Perù: al 1° turno spunta un marxista conservatore

Nelle presidenziali dell’11 aprile il maestro rurale Pedro Castillo conquista il ballottaggio con oltre il 19% dei consensi e se la vedrà con la destrissima Keiko Fujimori, giunta seconda e intenzionata a raggiungere la presidenza per sfuggire ai guai giudiziari. Castillo ha ottenuto voti soprattutto nel Perù profondo, dagli indigeni e dai cosiddetti ninguneados, ma le sue posizioni in tema

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Brasile: una ricercatrice costretta all’esilio

Larissa Mies Bombardi, studiosa dell’ Universidade de São Paulo, si è vista obbligata ad abbandonare il Paese a seguito delle numerose intimidazioni subite successivamente alla pubblicazione dell’Atlas Geografía del Uso de Plaguicidas en Brasil y Conexiones con la Unión Europea. Le minacce ricevute dal bolsonarismo e dalla bancada ruralista ripropongono, una volta di più, la violenta campagna promossa dal Planalto

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USA: limbo giuridico per gli adolescenti indocumentados

Grazie alla “legge santuario” il migrante honduregno Alex García che ha vissuto per tre anni e mezzo in una chiesa del Missouri è riuscito a tornare a casa e a sfuggire alla deportazione ma, nonostante l’annunciata riforma migratoria promessa dal nuovo presidente Usa Biden in campagna elettorale, la situazione di gran parte dei minori provenienti dal Centroamerica, di fatto prigionieri

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