Wislawa Szymborska: ancora, ancora e ancora lei
tre perle nel marsupio della “cicala” (*)
LA BREVE VITA DEI NOSTRI ANTENATI
Non arrivavano in molti fino a trent’anni.
La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre.
L’infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo.
Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere
prima che tramontasse il sole,
prima che cadesse la neve.
Le genitrici tredicenni,
i cercatori quattrenni di nidi fra i giunchi,
i capicaccia ventenni –
un attimo prima non c’erano, già non ci sono più.
1 capi dell’infinito si univano in fretta.
Le fattucchiere biascicavano esorcismi
con ancora tutti i denti della giovinezza.
Il figlio si faceva uomo sotto gli occhi del padre.
Il nipote nasceva sotto l’occhiaia del nonno.
E del resto non si contavano gli anni.
Contavano reti, pentole, capanni, asce.
Il tempo, così prodigo con una qualsiasi stella del cielo,
tendeva loro la mano quasi vuota,
e la ritraeva in fretta, come dispiaciuto.
Ancora un passo, ancora due
lungo il fiume scintillante,
che dall’oscurità nasce e nell’oscurità scompare.
Non c’era un attimo da perdere,
domande da rinviare e illuminazioni tardive,
se non le si erano avute per tempo.
La saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi.
Doveva vedere con chiarezza, prima che fosse chiaro,
e udire ogni voce, prima che risonasse.
Il bene e il male –
ne sapevano poco, ma tutto:
quando il male trionfa, il bene si cela;
quando il bene si mostra, il male attende nascosto.
Nessuno dei due si può vincere
o allontanare a una distanza definitiva.
Ecco il perché d’una gioia sempre tinta di terrore,
d’una disperazione mai disgiunta da tacita speranza.
La vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.
Troppo breve per aggiungere qualcosa.
Uno spasso
Gli è venuta voglia di felicità,
gli è venuta voglia di verità,
gli è venuta voglia di eternità.
Ma guardatelo!
Ha appena distinto il sonno dalla veglia,
ha appena intuito di essere sé,
ha appena intagliato con mano nata da pinna
un acciarino e un missile,
facilmente affogabile in un cucchiaio d’oceano,
non tanto ridicolo da far ridere il vuoto,
vede solo con gli occhi,
sente solo con le orecchie,
sua lingua ottimale è il condizionale,
con la ragione biasima la ragione:
in breve: è quasi una nullità,
ma in testa non ha che onniscienza, essere e libertà,
al di là d’una carne stolta.
guardatelo un po’!
Eppure sembra esistere,
è accaduto davvero
sotto una delle stelle provinciali.
A modo suo è vivace e assai attivo.
Per un misero degenerato del cristallo –
è davvero alquanto stupito.
Per un’infanzia dura nei rigori del branco –
è già non poco individuale.
guardatelo un po’!
Purché continui, non fosse che per un istante,
per il luccichio d’una galassia distante!
Che almeno si possa intravedere
cosa ne sarà, visto che è.
Ed è – accanito.
Accanito, va ammesso, e tanto.
Con quell’anello al naso, la toga, il maglione.
Uno spasso, comunque.
Un poveraccio qualunque.
Proprio un uomo.
( da «Uno spasso», traduzione di Pietro Marchesani)
Foramine
Be’, metti, per esempio, le foramine.
Vivevano qui, perché c’erano, e viceversa.
Come potevano, visto che potevano e in che modo.
Al plurale, perché al plurale,
anche se ciascuna separatamente,
nel proprio, perché nel proprio
guscio di calcare.
A strati, poiché a strati,
il tempo poi le riassumeva,
senza entrare nei dettagli,
perché nei dettagli c’è pietà.
Ed ecco davanti a me
due viste in una:
necropoli penosa
degli eterni riposi,
ossia
incantevoli rocce bianche, emerse dal mare,
dal mare azzurro,
rocce, che sono qui, poiché ci sono.
(da «Qui», traduzione di Pietro Marchesani)
La nostra amata WS è spesso in “bottega”. Con i TAG trovate facilmente le sue poesie e qualche spunto… di contorno.
(*) Qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, Cicala invia ad amiche/amici per 5 giorni alla settimana i versi che le piacciono. Da 24 anni: e oltre 500 le trovate (con i TAG) in “bottega”. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana i versi da regalarci. E quando “cicala” va a zonzo noi recuperiamo perle, astri e manna dal suo archivio-marsupio; la zoologia si sa… è un’arte magica. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni.


