Carlotto e Videtta, De Giovanni, Gardella, Pastor

recensioni giallo-noir di Valerio Calzolaio (*)  

Roma e Verona. La bellissima colombiana 30enne Luz Hurtado, a lungo prostituta in Italia, madre di Lourdes da un decennio, selvaggia e passionale, ora lavora in profumeria e convive con la 22enne Ksenia (in partenza per visitare la madre in Siberia). Dalla patria arriva la 18enne Mirabel, incinta e in fuga. C’è un sicario, Wilson, che la segue. Luz lo affronta, si piacciono e s’innamorano. I mandanti non ci cascano e torna pure la gelosa Ksenia. Luz non sa che fare, finché ammazzano Wilson e arrestano Ksenia per l’omicidio, le prove sembrano inconfutabili. E Mirabel continua a essere minacciata da una killer, fugge in Veneto. Fortuna che ci sono Sara ed Eva, altre amiche e amici, anche col lupus eritematoso sistemico, fra le detenute assassine di uomini e fra i barboni. I bravi coetanei Massimo Carlotto e Marco Videtta completano così la serie dedicata nel solo 2013 una per volta alle quattro vendicatrici («Luz. Solo per amore», Einaudi, pagg. 174 euro 15), in terza, sempre con personaggi nuovi e intrecci diversi. Ovvio che l’ultima frase sia: «la vita senza uomini rischia di essere ‘na gran rottura de palle…». Manicaretti e Guantanamera.

 

Napoli. Maggio 2013. Una classe di quinta visita la pinacoteca di Villa Rosenberg, scompare Edoardo Dodo Cerchia, dieci anni, figlio unico, madre la separata bella Eva Borrelli, nonno ricchissimo, amato padre un imprenditore del bergamasco. Luigi Gigi Palma, commissario di Pizzofalcone incarica l’assistente Francesco Hulk Romano e l’agente scelto Marco Serpico Aragona di indagare subito e bene. L’ispettore Lojacono e l’agente assistente Di Nardo stanno pure dietro a uno strano furto. Il vice Pisanelli raccoglie le voci del quartiere e continua a cercare chi aiuta a morire potenziali suicidi. Ottavia Calabrese assiste tutti al computer, anche la guardia all’ingresso Giovanni Guida si dà un contegno. Una telecamera ha ripreso il bimbo andarsene tranquillo con una bionda, i rapitori chiamano prima la madre poi il nonno, sembrano di casa, Dodo parla col suo pupazzo. E’ noir e il migliore il terzo romanzo dell’ottima serie contemporanea, stile 87° distretto, del sensibile 55enne napoletano Maurizio de Giovanni («Buio», Einaudi 2013, pagg. 316 euro 18), in terza varia, qualche corsivo di troppo. Musica ovunque, anche sinfonica. Ragù di Letizia. Da godere presto!

Massimo Gardella

«Chi muore prima»

Guanda

286 pagine per 17,50 euro

Pavia e provincia. Il suicidio sembra la scelta quasi contemporanea di almeno tre adolescenti che frequentano lo stesso istituto superiore De Finis. L’ispettore circa 50enne Remo Jacobi indaga, distratto dai malanni del sempre più anziano padre Johan, il suo giovane vice Borghesi, laureato in Lettere, è forse più bravo. Qualcosa di strano c’è, altri incidenti violenze morti. «Chi muore prima»è il bel secondo dolente romanzo della serie per il 40enne milanese Massimo Gardella, che mantiene qualità e stile, in terza varia, soprattutto sui due investigatori.

 

Ben Pastor

«Luna bugiarda»

traduzione di Maria Emilia Piccone

Sellerio

360 pagine, 14 euro

Fine 1943. Lago (Verona). Il 30enne Martin Bora, aristocratico cattolico, ufficiale disilluso e fedele, investigatore per mestiere o per caso, appena tornato da Stalingrado, è stato promosso maggiore e spedito in Italia. Indaga sulla morte di un ricco eroe fascista, in parallelo con l’ispettore italiano Guidi. Un altro bel romanzo sulle crudeltà di tutti gli eserciti e le umanità dei singoli soldati per l’italiana negli Usa Ben Pastor che ci racconta in «Luna bugiarda» un altropasso di una figura tipo il colonnello von Stauffenberg (il cospiratore contro Hitler). La serie va dal 1937 al dopoguerra. Molto interessante la nota finale dell’autrice.

(*) Le recensioni di Valerio Calzolaio escono in prima battuta sul settimanale «Il Salvagente». (db)

 

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