Barcellona Pozzo di Gotto: ancora una strage per fuochi artificiali

Appello promosso dal “ Comitato per mettere al bando in tutto il modo produzione e commercializzazione fuochi artificiali e merci nocive”

di Vito Totire (*)

Nuova orrenda strage fuochi artificiali a Barcellona Pozzo di Gotto; dobbiamo ripetere per la ennesima volta: mettere immediatamente al bando la produzione e la commercializzazione di fuochi artificiali

5 morti e tre feriti il primo bilancio della ultima strage presso la azienda Costa di Barcellona Pozzo di Gotto, paese della provincia di Messina già tristemente noto per l’orrido “manicomio criminale” sopravvissuto fino a tempi recentissimi.

Le prime cronache parlano di innesco causato dall’uso di saldatrici !!!

Già dal secolo scorso portiamo avanti una campagna per la messa al bando della produzione di questa merce inquinante e mortifera. Abbiamo registrato significative adesioni alla campagna ma anche le solite obiezioni dei difensori della “tradizione”  e del ceto politico che ad ogni strage ha “promesso” nuove e mirabolanti misure di sicurezza. In verità a Modugno pare che la strage sia stata innescata dall’uso di forbici inadeguate alla prevenzione delle scintille; a Barcellona lo scoppio risulta innescato da saldatrici !

Altro che particolari e speciali misure di sicurezza !

Quando la commissione parlamentare-decenni fa-spiegò in cosa consistessero le particolari misure di sicurezza si constatò che si trattava di una “fotocopia” del dpr 303/1956

Il comparto dei fuochi artificiali è, considerato i basso numero di addetti, il più mortifero al mondo

Né ce la possiamo “cavare” con la delocalizzazione delle produzioni trasferendo – come in buona misura già accade – la produzione ai Paesi più poveri;

Non è casuale che ancora una volta – dopo la strage di Modugno del 2015 – ancora una volta una strage si verifichi al sud; un intreccio tra povertà e falsa tradizione (feste,farina e forca !) è alla base di questa “opportunità” produttiva locale.

Dal sul al nord, dalla festa del santo (né la Chiesa ha “preso posizione” critica e contraria), alla festa dell’Unità ad una serie interminabile di “feste” laiche, religiose, consumistiche e inquinanti, in migliaia di occasioni in Italia ogni anno si coglie la opportunità di produrre rumori molesti (per uomini e animai) e di avvelenare l’ambiente con polveri cancerogene e tossiche che peraltro, “grazie” alle nuove tecnologie, stanno virando di più verso le nano particelle le quali, a loro volta, aumentano il rischio di esplosione nella fase di produzione e comunque entrano più facilmente nelle vie respiratorie.

Vero che certi altri inquinanti sono calati ma il calcolo costi/benefici (ci si chiede quali benefici se non una malintesa fedeltà alla tradizione) è drammaticamente negativo.

Seguirà alla strage di Barcellona lo stesso orrido silenzio che ha accompagnato la strage di Modugno ?

NELL’ESPRIMERE IL NOSTRO SENTIMENTO DI LUTTO E DI CORDOGLIO PER LE VITTIME DICIAMO ANCORA UNA VOLTA: BASTA PRODUZIONE DI MERCI MORTIFERE E INQUINANTI, BASTA PRODUZIONE DI BOTTI E FUOCHI ARTIFICIALI.

GOVERNO E PARLAMENTO SI ASSUMANO LE LORO RESPONSABILITA’.

(*) medico del lavoro, portavoce coordinamento AEA-“Chico” Mendes , Centro Francesco Lorusso;

appello promosso dal “Comitato per mettere al bando in tutto il modo produzione e commercializzazione fuochi artificiali e merci nocive”

E’ disponibile l’archivio delle nostre denunce e proposte degli ultimi anni.

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Ancora un anniversario della strage di Modugno passato sotto silenzio : una lapide, un monumento,una commemorazione, una riflessione per il futuro…niente? Morti dimenticati

di Vito Totire

L’atteggiamento di rimozione da parte di istituzioni e organi di informazione, ma anche da parte dei “sindacati” dei lavoratori è emblematica;

la censura del’argomento – strage di Modugno – non riesce ad essere proprio totale e a una delle domande che abbiamo posto in passato abbiamo trovato risposta; un documento dell’Inail cita un numero di morti al sud nel 215, tale da far ritenere che i 10  morti sul lavoro di Modugno siano stati riconosciuti;

i morti risultano (all’Inail) essere stati 20 dal 2014 al 2016; tutti nel sud d’Italia tranne uno in Abruzzo; la coorte complessiva dei lavoratori risulta essere di circa 500 quindi si è verificato un tasso di mortalità elevatissimo che non ha eguali con tutti gli altri comporti produttivi;

sorge spontanea una domanda : allo spettrale silenzio sulla strage corrisponde forse un impegno per il futuro finalizzato ad una maggiore sicurezza?

Pare di poter affermare il contrario visto che fonti scientifiche autorevoli hanno osservato come la “evoluzione tecnologica” stia incrementando i rischi per i lavoratori con la introduzione sempre più massiccia di nano particelle che aumentano , in fase produttiva, i rischi di esplosione;

l’impatto ambientale generale oggi viene considerato diverso con un calo della dispersione di metalli pesanti e di anidride solforosa ma le nanoparticelle diffuse nell’ambiente significano maggiori rischi di inalazione e di superamento della barriera alveolo-capillare con conseguente più facile diffusione nel circolo sanguigno sistemico;

c’è poi un’altra aggravante legato alle nano particelle: i costi sono calati; questo comporta una spinta  maggiore al consumismo ed allo spreco di cui si vedono già i risultati;

non c’è quasi più festa religiosa o laica non funestata dai fuochi artificiali: da sant’Apollinare alla sagra del cinghiale;

stiamo costruendo l’anagrafe dei comuni spreconi e inquinanti in cui parroci, “pro loco”, partitini, operatori turistici gareggiano per inquinare l’aria e il suolo magnificando nuovi effetti e nuovi colori che,appunto, sono “merito” delle nano particelle che ci entrano nel sangue;

tutti (quasi) disposti a commuoversi per Greta, tutti (quasi) pronti a dichiararsi preoccupati per i rischi ambientali per in nostro pianeta, tutti (quasi) parolai pronti a chiedere voti alle prossime elezioni in nome dell’ambiente e noi dovremmo ancora sopportare questa boiata dei fuochi artificiali?

Una merce nociva, inquinante, mortifera , che uccide operai , fa ammalare le persone e spaventa gli animali, spreca risorse…; una merce che si continua a usare e spargere anche in mesi di estrema siccità e ch solo qualche volta è stata vietata in occasione di picchi particolarmente drammatici di poveri sottili.

Ricordiamo alla memoria la chiara denuncia di Giorgio Nebbia: interrogarsi sul livello di sofferenza che c’è dietro ogni tipo di merce !

Si può essere così…?

Organizziamo il dissenso e la protesta, risaliamo la china della omertà; raccogliamo riscontri dei danni, imponiamo la trasparenza sui costi economici e sui percorsi decisionali.

LA VIGNETTA – scelta dall “bottega” – è di Mauro Biani: all’Ilva, come in Sicilia, si muore di profitto e non per disgrazia. Sono omicidi ma in guanti bianchi.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • domenico stimolo

    Questi i nominativi dei lavoratori uccisi nella strage dell’esplosione:

    Hanno perso la vita gli operai: Mohamed Taeher Mannai, 39 anni, Giuseppe Testaverde, 34 anni, Vito Mazzeo, 23 anni, Fortunato Porcino, 36 anni, e la moglie del titolare della fabbrica Venera Mazzeo, 71 anni.

    Si aggiungono alla lunghissimo “elenco” fatto di lavoratori e lavoratrici che hanno perso la vita a seguito di infortuni sul lavoro nel corso del corrente anno: 1288 lavoratori (compresi i morti sulle strade e in itinere) di questi 639 sui luoghi di lavoro, come emerge dai dati aggiornati al 20 novembre a cura dell’Osservatorio Indipendente di Bologna).

    Ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Il Parlamento, le strutture istituzionali, politiche e sociali hanno l’obbligo civile e democratico di attuare tutte le urgenti iniziative necessarie, in adeguati e trasparenti atti legislativi e nell’indispensabile risoluto incremento degli organi preposti al controllo.
    Gli organi di informazione, per la potenzialità di rappresentazione, sono strumenti fondamentali di sensibilizzazione, divulgazione ed approfondimento sul tragico stato dell’arte in essere.
    È necessario un deciso cambio di rotta. Mai più morti e mutilati nei luoghi di lavoro!

  • domenico stimolo

    Continuano gli “infortuni” sul lavoro:
    A Lecce, investiti mentre potavano gli alberi, quattro morti e un ferito grave.

    Sulla strage di Barcellona P.G. di mercoledì scorso segnalo su Agoravox:
    https://www.agoravox.it/Messina-5-morti-e-due-feriti-sul.html

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