Addio all’inceneritore di Firenze

Un comunicato di Medicina Democratica (*)

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha respinto definitivamente il ricorso dell’ATO Toscana Centro, della Città Metropolitana di Firenze e di HERA, che invano avevano tentato di ricorrere contro la prima sentenza del TAR del 2016, che di fatto aveva già bloccato l’autorizzazione per la realizzazione dell’inceneritore fiorentino.

La storia era partita ufficialmente nel 2002, quando la Provincia di Firenze aveva approvato il Piano Provinciale dei rifiuti urbani e assimilati per l’A.T.O. Nella Provincia fiorentina si prevedevano tre inceneritori, rispettivamente a Rufina, a Greve e a Sesto fiorentino, in località Case Passerini. Nessuno di questi impianti vedrà la luce, per la tenace opposizione dei vari comitati popolari, del coordinamento dei comitati della piana, di Medicina democratica, da sempre in prima fila in questa battaglia, insieme ad altre associazioni come Italia Nostra, WWF etc insieme a una mobilitazione dal basso di abitanti.

Un ricordo e un ringraziamento non può non andare al caro amico e maestro Michelangiolo Bolognini, che da sempre si è battuto contro gli inceneritori.

Il punto dirimente dell’intera questione era stato nella prima sentenza del TAR del 2016, e lo è pure in questa odierna, il famoso bosco della Piana: una misura di mitigazione e riqualificazione ambientale, un contrappeso peraltro parziale e insufficiente all’inquinamento ambientale derivante dall’inceneritore, che fu prescritto dalla VIS.

Secondo la VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) doveva essere realizzato il parco periurbano denominato “Boschi della piana” di circa 20 ettari boscati secondo il modello realizzato dall’Università di Firenze, con funzioni di abbattimento degli inquinanti atmosferici.

La previsione di dette misure di mitigazione, consistenti nella piantumazione di alberi, era pre-condizione necessaria e imprescindibile per la realizzazione del progettato impianto di incenerimento ed era stata recepita anche da tutti gli atti di pianificazione successivi, quali il Piano Provinciale di gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati di Firenze.

Infatti la Provincia di Firenze aveva approvato, con D.G.P. n 36 del 4 marzo 2008, il progetto preliminare dell’intervento denominato “I Boschi della Piana”, relativo alla realizzazione di un parco periurbano diventato di circa 30 ettari nell’ area della Piana Fiorentina. E poi con Delibera di Giunta Provinciale n. 62 del 17 aprile 2014.

Nemmeno un albero è stato impiantato. Forse perché il bosco confligge col nuovo aeroporto, su cui convergono molti interessi, forse per arroganza, marchio di fabbrica del PD. Dato che gli sponsor principali dell’inceneritore sono stati da sempre Renzi, l’attuale Sindaco di Firenze Nardella e tutti i Sindaci della città metropolitana, omologati al folle progetto.

«… le opere di rinaturalizzazione dovevano essere eseguite prima della realizzazione e messa in esercizio dell’impianto: del resto ciò, oltre che conforme alla lettera delle prescrizioni del Protocollo, è logico, ragionevole e coerente, in quanto, diversamente opinando, sarebbe frustrata la finalità stessa delle misure di rinaturalizzazione, volte a mitigare l’impatto ambientale del realizzando termovalorizzatore» recita l’attuale sentenza del TAR, che così mette una pietra tombale sull’inceneritore di Firenze.

Una grande vittoria per tutta Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute e per l’ambiente.

Ora la nostra lotta si sposta contro il nuovo aeroporto e per la chiusura degli inceneritori di Montale, di Baciacavallo.

Ecco il rendering del progetto

(*) ripreso da http://www.medicinademocratica.org

Redazione
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Un commento

  • Giuseppe Miserotti

    Complimenti per l’importante successo.Colgo l’occasione per un ricordo personale di Michelangelo Bolognini amico e collega indimenticabile e coerente nella tutela della salute.

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