALT non è provocazione , e lo dico perche ho voluto capire fino a che mi è stato possibile la scelta , fatta da partigiani e dai ragazzi di SALO’. ne ho ascoltati tanti tutti quelli che potevo… Se vi interessa vi dico la mia… se posso… Sarei rimasto con quelli di Salo’ che molti descrivono come macellai.. ma credetemi di macellai ce ne stavano da tutte le parti… Ho p’erfino ricercato testi per farne uno scritto ma qui in valle d’aosta guai a scrivere la verita sui partigiani… e allora che fare?? tengo il mio malloppo di verita in un faldone e chissa che qualcuno ne voglia sapere di piu’….

    A tutti Voi grazie per la lettura a presto

    pierre martinet

    • Daniele Barbieri

      buondì Pierre
      secondo me hai torto e proverò a spiegarti perchè: dammi 24 ore di tempo perchè devo scrivere (o trovare) qualcosa che sia chiaro ma sintetico
      db

  • Con gente come Voi non cadra’ mai in “depressione” l’italia, e con lei speriamo bene anche noi altri che vi leggeremo! Grazie ragazzi

    p.s

    Intendiamoci: Col Voi, mi riferisco a te Daniele ( All’omonimo di imola)! Ho tentato di addoperare ‘il plurale maestatis’ per massimo rispetto! 🙂

  • Buonasera,

    vorremmo sapere se una nostra recente pubblicazione rientra nell’ambito delle tematiche di vostro interesse. In caso affermativo, ve ne invieremmo -senza, ovviamente, alcun impegno da parte vostra- una copia, scopo eventuale segnalazione/recensione. Grazie
    Scepsi & Mattana Editori – Cagliari

    Di seguito alcune brevi informazioni e una nota critica:

    Un adolescente assassinato sulle rive del Tevere, un principe feroce e improvvisato, un segretario abbagliato dall’azione, un’Italia serpentina e sanguinaria. Sono i fili di un viaggio dentro il “sottosuolo” italiano, sulle tracce del vizio nazionale più profondo: la politica come tecnica al servizio di una avventura estetica

    http://www.scepsimattanaeditori.com/it/527/%20Il%20Principe%20e%20il%20suo%20sicario.html

  • Grazie, ma mi sono avvilito. Più di quanto lo fossi prima.
    Non è colpa vostra… si intende… è colpa mia. Mi dispiace vedere che l’orizzonte di scontentezza è più ampio di quel che, normalmente vedo. Siete, comunque, “brave persone”; io vengo da Asmara, e si diceva “asmarini: brava gente”. Siamo italiani d’Africa; ci hanno nutrito di amor patrio. Io, tuttavia, non sono una brava persona. Ho lo stomaco di cemento e la sveglia mi suona come l’allarme antiaereo.
    Cambierà?
    Non lo so, ma vorrei tanto leggerlo dai giornali, lontano da qui. Lontano dall’Italia, il posto più bello del mondo e, che comunque, terrò nel cuore.
    Allora che vi scrivo a fare? non so… c’è odore di onestà…

  • Sig.Direttore,scusi il disturbo,mi chiamo Silvano ho 57 anni, da sempre Libertario,amo
    leggere di tutto,Legalità,Arte,Storia ,Fumetti di impegno sociale dei vari CSOA,i tanti troppi misteri italiani,non ho potuto studiare ,ma darei chissà
    cosa per poter leggere riviste,opuscoli per approfondire questi temi , potessi leggerei materiale cartaceo in quanto dal computer non riesco a scaricare nulla,per caso ha qualche copia di pubblicazioni
    mai viste di controcultura (a cui tempo fa scrissi
    senza risposta alcuna),come EXIBART,ARTE,NUESTRA AMERICA,ZAPRUDER,,REPORTAGE,ALTRAECONOMIA,AAM TERRA ,LEFT,,vede sono in CIG da tempo ,forse lei conosce amici,Autori che possano aiutarmi.Mi scusi tanto per il disturbo,potessi comprerei fotocopiate riviste mai viste di lotta di anni fa come I SICILIANI,L’ ORA,SOCIETA’ CIVILE,PAESE SERA,.Silvano
    baldini silvano
    via 4 novembre 62
    64016 Sant’ Egidio (Teramo)

    • Daniele Barbieri

      io rispondo a Silvano privatemente e invito altre/i a far lo stesso – la sua mi pare una richiesta più che legittima perciò AIUTIAMOLO – per non intasare i “commenti”.

  • Leggo da Cesena il vs blog. All’inizio pensavo fosse un giornalino per parrucchieri pettegoli, invece ho capito che non era così. Ho notato però una grave falla: manca la vignetta o la strippe. Io sono vignettista e stripparolo, opero a Cesena, Kennedy te se ve la passo io ogni tanto ( non sempre perché è una faticaccia fare lo stripparolo e il vignettista) e voi la pubblicate? Siccome a fare lo stripparolo non ci si arricchisce, tanto per cambiare, non vi chiedo soldi, ma solo preghiere e opere di bene. Datemi una vs e-mail ( poi ve la restituisco) e vi invio alcuni esempi di vignette e strippe.

    • Daniele Barbieri

      grazie Antonio, ogni collaborazione è gradita. Per la verità abbiamo un appuntamento con le vigne/tte di ENERGU ogni sabato alle 12: e abbiamo toccato 221 puntate, mica poche. Inoltre la redazione spesso “rubacchia” qualcosa a Mauro Biani, Vauro, Altan, Anarkikka e compagnia. Poi, da un po’ di tempo, Giuliano Spagnul e Vincenzo Apicella ci omaggiano delle loro immagini. Insomma sguarnitissimi non siamo; ma siccome si può sempre fare di più/meglio – e un’immagine efficace vale 20 discorsi stiracchiati – aspettiamo le tue. Per le «opere di bene» sono abbastanza propenso a dirti che qui ne facciamo assai; per le «preghiere» invece sono più dubbioso ma forse si tratta di intenderci. Il mio indirizzo è pkdick@fastmail.it. Più avanti, se ci troviamo di “reciproca soddisfazione”, ti metto in contatto anche con altre/i della nostra piccola redazione. Anche perchè il mio sogno (solo mio?) è che ogni tanto si possa preparare un reportage o un’inchiesta mettendo insieme appunto immagini e/o “strippe”. Vedremo.

      PS – comunque questa è la mia mail

  • Desidero sapere cosa significa la sigla SIMNI riportata nell’elenco dei 520 partigiani siciliani, grato della vostra pazienza cordiali saluti Pietro Seffer

  • domenico stimolo

    Sono l’estensore della nota “ I partigiani siciliani, 520 nominativi” da lei richiamata, pubblicata da questo sito in ricorrenza ( 25 aprile, 2016) della Liberazione dal nazifascismo.

    Ho riletto, per rinfrescarmi la memoria. Nell’introduzione non ho mai trascritto la sigla indicata: SIMNI.
    Giusto per “similitudine” riporto all’attenzione un’altra sigla da me richiamata: INSMLI.
    C’è forse qualche errore di battitura nella sua trascrizione?
    Se così non fosse, per facilitare la mia ricerca (sono 48 le pagine della parte in oggetto)), mi indichi per piacere il nominativo del partigiano – nell’elenco complessivo sono 520 – nella cui biografia viene riportata la sigla da lei indicata.

    Grazie dell’attenzione e cordiali saluti

    Domenico Stimolo

  • PER DANIELE BARBIERI: CARO COMPAGNO, PER INSONDABILI MOTIVI (UN COMPLOTTO?) LE ULTIME E-MAIL MI TORNANO TUTTE INDIETRO CON SEGNALAZIONE DI “ERRORE”
    QUINDI MI ATTACCO QUI, ANCHE SE OVVIAMENTE NON E’ UN COMMENTO. VEDI SE TI INTERESSA ED EVENTUALMENTE UTILIZZALO COME ARTICOLO (SENZA IMPEGNO)
    BUONA GIORNATA

    GIANNI SARTORI

    SCUSATE SE VI PARLO DI TIZIANA…
    (Gianni Sartori)

    Entro in punta di piedi, in punta di piedi e con gli scarponi in mano.
    Non tanto per soggezione nei confronti del gran “Mondo dell’Alpinismo” (ho incontrato Grandi Alpinisti che, umanamente parlando, erano scanzonati bambinoni, magari un tantino presuntuosi), ma proprio per il profondo rispetto che porto alla memoria di Tiziana Weiss.
    Per farla breve. Quel tragico 23 luglio 1978 (indegnamente ca va sans dire) potrei essere stato l’ultima persona che ha parlato con Tiziana. A parte il suo compagno di cordata, ovviamente.
    All’epoca, ancora più speleologo (speleista?) che alpinista e in seguito più escursionista (per quanto avventato, talvolta avventuroso) che alpinista, avevo ripreso a frequentare saltuariamente l’ambiente del CAI vicentino; sia in “Gogna” (ex cava trasformata in palestra di roccia) che sulle Piccole Dolomiti. Qui ritrovai un ormai esperto Ruggero Pegoraro, nipote di Pierino Radin (suo zio) che ricordavo giovanissimo operaio all’epoca della sua, breve, militanza in lotta comunista.
    In precedenza, primissimi anni settanta, ero stato più volte in cordata con un caro amico, il compianto Mariano Parlato.

    Per gran parte degli anni settanta ho lavorato anche di sabato pomeriggio (prima come facchino, poi come operaio e finalmente in una grande libreria dove poter alimentare la mia formazione di “proletario autoalfabetizzato”). Impossibilitato quindi a seguire gli amici in Dolomiti nei fine settimana. Ero in libertà, per quanto vigilata, soltanto al lunedì mattina. Lo trascorrevo regolarmente o in Gogna (incontrando talvolta Renato Casarotto “in fuga” dalla stazione ferroviaria dove lavorava) o a Lumignano, a quei tempi ancora eco-compatibile, dove solitamente salivo 2-3 volte in libera solitaria (senza “sicura”) la Marusca, la Danieli e altri brevi percorsi sul III scendendo poi in corda doppia.
    Spesso, bontà sua, il Ruggero rinunciava alle uscite del CAI di due giorni (sabato e domenica) e mi aspettava per raggiungere nottetempo un fienile, baita o rifugio delle Feltrine o delle Pale, da dove il giorno dopo imbarcarsi per affrontare qualche via.
    Così avvenne in quella sera lontana del luglio 1978. Partimmo verso le nove di sera, eccezionalmente con la 500 di mia moglie (all’epoca giravo quasi esclusivamente in moto, oltre che in bici). Raggiungemmo la Val Canali e, su indicazione di Pierino Radin, “occupammo” un fienile ben provvisto di fieno attendendo l’alba per salire al rifugio Treviso.

    Qui intravidi una ragazza. Mi pare si sporgesse da una finestra, forse un balcone, dell’annesso-rustico al rifugio; la notai, ma non la riconobbi (ma di sicuro era sorridente, almeno nei miei ricordi).
    Fu Ruggero a farmelo notare; “Hai visto? Quella era la Tiziana Weiss…”. L’avevamo vista un paio di volta a Vicenza dove presentava le sue diapositive. Una sola, ricordo, del “mio amico Cozzolino”* (in libera solitaria su una parete del Civetta). E poi quelle della spedizione Annapurna III del 1977 (a cui entrambi -Radin e Weiss – avevano preso parte) dove il nostro concittadino Pierino aveva rischiato seriamente di rimanerci, come invece accadde allo sfortunato Luigino Henry. Per inciso, chissà che fine avrà fatto il portatore soprannominato “Diesel” che se lo era riportato a spalle fino al campo base, per ben 6 giorni attraverso crepacci e seracchi?
    Era stato proprio proiettando queste immagini che Tiziana aveva espresso un certo rammarico per il fatto che “in fondo queste terre e popolazioni noi le stiamo rovinando, stiamo esportando anche qui i nostri modelli consumistici…”. Poche frasi, ma che esprimevano un grado di consapevolezza (politica, ambientale o semplicemente umana) irraggiungibile per la gran parte del mondo alpinistico, come si confermerà ampiamente negli anni successivi. Vedi per esempio in occasione dell’ultimo devastante terremoto in Nepal. Le richieste degli alpinisti bloccati ai campi base (dove comunque erano in grado di sopravvivere) di essere prelevati con l’elicottero, mentre tanta popolazione stava tirando le cuoia sotto le macerie, scandalizzarono perfino Messner.
    Arrivati sotto la parete risalimmo lo zoccolo ( le “rocce gradonate ed erbose”) in cerca dell’attacco. Mentre ci stavamo rendendo conto di aver preso una cantonata (una “falsa partenza”: la nostra via, la Castiglioni-Detassis, iniziava più a sinistra) vedemmo arrivare e salire fino a dove stavamo discutendo, due alpinisti. Tra cui appunto Tiziana Weiss. Anche loro avevano sbagliato (cercavano l’attacco della Frisch-Corradini), ma in senso opposto; avrebbero dovuto quindi tornare sui loro passi, in direzione del rifugio, come verificarono consultando la “nostra” guida (in realtà era quella di Radin che l’aveva prestata, con le dovute raccomandazioni, al promettente nipote-allievo). Scambiammo qualche considerazione e Tiziana, saputo della parentela, chiese a Ruggero notizie di Pierino. Da parte mia trovai il tempo di complimentami per la sua, se pur breve, analisi sui danni prodotti dall’esportazione di modelli e “stili di vita” occidentali in Nepal e dintorni (anche quelli esibiti da soggetti soidisant alternativi come hippies o alpinisti…).
    Ci salutammo e qui avvenne qualcosa. Li stavo osservando mentre, ridiscesi, si allontanavano lungo la base delle pareti (Ruggero, più professionale, stava studiando la possibilità di raggiungere il nostro attacco in traversata, senza dover scendere) quando a un mio commento ad alta voce (“ciò Rugy, ormai tachemo a conosare gente inportante…”; vado a memoria, ma sicuramente era in lengoa veneta, da notare la “n” davanti alla “p”) Tiziana si voltò e sorrise. Rimasi ammaliato. Ricordo che portava un fazzoletto, giurerei che fosse azzurro-verde con qualcosa di bianco, avvolto intorno al capo. Con lo sguardo e un cenno mi fece intendere che non era il caso, per lei non c’erano “persone più o meno importanti”, gerarchie.
    A questo punto, a distanza di anni, mi pongo da solo un’obiezione. A parte la soggettiva interpretazione del significato del suo sguardo, come avrò fatto a coglierne la luminosità – e quella del sorriso – dall’alto? Forse, mi dico, non eravamo tanto alti.**
    Tutti qui. Se ne andò immersa nella luce, o almeno così la rivedo quando ci penso.
    Strano, dato che molti dei ricordi di quel giorno sono opachi, immersi in una nebbia neanche tanto sottile. In gran parte reale. Infatti ad un certo punto (verso metà della salita, mi pare) la nebbia salì concretamente e ci avvolse. Poi avvertimmo il rumore dell’elicottero, un rumore che sembrava lacerare il silenzio ovattato in cui eravamo immersi e che fece dire a Ruggero: “Qualcuno deve essersi fatto male, temo”. Quasi una premonizione (in realtà a quel punto Tiziana era già caduta alla base delle pareti e l’elicottero era servito per recuperare il compagno rimasto incrodato).

    Non intendo qui raccontare la nostra salita, ovviamente; solo ricordare che Ruggero, estrosamente, improvvisò un paio di avventate varianti. Del resto era già quasi in partenza per un nuovo viaggio verso l’India e il Nepal (la prima volta se l’era fatto tutto in autostop, praticamente da solo: un grande).
    Arrivati in “vetta” cominciammo una mesta discesa, oppressi da qualche triste presentimento.
    Il rientro (un II come dicono, anzi dicevano?), all’epoca non ancora attrezzato con gli invadenti spit, richiese una certa attenzione. A tratti avvolti nella nebbia, in un’atmosfera un po’ cupa, deambulammo fino al rifugio. Entrando espressi probabilmente una eccessiva dose di autocompiacimento, al punto che venni immediatamente zittito dallo sguardo severo del Ghigno***, il gestore di allora. Ci guardammo intorno cogliendo un’atmosfera veramente da veglia funebre che ci lasciò interdetti. Venne in nostro soccorso, materna, Adriana Valdo, sua amica da tempo (Tiziana si era pubblicamente complimentata con lei in occasione della serata a Vicenza per il meritato riconoscimento di Accademica del CAI). La frase piombò fra noi come un macigno: “E’ caduta Tiziana Weiss”. Si parlò anche, mi pare, di una manovra impropria, di una discesa in corda doppia utilizzando solo un cordino (o era una fettuccia?) senza moschettone, di un nodo che si era sciolto…non so.
    A questo punto ho un vuoto di memoria (rimozione?) e mi rivedo il giorno dopo, lunedì, in Gogna dove incontrai Franco Perlotto. Gli raccontai l’evento esprimendo la mia preoccupazione per Tiziana che difficilmente sarebbe sopravvissuta all’incidente. Ci fu anche un breve alterco quando Franco esclamò : “Ah, ma allora la Weiss non l’aveva ancora fatta la Frisch…?!”. Ricordo che lo mandai cordialmente a quel paese per la superficialità che rasentava, a mio avviso, il cinismo (anche se in seguito espresse rammarico per quel commento e comunque lei la Frisch l’aveva già percorsa almeno una volta). Tiziana se ne andò il 26 luglio, mercoledì. Da allora mi è capitato spesso di incontrare nelle situazioni più disparate persone che l’avevano conosciuta (sulle Mesules, in treno tornando da Budapest, sul Col Nudo e nella sua città, a Trieste, dove frequentavo saltuariamente il Germinal…), ma non avevo mai scritto nulla su quella giornata – per pudore, credo – considerandola un momento personale.
    L’ho fatto ora (e in parte ne sono già pentito), ma è venuta così.
    Quindi “scusate se vi ho parlato di Tiziana” che sicuramente sta arrampicando da qualche parte, nella Luce “oltre l’Arcobaleno”.

    Gianni Sartori

    PS stavo qui a scrivere davanti alla finestra (ore 11 del 2 dicembre) contemplando le colline e, giuro, sul poggiolo si è posata una cinciallegra, anzi, no: una cinciarella (Parus caeruleus)! …saltella, cerca quasi di entrare, si appoggia al vetro posandosi infine sulla maniglia del balcone spalancato…sul capo, minuscolo, brillano al sole i colori Azzurro e Bianco…ciao Tiziana

    * nota 1) “Oggi sono molti gli alpinisti che vanno sul VI°, ma fra tutti quanti lo fanno “veramente”, e cioè lealmente, senza ricorrere ad abbondanti chiodature o strani sotterfugi, specialmente sui tratti estremamente difficili che si avrebbero dovuto compiere in arrampicata libera ? Oggi, i mezzi tecnici, sono tanti e tali che permettono agli alpinisti senza scrupoli di fare vie di VI° anche se non sono capaci di farlo in modo onesto e si è giunti al punto in cui non si esita più a piantare chiodi ad espansione dove i primi scalatori sono passati in libera” (E. Cozzolino).

    ** nota 2) sia detto senza offesa, non mi ricordo invece per niente dell’altro, il suo compagno di cordata. Come se non ci fosse (mi pare fosse biondo, ma potrei sbagliarmi). Ubi maior…(anche se dirlo non è propriamente “una cosa di sinistra”)

    ***3) Tragica sorte quella del Ghigno, destinato a restare paralizzato per un incidente in moto. Continuò ancora a frequentare il suo rifugio, in carrozzella, fino a quando non pose fine ad una situazione diventata ormai insopportabile con un colpo di fucile.

    **** nota 4) Ho scritto questo commento stimolato dalla polemica per la scarsa attenzione dimostrata da wikipedia nei confronti di Tiziana Weiss
    (https://it.wikipedia.org/wiki/Tiziana_Weiss).
    La biografia inviata è stata pesantemente amputata e quanto pubblicato non corrisponde assolutamente all’importanza di questa donna triestina nella storia dell’alpinismo. Fermo restando che la grandezza di Tiziana Weiss emerge comunque dalla sua vita, dalle sue imprese, dalla sua sensibilità; ben oltre qualsiasi citazione in rete.

    E concludo. Sono passati 38 anni. Sinceramente non avrei creduto di arrivarci (al 2016 intendo), di poterla raccontare dopo incidenti vari, sia in montagna che in moto, ripetute incursioni come free-lance in zone, se non di guerra aperta, sicuramente di “guerra a bassa intensità” (Irlanda del Nord, Euskal Herria, etc…), un tentativo di linciaggio (Madrid, ottobre 1997), un paio di pestaggi e anche si parva licet (ma neanche tanto parva a ripensarci) Genova 2001 con i gas CS (no, la Diaz no, non si può avere tutto…). Quasi dimenticavo: un’intossicazione da sostanze non ben identificate (colle, vernici? Boh, forse entrambe) quando facevo l’operaio. Potevo restarci: un bel regalo del liberismo, ovvio.

    E ora, come tutti a una certa età, ripenso a chi nel frattempo se ne è andato, definitivamente senza biglietto di ritorno: EFFE (Fernando Ruggero, un grande speleologo (con lui esplorai la grotta-voragine “Gianni Ribaldone” sui monti che troneggiano sopra Amalfi), Roberto Gemo (frequentato in anni non sospetti, prima che diventasse Superpippo, quando veramente “correva solo per se stesso”), Mariano Parlato (una tempesta di neve estiva sulle Mesules; la via Conforto a Lumignano con la sicura fatta, letteralmente, con i piedi, un suo brevetto; l’infruttuoso tentativo al Cimoncello di cui non trovammo mai l’attacco perdendoci inesorabilmente nella boscaglia…) e altri con cui ho condiviso un tratto di sentiero, una cordata, una spedizione al Buso della Rana o nella grotta del Torrione di Vallesinella (vedi Mario Carniel).
    Fra tutti loro, anche se solo “intravista”, Tiziana Weiss brilla ancora di una speciale luce propria, per sempre.
    GS

  • Scusate, non so se vada bene scrivere qui, ma non ho trovato altro indirizzo mail :
    ero iscritta alla newsletter, ma da qualche mese non la ricevo più.
    Ho provato a riiscrivermi, ma è venuto fuori che ero già iscritta.
    Mi potete spiegare perchè non ricevo più le vst. mail ?

    • In effetti ci sono stati problemi con la newsletter negli ultimi mesi. LA newsletter quotidiana è stata ristabilita. MA quella settimanale è ancora bloccata.

  • dico grazie a tutti ed al sig Martignoni in particolare che mi ha spedito riviste varie,ti chiedo caro Gianmarco se per caso hai la copia di ALIAS COMICS e Le Monde Diplomatique di Maggio e Giugno,in quanto le altre me le fa leggere un amico.
    Ancora grazie di vero cuore per il tuo gesto ed a tutti voi,non disturberò piu niente e nessuno perchè non è giusto
    tuo/vostro Silvano

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