Tunisia: Wael Naouar inizia lo sciopero della fame

comunicato della Global Sumud Flotilla

IL LEADER DELLA FLOTILLA TUNISINA WAEL NAOUAR INIZIA LO “SCIOPERO DELLA FAME SUMUD” MENTRE QUATTRO ATTIVISTI SONO AL SESTO MESE DI DETENZIONE

Tunisi – La Global Sumud Flotilla (GSF) esprime profonda indignazione e grande

preoccupazione in seguito all’annuncio che Wael Naouar, membro del Comitato

direttivo, ha ufficialmente iniziato lo “sciopero della fame Sumud” domenica 16

agosto. Come confermato dal Comitato nazionale per la difesa degli attivisti della

Sumud Flotilla durante una conferenza stampa a Tunisi, lo sciopero della fame di

Naouar segna una nuova e pericolosa fase nella sua protesta contro la detenzione

preventiva in corso, nonché contro quella di altri tre organizzatori: Ghassen Henchiri,

Ghassen Boughdiri e Nabil Channoufi.

La decisione di Naouar di mettere a rischio la propria vita è l’espressione in

continuità di una vita dedicata alla giustizia. Dai suoi primi anni alla guida del

movimento studentesco tunisino e dal suo impegno all’interno del Partito dei

Lavoratori, fino al ruolo centrale svolto nelle campagne internazionali di boicottaggio

e nelle flottiglie della libertà, Naouar ha sempre scelto di porsi al centro dello scontro.

Anche quando è stato minacciato direttamente per nome dai funzionari israeliani

prima della partenza della prima Sumud Flotilla, Naouar ha rifiutato di lasciarsi

intimidire, scegliendo invece di unirsi alla flottiglia che sfidava il blocco per

consegnare aiuti e stare al fianco di Gaza.

Giunto ormai al sesto mese di detenzione nel carcere di El Mornaguia, Naouar si

trova ad affrontare un nuovo fronte nella stessa lotta. Lui e i suoi tre compagni sono

stati arrestati nel marzo 2026, poco dopo che le autorità tunisine avevano bloccato la

prevista partenza della Global Sumud Flotilla dal porto di Sidi Bou Said. Rimangono

detenuti con accuse di natura finanziaria che la GSF denuncia come inventate e

motivate politicamente, nel tentativo di criminalizzare l’azione umanitaria e la

solidarietà organizzata con la Palestina in Tunisia. Mentre tre co-organizzatori sono

stati rilasciati a condizioni restrittive che vietano l’attività politica, i “4 di Sumud”

rimangono dietro le sbarre in condizioni di sovraffollamento e degrado, con ritardi

nell’accesso alle cure mediche essenziali.

Naouar è padre di due figli (Yasar e Sumud) ed è noto ai suoi compagni e alleati per

la sua calma determinazione e per la sua presenza inconfondibile alle

manifestazioni, dove indossa magliette raffiguranti potenti eroi degli anime che

affrontano sfide impossibili. Naouar sta ora vivendo proprio quella prova nella realtà.

Oggi, quella stessa determinazione viene messa alla prova in carcere, dove lo

sciopero della fame è diventato il suo ultimo mezzo per protestare contro la

detenzione prolungata e per chiedere giustizia.

II principali sindacati, le organizzazioni per i diritti umani e altre associazioni che

sostengono la causa palestinese, nonché vari parlamentari di tutto il mondo,

hanno espresso la loro piena solidarietà ai detenuti di Sumud, considerando il

protrarsi della loro detenzione una macchia vergognosa sulla storia del sostegno

tunisino alla lotta palestinese.

La Global Sumud Flotilla ritiene le autorità tunisine pienamente responsabili

dell’incolumità fisica e della vita di Wael Naouar e dei suoi compagni detenuti. La

GSF esige il rilascio immediato e incondizionato dei “4 di Sumud”, l’archiviazione

di tutte le accuse a loro carico e la revoca di tutte le restrizioni imposte agli

organizzatori rilasciati. In attesa del loro rilascio, le autorità devono garantire

immediatamente cure mediche complete e

condizioni di detenzione conformi ai loro diritti fondamentali.

Le vessazioni da parte dello Stato non riusciranno mai a cancellare l’imperativo

morale di porre fine al genocidio a Gaza né a scoraggiare coloro che si schierano

in solidarietà con il popolo palestinese. GSF rimane irremovibile al fianco di Wael

Naouar, della sua famiglia e dei nostri compagni in carcere, e invita la società

civile di tutto il mondo a chiedere il loro immediato rilascio.

I principali sindacati, le organizzazioni per i diritti umani e altre associazioni che

sostengono la causa palestinese, nonché vari parlamentari di tutto il mondo,

hanno espresso la loro piena solidarietà ai detenuti di Sumud, considerando il

protrarsi della loro detenzione una macchia vergognosa sulla storia del sostegno

tunisino alla lotta palestinese.

La Global Sumud Flotilla ritiene le autorità tunisine pienamente responsabili

dell’incolumità fisica e della vita di Wael Naouar e dei suoi compagni detenuti. La

GSF esige il rilascio immediato e incondizionato dei “4 di Sumud”, l’archiviazione

di tutte le accuse a loro carico e la revoca di tutte le restrizioni imposte agli

organizzatori rilasciati. In attesa del loro rilascio, le autorità devono garantire

immediatamente cure mediche complete e condizioni di detenzione conformi ai loro diritti fondamentali.

Le vessazioni da parte dello Stato non riusciranno mai a cancellare l’imperativo

morale di porre fine al genocidio a Gaza né a scoraggiare coloro che si schierano

in solidarietà con il popolo palestinese. GSF rimane irremovibile al fianco di Wael

Naouar, della sua famiglia e dei nostri compagni in carcere, e invita la società

civile di tutto il mondo a chiedere il loro immediato rilascio.

19 agosto 2026

it-media@gmtgaza.org – gsf.italia.stampa@proton.me

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Un commento

  • riceviamo da GSF

    WAEL NAOUAR, MEMBRO DEL COMITATO DIRETTIVO DELLA GLOBAL SUMUD
    FLOTILLA, IN CONDIZIONI CRITICHE AL 17° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME;
    CRESCE L’APPELLO GLOBALE ALL’AZIONE IN VISTA DELL’UDIENZA DEL 16
    SETTEMBRE

    1 settembre 2026
    Tunisi – La Global Sumud Flotilla (GSF) lancia un appello urgente riguardo al rapido
    peggioramento delle condizioni di salute del membro del Comitato direttivo e leader
    tunisino Wael Naouar, giunto al diciassettesimo giorno di ininterrotto sciopero della
    fame nel carcere di El Mornaguia.
    Naouar, che ha iniziato lo sciopero della fame il 16 agosto per protestare contro la
    prolungata detenzione preventiva di sei mesi, basata su accuse che secondo la
    GSF sono motivate politicamente e prive di fondamento giuridico, sta soffrendo
    gravi complicazioni mediche. I rapporti sulle sue condizioni confermano che soffre di
    frequenti svenimenti, insufficienza respiratoria acuta, pericolosi cali di glicemia e
    persistente vomito ematico. Nonostante le sue condizioni critiche, le autorità
    carcerarie continuano a ritardare i necessari interventi medici specialistici.
    Naouar è detenuto insieme agli altri organizzatori della GSF Nabil Channoufi,
    Ghassen Henchiri e Ghassen Boughdiri, noti come i «Sumud 4». Tutti e quattro gli
    attivisti sono stati arrestati a marzo 2026 in seguito alla storica partenza dal porto di
    Sidi Bou Said e al loro lavoro di mobilitazione per la missione della flottiglia del 2026
    volta a sfidare il blocco illegale su Gaza.
    Il protrarsi della detenzione preventiva dei «Sumud 4», senza una specifica
    motivazione, viola gli obblighi vincolanti della Tunisia ai sensi del Patto
    internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), ratificato nel 1969. Quasi sei mesi di
    detenzione senza che siano state rese note prove di rischio di fuga, di manomissione
    delle prove o di recidiva, né una spiegazione del perché misure meno restrittive
    sarebbero inadeguate, costituiscono una detenzione arbitraria ai sensi dell’articolo 9.
    Il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha ripetutamente affermato che la
    detenzione preventiva deve essere eccezionale, strettamente necessaria nel caso
    specifico e periodicamente riesaminata. Se utilizzata a scopo punitivo o repressivo,
    essa viola i diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione ai
    sensi degli articoli 19, 21 e 22.
    Le condizioni critiche di Wael Naouar e la mancata somministrazione, a quanto
    riferito, di cure mediche tempestive e specializzate mettono la sua vita in
    immediato pericolo. Dal momento che è sotto la custodia dello Stato, la Tunisia ha
    maggiori responsabilità nel proteggere la sua vita e la sua salute. Il persistente
    mancato ricorso alle cure necessarie costituirebbe una violazione degli articoli 6 e 10
    dell’ICCPR e dell’articolo 12 dell’ICESCR (Patto internazionale sui diritti economici,
    sociali e culturali ) e potrebbe configurare un maltrattamento vietato dall’articolo 7
    dell’ICCPR e dalla Convenzione contro la tortura, ratificata dalla Tunisia nel 1988.

    o sciopero della fame non riduce tali obblighi. La Tunisia deve garantire una
    valutazione medica indipendente, un monitoraggio e, se necessario, il
    trasferimento in ospedale, nel rispetto del consenso informato.
    Mentre il corpo di Naouar paga un prezzo insostenibile per rivendicare principi di
    giustizia fondamentali, le autorità tunisine hanno la diretta responsabilità
    giuridica e morale della sua incolumità fisica e della sua vita. Il 16 settembre un
    tribunale tunisino dovrà decidere se prorogare di altri sei mesi la detenzione
    arbitraria dei «Sumud 4», motivo per cui è essenziale esercitare un’immediata
    pressione internazionale prima che il tribunale si riunisca.
    Gli obblighi della Tunisia ai sensi del diritto internazionale non sono opzionali.
    L’udienza del 16 settembre deve rispettare la presunzione di innocenza e
    respingere qualsiasi proroga di questa detenzione arbitraria.
    APPELLO GLOBALE ALL’AZIONE: MOVIMENTO DEL 5 E 6 SETTEMBRE
    Per chiedere l’immediato rilascio dei “Sumud 4” e impedire un’ulteriore proroga
    di sei mesi della loro detenzione, la Global Sumud Flotilla avvia un conto alla
    rovescia di 16 giorni di solidarietà internazionale che culminerà nella Giornata
    Globale di Azione:
    5–6 settembre: mobilitazioni pubbliche. I sostenitori di tutto il mondo sono
    chiamati a radunarsi in piazze pubbliche, piazze cittadine, parchi, campus
    universitari e centri culturali.
    Campagna internazionale di raccolta firme: la GSF esorta i sostenitori di tutto
    il mondo a firmare e condividere la petizione urgente pubblicata su
    Avaaz.org per sollecitare l’opinione pubblica prima dell’udienza del 16
    settembre.
    Solidarietà mediatica e sostegno diretto: si chiede agli attivisti di registrare
    brevi videomessaggi in cui esprimono il proprio sostegno ai “Sumud 4”, di
    affiggere manifesti della campagna con codici QR per la petizione ben visibili
    in luoghi pubblici e di inviare lettere formali di appello ai rappresentanti delle
    amministrazioni locali e alle ambasciate tunisine.

    La Global Sumud Flotilla ribadisce le sue richieste fondamentali al governo
    tunisino:
    1.L’immediato e incondizionato rilascio di Wael Naouar, Nabil Channoufi,
    Ghassen Henchiri e Ghassen Boughdiri, garantendo che Naouar riceva cure
    mediche urgenti e specialistiche e che le condizioni di detenzione di tutti e
    quattro siano rese conformi alle Regole Minime Standard delle Nazioni
    Unite per il trattamento dei detenuti.

    2 -Il rispetto della egalità e dell’indipendenza dell’autorità giudiziaria,
    garantendo che l’udienza del 16 settembre si svolga pubblicamente e nel
    pieno rispetto degli standard internazionali in materia di processo equo, come
    previsto dall’articolo 14 dell’ICCPR, nonché del diritto a un processo equo e
    della presunzione di innocenza.
    3.Il ritiro di tutte le accuse di natura politica mosse contro i «Sumud 4» e i loro
    co-organizzatori.
    4.La revoca di tutte le restrizioni alla libertà di movimento e politiche
    attualmente imposte agli attivisti del GSF precedentemente rilasciati,
    riconoscendo i loro diritti alla libertà di movimento e di espressione, come
    garantiti dall’articolo 12 dell’ICCPR e dall’articolo 13 della Dichiarazione
    universale dei diritti umani (UDHR).

    La Global Sumud Flotilla rivolge le seguenti richieste alla comunità
    internazionale:
    1.Monitorare attentamente l’udienza sulla detenzione del 16 settembre. Le
    missioni diplomatiche, gli ordini degli avvocati e le organizzazioni
    internazionali dovrebbero richiedere l’autorizzazione a inviare osservatori,
    cercare di ottenere l’accesso ai detenuti, ove opportuno, e segnalare
    pubblicamente qualsiasi violazione delle garanzie di un giusto processo.
    2.Chiediamo un intervento urgente da parte degli organismi competenti delle
    Nazioni Unite per i diritti umani, tra cui il Gruppo di lavoro sulla detenzione
    arbitraria e i Relatori speciali sulla tortura, sul diritto alla salute, sui difensori
    dei diritti umani, sulla libertà di espressione e sulla libertà di riunione e di
    associazione pacifiche. Tali organismi dovrebbero inviare una comunicazione
    urgente alla Tunisia in merito alla libertà, all’integrità fisica e all’accesso alle
    cure mediche dei detenuti.
    3.Chiediamo alla Commissione Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli di
    lanciare un appello urgente riguardo ai «Sumud 4» e di prendere in esame
    misure temporanee adeguate per proteggere la vita e l’integrità fisica di
    Naouar.

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