Cagliari, 7 luglio: «documentos pro totus»
CAGLIARI: INFERNO IN CITTÀ DI POVERI E STRANIERI – NON GIRIAMOCI DALL’ALTRA PARTE – il 7 luglio h 16,45 sit In di fronte al Muncipio
Dietro la patinata immagine di Cagliari città turistica, città tappa dell’America’s Cup, città della pace, si nasconde un’altra Cagliari, fatta di emarginazione e privazione di diritti, condizione che grava in particolare su coloro che già partono con pesanti svantaggi, dovendo affrontare difficoltà come reperire un alloggio decente, mettere la propria residenza, trovare una difficile possibilità d’occupazione retribuita, affrontare le trafile burocratiche per il permesso di soggiorno.
Nelle zone centrali della città, adiacenti ai ritrovi più rinomati della movida, sono state istituite le “zone rosse” in cui chi non ha dimora e chi è senza documenti deve solo temere di essere arrestato e/o spedito in un CPR. Così la città, per volontà della sua classe politica in obbedienza ad una logica borghese, ha creato delle piazze escludenti cercando di concentrare il disagio e la “colpa” di essere poveri o invisibili lontano dalle vetrine sfavillanti delle zone destinate al turismo di consumo.
Le piazze e le strade devono ritornare ad essere luogo di incontro e socialità per tutta la popolazione e non un luogo di esclusione.
Il non avere la residenza, comporta la privazione di tutta una serie di fondamentali diritti di cittadinanza, tra cui avere il medico di base, entrare in graduatoria per un alloggio, richiesta della carta d’identità e della tessera sanitaria e anche la richiesta degli arresti domiciliari; si alimenta così il disagio, l’”irregolarità” delle fasce più deboli e povere. Per chi affronta la regolarizzazione ecco l’attesa in via Venturi davanti all’ingresso dell’ufficio immigrazione della questura. L’area antistante è sprovvista di qualsiasi riparo o struttura ricettiva; le persone che attendono sono semplicemente munite di una pazienza infinita davanti a un’istituzione che sembra fare di tutto per rendere la situazione ancora più difficile. Tanta gente si impegna con tutte le forze per prendere un appuntamento indispensabile, ma non è neanche certo che all’apertura degli uffici saranno ricevuti.
Ogni mattina solo 10 persone sono ammesse e quindi chi vuole avere speranza di entrare deve arrivare molto presto e prepararsi ad una lunga attesa che comporta anche lo stare lì tutta la notte.
L’aspettativa può essere duramente delusa perché anziché 10 sono ricevute meno persone senza che nulla fuori avvisi per tempo dell’anomalia. Se poi un interprete manca è possibile che chi ha atteso tutta la notte debba andarsene a causa dell’ostacolo linguistico e rifare la fila con ore e ore di attesa.
Perché il comune di Cagliari rimane in silenzio davanti a questa situazione ?
Chiediamo e pretendiamo:
– l’abolizione delle “zone rosse”,
– l’accesso alla residenza fittizia per chi ne abbia necessità e ne faccia richiesta,
– una gestione degli uffici preposti al rilascio dei permessi per gli stranieri, in grado di fare fronte alla richiesta.
ASSEMBLEA ANTIRAZZISTA SARDA
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Grazie. Continuiamo con le Lotte.