700 persone uccise dalla polizia statunitense dall’inizio del 2016

4966263_6_d0e4_une-manifestation-contre-les-violences_66617e624d4b5f5d5e412b52a7344051

a cura di Salvatore Palidda

( a partire da questo articolo di Le Monde)

 

Un uomo nero è stato ucciso dalla polizia il 20 settembre a Charlotte (Caroline del Nord). Da gennaio, le persone uccise dalla polizia nei diversi stati degli USA sono non meno di 700: – 173 Afro-Americani (NERI), 27,2 % (i Neri sono 12,6 % del totale della popolazione degli USA (320 milioni) – 111 Ispanici, 17,5 %, 8,7 % de la popolazione USA. – 324 Bianchi, 51 %, (che sono 63,7 % della popolazione) Secondo le informazioni disponibili, di queste 700 persone quelle con evidenti segni di “malattia mentale” sono per un terzo fra le vittime bianche e per un quarto fra le nere. *91 poliziotti uccisi dall’inizio 2016 (secondo l’organizzazione Officer Down Memorial Page). Queste statistiche non sono ancora definitive. Come mostrano alcuni studi recenti e anche alcuni reportage e video-documentari[1] , questa escalation della violenza poliziesca negli Stati Uniti non è affatto casuale, è il risultato inevitabile di tre principali fattori: -l’esito del processo la militarizzazione in atto in particolare dalla estensione della RMA (Revolution in Military Affairs) alla rivoluzione negli affari di polizia e la tolleranza zero con l’esempio di Giuliani a new York (e la “contaminazione” della formazione, addestramento e esperienze dei militari nelle diverse missioni nelle guerre in Irak, Afghanistan e altrove con le polizie locali); quindi il continuum della riproduzione delle guerre permanenti contro il terrorismo sino alla “guerra per la sicurezza urbana”; -l’escalation della tolleranza zero e della criminalizzazione razzista aizzate dai /discorsi/ di eminenti pseudo intellettuali fra i quali Huntington (e la Fallaci) sino all’accanimento nei confronti dei giovani neri, latinos e anche marginali in genere; -la deriva della cosiddetta “guerra allo spaccio” mentre sono indebolite o smantellati dispositivi, le misure e le pratiche di prevenzione sempre a favore di un proibizionismo esasperato che alimenta la riproduzione del business delle droghe e della tossicodipendenza; -la sempre enorme diffusione di armi a fuoco negli Stati Uniti. In due mandati l’amministrazione Obama non è stata capace di fare nulla contro questi fatti e ora gli Stati Uniti rischiano di avere come presidente Trump o la Clinton che non promettono nulla di rassicurante se non il peggio. Al pari di quanto si fa aggravando i rischi di disastri sanitari-ambientali, le economie sommerse, le neo-schiavitù, la corruzione e le pratiche di dominio violente, la tanatopolitica nei confronti dei migranti, le brutalità e gli assassinii delle polizie si inscrivono nella logica di una gestione liberista che continua a esasperare il disordine e il disprezzo per il futuro stesso della società. (S. Palidda) ————————————————————————

 

[1] Si veda anche il film-documentario /Do Not Resist/ (http://www.donotresistfilm.com/ ; http://www.newyorker.com/news/news-desk/do-not-resist-and-the-crisis-of-police-militarization) negli Stati Uniti (e in parte in tutti i paesi) c’è da oltre un decennio un processo di militarizzazione e /The Italian Police Forces into Neoliberal Frame. An Example of Perpetual Coexistence of Democratic and Authoritarian Practices and of Anamorphosis of Democratic Rules of Law/ (http://www.maklu-online.eu/fr/tijdschrift/ejps/volume-3/issue-1/italian-police-forces-neoliberal-frame/).

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.