Altre guerre: gli affari Usa-India

di Gianluca Cicinelli (*)

Le guerre non si combattono soltanto armi in pugno. Quelle commerciali possono avere effetti ancora più devastanti sulle sorti del pianeta. Così, approfittando della storica rivalità fra India e Cina per il controllo dell’Asia centrale, gli ultimi dati del Ministero del Commercio e dell’Industria indiano ci dicono che gli Stati Uniti sono adesso il ​​principale partner commerciale dell’India, superando la Cina con scambi bilaterali che hanno raggiunto i 119,42 miliardi di dollari. Le principali esportazioni dell’India negli Stati Uniti includono diamanti, prodotti farmaceutici, gioielli, olio leggero e petrolio, gamberetti congelati, cosmetici e molte altre merci. Le importazioni dell’India dagli Stati Uniti sono costituite principalmente da petrolio, gas naturale liquefatto, oro, carbone, prodotti riciclati e rottami di ferro e mandorle.

Un’altra guerra è quelle sulle cifre, perchè Pechino minimizza, sostenendo che la Cina sia ancora il principale partner commerciale dell’India. Di certo lo è stato dal 2013/14 al 2017/18 e tra il 2020 e il 2021. Oltre alla Cina, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti sono stati i maggiori partner commerciali dell’India. L’alternanza delle cifre in anni diversi ci racconta che la Cina non è sempre stata il principale partner commerciale dell’India e questa non è la prima volta che gli Stati Uniti sostituiscono Pechino come ​​principale partner commerciale dell’India, che ha sempre considerato gli Stati Uniti un importante mercato di esportazione.

Anche verso l’India la caratteristica dei prodotti cinesi, dalle piccole viti ai televisori fino ai frigoriferi e ai telefoni cellulari, è di essere di alta qualità e a basso prezzo. Annotazione culturale: la Cina ha invaso il mercato indiano anche con utensili usati dagli indiani per riti religiosi. Gli Usa invece inviano a Nuova Delhi prodotti energetici e agricoli, meno visibili dei prodotti manifatturieri presenti in tutte le case, dando l’impressione che siano i prodotti cinesi a occupare il mercato indiano. Il più invisibile prodotto di esportazione Usa è però rappresentato dall’e-commerce di Amazon, mentre tramite le altre piattaforme legate ai social come Facebook, Twitter e Whatsapp anche la gestione dell’informazione sta subendo sempre più l’impronta statunitense.

La pandemia da covid ha rafforzato le relazioni commerciali tra Washington e Nuova Delhi, ma il tentativo dell’India di liberarsi dagli stretti rapporti con la Cina ha radici diverse e comprende il fattore sicurezza. Due anni fa ci fu una controversia tra India e Cina per una diga sulla parte tibetana, ma già su questa definizione territoriale esiste una controversia tra i due Paesi, del fiume Brahmaputra voluta da Pechino . Per la Cina quella diga significa costruire e potenziare un impianto idroelettrico da 70 milioni di kilowatt, mentre l’India teme che la costruzione potrebbe generare alluvioni e minare l’approvvigionamento idrico non soltanto in India ma anche in Bangladesh. Non è naturalmente l’unica controversia tra i due Paesi.

Gli Usa dal canto loro, da molto prima dell’invasione russa dell’Ucraina, hanno puntato sulla crescita anche economica dell’India per rafforzare il Quad, Quadrilateral Security Dialogue, un’alleanza strategica tra Australia, Giappone, India e Stati Uniti nata per contenere l’espansione della Cina nell’Asia-Pacifico. Questo è il principale motivo del rafforzamento dei rapporti commerciali con l’India, ma non è che la Cina resterà a guardare, in quanto la presenza economica di Pechino in India è soltanto di poco inferiore a quella a stelle e strisce. Non bisogna dimenticare poi che India e Cina fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai, che riguarda anche la cooperazione militare tra gli Stati aderenti, che comprendono anche Russia, Pakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan.

Non a caso l’India, si è astenuta in sede Onu dal condannare la Russia per aver invaso l’Ucraina e in cambio ha ottenuto un forte sconto da Mosca sul prezzo del greggio. Anzi, alcuni osservatori occidentali sostengono che l’India abbia rivenduto agli Usa lo stesso greggio acquistato a prezzi scontati dai russi dopo averlo raffinato. L’India ha raddoppiato anche gli acquisti di carbone proveniente da Mosca tra maggio e giugno. Dati che permettono di comprendere l’ansia statunitense di stabilire una supremazia nei rapporti commerciali con Nuova Delhi.

Resta il fatto che la svolta attuale nella supremazia commerciale statunitense all’interno dell’India sembra far da prologo, sul piano geopolitico, al momento a cui ormai tutto il mondo guarda con ansia nel prossimo futuro, quello relativo alla possibile invasione di Taiwan da parte della Cina e ai conseguenti riallineamenti politici e militari nella regione.

(*) articolo in origine pubblicato su  https://diogeneonline.info/altre-guerre-gli-usa-diventano-il-maggior-partner-commerciale-dellindia/

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