Berlusconi al Colle: un patriota o un boss pregiudicato?
di Umberto Franchi
TUTTE LE DESTRE SI INGINOCCHIANO AL CAPEZZALE DI BERLUSCONI, LO CANDIDANO A PRESIDENTE DELLA REPUBBICA. NE PARLANO COME FOSSE UN GRANDE STATISTA … UN UOMO DI CULTURA… UN BENEFATTORE DEL POPOLO E DELL’UMANITA’, UN PATRIOTA
MA CHI E’ VERAMENTE BERLUSCONI ?
VISTO CHE IL POPOLO IN ITALIA DIMENTICA FACILMENTE LE COSE BRUTTE , PER CAPIRLO OCCORE ANDARE A VEDERE LA SUA FEDINA PENALE :
Oltre alla condanna a 4 anni per frode fiscale, ARRESTATO MA SENZA ANDARE IN GALERA SOLO AI SERVIZI SOCIALI, Berlusconi ha avuto i seguenti processi:
- Corruzione nel “Lodo Mondadori”;
- Consolidato Finvest con Falso in bilancio;
- Appropriazione indebita;
- Processo Lentini con falso in bilancio;
- Corruzione dell’avvocato David Mills per indurlo a fare falsa testimonianza;
- Rivelazione di segreto d’Ufficio nel caso Unipol;
- Corruzione del Senatore De Gregorio;
- Falso in bilancio per acquisto di terreni di Macherio;
- Falsa testimonianza;
- Processo SME con falso in bilancio;
- Processo Ruby per prostituzione minorile;
- Tangenti alla guardia di finanzia;
- Falso in bilancio in Medusa Cinematografica;
- Appropriazione indebita e frode fiscale per il caso Mediatre;
- Traffico di Droga;
- Tangenti fiscali Pay TV;
- Strage con legami mafiosi del 1992 e concorso esterno per associazione mafiosa, con strage di Firenze del 1993;
- Imputato assieme a Marcello dell’Utri di riciclaggio di denaro sporco;
- Corruzione ed istigazione alla corruzione nel caso Saccà;
- Abuso nell’utilizzo dei voli di Stato,
- Finanziamento illecito ai partiti;
- Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo;
- Abuso d’Ufficio per pressioni esercitate sul presidente dell’AGCOM;
- Corruzione nei confronti dei Senatori Razzi e Cipolliti;
DEI TRE GOVERNI BERLUSCONI, IL SECONDO (DAL 30 MAGGIO 2001 AL 27 APRILE 2006) FU IL GOVERNO PIU’ REAZIONARIO, LIBERISTA, ATLANTISTA, CORRUTTORE, MAFIOSO DELLA STORIA DI ITALIA !
IL GOVERNO INIZIO’ CON LA «MACELLERIA» DI BOLZANETO (GENOVA G8) E PROSEGUI’ CON 29 LEGGI AD PERSONAM E INDULTI DI 3 ANNI PER SALVARE DALLA GALERA BERLUSCONI, PREVITI, DELL’UTRI E ALTRI COMPLICI IN ODOR DI MAFIA.
Berlusconi – detto “Bunga Bunga” o “il Caimano” – nella sua vita ha dimostrato di essere truffatore, intrallazzatore, spacciatore, amico del condannato per mafia Dell’Utri, amico del capomafia Vittorio Mangano, abituato a delinquere…
Ma Berlusconi è anche un trasformista. Pur di arrivare dove vuole sostiene anche “il reddito di cittadinanza “ mentre in cuor suo i poveri vorrebbe impoverirli ancora al fine di arricchire lui e quelli come lui.
Il “caimano” si presenta con il sorriso, a volte come l’uomo caritatevole che si preoccupa di rifare velocemente la dentiera, persa nel terremoto, a una povera anziana signora.
MA ANDIAMO ANCHE VERIFICARE COSA HA REALMENTE FATTO DURANTE I SUOI GOVERNI.
- sono state fatte leggi a favore di Berlusconi per impedire di processarlo e arrestarlo (una legge sulle rogatorie; quella sui lodi, la «salva Previti», il «Lodo Alfano» con molti suoi processi che così sono andati in prescrizione);
- E’ stato abolito il falso in bilancio;
- Una legge permette di concentrare l’informazione televisiva (abolendo di fatto il conflitto di interessi);
- E’ stata smantellata la scuola pubblica e resi disoccupati oltre 100.000 insegnati che in precedenza erano precari;
- la legge 30 rende i lavoratori italiani i più precari d’Europa;
- La legge 40 mette in discussione il diritto della donna ad avere un figlio tramite un’inseminazione artificiale;
- Modificando il Testo unico sulla Prevenzione e Sicurezza aumentano i rischi di incidenti perchè si “depenalizzano” le imprese che non osservano le leggi sulla prevenzione;
- Nel 2003 il governo Berlusconi ha accorpato il fondo pensionistico corporativo (INPDAI) di 120.000 dirigenti di industria con pensioni d’oro a carico dell’INPS fino al 2012, facendo accollare ai lavoratori delle aziende private dell’Inps circa 50 miliardi di debiti;
- Nel 2011 ha accorpato il fondo dei dipendenti pubblici INPDAP con quello INPS , scaricando sulle casse dell’Inps 23 miliardi di buco Inpdap
- I governi del “Caimano” hanno anche privatizzato e svenduto servizi, spiagge, palazzi, pezzi di Stato a speculatori senza scrupoli, inquinatori e distruttori dell’ambiente;
- Si è cercato di fare una legge per mettere i giudici sotto il controllo del governo, smantellando la giustizia;
- E ancora una legge sui Condoni fiscali per gli evasori e l’abolizione di ogni regola negli appalti per favorire attività mafiose;
- Vi furono Commissioni Parlamentari per calunniare (con testimoni pagati) gli avversari politici, i giudici scomodi o i concorrenti aziendali alle sue televisioni;
- Si cercò di fare una legge per stravolgere e distruggere la Costituzione nata dalla Resistenza;
- Berlusconi si accodò agli Usa nelle guerre contro Afghanistan, Iraq e Libia;
- Scandalizzò il mondo per gli scandali sessuali con le «veline» e per avere detto che voleva proteggere la minorenne Ruby, in quanto nipote di Mubarak.
In “bottega” cfr Il patriota Berlusconi sarà presidente? Se siete mooooooolto giovani (o del tutto senza memoria) e cercate altre notizie sulle imprese di Silvio Berlusconi trovate qualcosa anche qui; di solito nei TAG noi lo indichiamo come “tessera P2-1816 (Silvio Berlusconi)” appunto per essere chiari.

Vitaliano Trevisan: il calvario di un dissidente
Di Trevisan, pur conoscendolo di fama (inevitabile a Vicenza), in passato non mi ero voluto interessare più di tanto. A parlarmene erano state persone – buone, brave, colte, di sinistra e beneducate – ma, dal mio punto di vista, comunque “borghesi”. Scherzando, ma non troppo, lo definivo un “Mauro Corona” di pianura. Ossia un “personaggio” folcloristico, pittoresco e deviante quanto basta. Falsamente “autentico” e “genuino” come in genere piace appunto a certa borghesia progressista.
Solo pochi mesi fa, intervistando un vecchio compagno, impegnato da una vita non solamente nel “sociale”, ma nella lotta di classe (Luciano Orio), mi era stato citato in relazione agli incidenti (omicidi) sul lavoro. Nel suo “Works” (Einaudi editore) Trevisan denunciava apertamente quello che magari conoscono in molti, ma su cui in genere si preferisce stendere un velo pietoso. Ossia sul fatto che dai macchinari di lavorazione (laminatoi, presse, macchine utensili…) – per aumentarne la produzione ovviamente – spesso viene disinnescato il sistema di sicurezza. Con le ovvie conseguenze: arti amputati quando va bene, corpi maciullati nell’altro caso. In quantità – e qui ci sta – industriale.
Lessi il libro e verificai quanto mi aveva segnalato Luciano.
Ma scoprii anche altro.
Intanto il fatto che – come il sottoscritto anche se in anni diversi – Vitaliano Trevisan aveva lavorato da facchino alla Domenichelli vicentina nei turni di notte.
Anzi, avevo anche colto una variante. Da parte sua non considerava il lavoro, notturno ricordo, particolarmente gravoso e parlava di turni di otto ore.
Personalmente, confrontandolo con altre mie esperienze simili (nelle celle frigorifere della Ederle, alla Veneta- Piombo, i traslochi…), lo ricordavo comunque abbastanza pesante. Anche perché all’epoca di giorno cercavo di frequentare l’università, al punto che ricordo di essermi appisolato più di qualche volta in piedi, appoggiato al carrello.
E poi, mi sembra proprio di ricordare, nella prima metà degli anni settanta i turni erano di dieci ore, non di otto. Con una “pausa- pranzo” (un panino portato da casa) di venti minuti, mezz’ora.
E’ possibile naturalmente che in seguito (seconda metà degli anni settanta, quando toccò a Trevisan scaricare e stivare) le cose fossero cambiate. Come avvenne – questo lo avevo verificato di persona – nel settore traslochi (grazie anche all’impiego di elevatori che permettevano, per esempio, di non dover portare sulle spalle, da soli, pesanti frigoriferi per diversi piani di scale).
E poi in “Works” raccontava a sua esperienza in un territorio che conosco bene, il Basso Vicentino.
Quel pezzetto di Riviera Berica sdraiato ai piedi dei Colli Berici che operatori turistici, Pro Loco e amministrazioni comunali si ostinano a descrivere come bucolico, con paesaggi (ormai è un classico, non si nega a nessuno) “mozzafiato”. Nonostante la pianura sia quasi completamente cementificata (oltre che inquinata, vedi la A31) e sui Colli proliferi di giorno in giorno la metastasi delle villette degli “amanti della Natura”.
Costruzioni talvolta semiabusive (“depositi attrezzi” con colonnato e piscina, case di 2-3 cento metri quadri dove prima c’era soltanto “el staloto del mas-cio”…) a spese del paesaggio e degli ecosistemi.
Ma comunque qualcosa c’era – e c’è – a mozzare letteralmente il fiato: gli innumerevoli capannoni dove languiscono segregati a migliaia i polli da allevamento. E la puzza – come denunciava chiaramente Vitaliano – si sente, eccome. Anche da lontano.
Anche senza volersi soffermare sulla sacrosanta compassione per quelle povere creature imprigionate (rileggersi in proposito quanto scriveva Eugenio Turri sugli analoghi allevamenti nei Lessini), pensiamo soltanto a cosa sta accadendo proprio ora in Veneto con l’epidemia di aviaria e lo sterminio di milioni di volatili.
Ma quello che più mi rode è il modo in cui sembra se ne sia andato. Dopo un ricovero psichiatrico formalmente “volontario”, ma in realtà sotto il ricatto di un TSO vero e proprio.
Ora, mi chiedo, è mai possibile che una persona con il suo livello culturale, con un così alto grado di consapevolezza (esistenziale, politica…) derivata dall’esperienza vissuta, non certo dagli studi accademici (anche se la sua preparazione letteraria era ottimale) sia stato trattato in tal modo?
Non so se – come ha scritto in questi giorni un intellettuale vicentino – Trevisan fosse veramente da considerarsi come il maggiore tra gli scrittori attuali della Penisola. Ma sicuramente è lecito interrogarsi in proposito. E uno così, su cui ora tutti spandono lacrime e tessono lodi, è stato rinchiuso come un pericoloso demente?
Non so. In questo momento mi vengono in mente altre persone (Majakóvskij Pavese, Debord, Paolo Finzi…) che hanno compiuto scelte estreme, analoghe a quella – o così almeno sembrerebbe – del Trevisan. Travolte forse dal disgusto per la mediocrità, la miseria spirituale di un mondo che incatena i dissidenti e imbavaglia i poeti (talvolta non solo metaforicamente) imbalsamandoli poi da morti.
Così come mi vengono in mente “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e la tragedia (l’assassinio si può dire?) di Mastrogiovanni.
In fondo anche Vitaliano Trevisan era un soggetto scomodo, indigesto, non compatibile. Magari letto, apprezzato, recensito e premiato…ma comunque alla fine segregato e umiliato.
Niente di strano se uno come lui (un intellettuale, ma anche “uomo d’azione”) avesse deciso di mandare il mondo, questo mondo, a fare in culo.
Gianni Sartori