Cesena: Carisp, Ottimax e controlli pochini

DUE POST di Davide Fabbri (*)

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CASSA DI RISPARMIO DI CESENA. VOLANTINAGGIO A TUTTI I DIPENDENTI IN OCCASIONE DI ASSEMBLEA SINDACALE
Il 24 maggio 2016 abbiamo fatto un proficuo volantinaggio a tutti i dipendenti della banca accorsi al cinema Aladdin di Ponte Pietra di Cesena per una riunione sindacale. Tranne rare eccezioni, l’interesse informativo per il nostro volantino è stato elevato. L’accoglienza è stata positiva. Rafforzati i rapporti con molti dipendenti della banca. Abbiamo distribuito un documento collettivo già fatto avere a tutti i soci della Cassa Risparmio Cesena il 1 febbraio 2016 in occasione dell’Assemblea dei soci della banca. Volantino con un titolo eloquente: «L’avevamo detto, inascoltati e derisi, nessuna risposta abbiamo ricevuto da allora da parte della dirigenza della Carisp». Inascoltati dalla dirigenza della banca, dai potenti, dai politici. In questi ultimi anni abbiamo scritto e portato prove di cattiva gestione dell’istituto bancario e di plateali conflitti di interesse nelle gestioni precedenti. Le ipotesi che formuliamo – io e i miei preziosi collaboratori – sono pesanti: illeciti, illegalità, sperperi e malagestione della banca dei poteri forti, dei centri di potere della città. La nostra battaglia di trasparenza deve continuare. Stiamo preparando documenti importanti da condividere e da far conoscere ai cittadini.

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L’assemblea dei soci verrà convocata a giugno 2016. Il prossimo sabato 28 maggio il cda approverà il bilancio 2015 e il nuovo piano industriale. Un bilancio in profondo rosso, come avevamo ampiamente detto da tempo. La perdita dovrebbe essere superiore ai 100 milioni di euro. Al 30 giugno 2015 la perdita era di poco più di 30 milioni di euro, pertanto negli ultimi sei mesi la situazione – come avevamo ampiamente previsto e scritto – purtroppo è peggiorata di parecchio, nonostante le rassicurazioni di dirigenza e sindacati. Si discute della chiusura di circa 20 sportelli periferici (su circa 100). L’aspetto più preoccupante riguarda l’aumento di capitale. Si era sempre parlato di una duplice ricapitalizzazione, ora forse si trova questo progetto impraticabile e quindi si punta a una sola ricapitalizzazione di oltre 100 milioni di euro. Chi tirerà fuori questi soldi? Sicuramente non le Fondazioni bancarie, se la ricapitalizzazione fosse di 100 Mln le Fondazioni (Cesena, Faenza e Lugo) dovrebbero sborsare 66 Mln. Ma loro soldi non ne hanno.

Come gruppo di cittadini e azionisti della banca, stiamo valutando l’idea di una determinata azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori che hanno portato la banca in una situazione gravissima. Una azione legale in primis contro Germano Lucchi e Adriano Gentili. Una rigorosa azione legale – penale e civile – che consenta di far valere in giudizio i plateali conflitti d’interesse e le inadempienze dei doveri imposti, per legge e per statuto, ai soggetti con compiti di amministrazione o di controllo all’interno del cda della banca.

Cesena, 24 maggio 2016

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AZIENDA OTTIMAX A CESENA, QUANDO LA LEGALITA’ E IL RISPETTO DELLE REGOLE SONO UN OPTIONAL. IL SINDACO E IL COMANDANTE DELLA MUNICIPALE NON RISPONDONO AD UN MIO ESPOSTO DI 50 GIORNI FA.
La vicenda che decido di narrare è una brutta storia. Nella Cesena civile e democratica accadono fatti inquietanti. Aziende che aprono al pubblico senza avere i permessi definitivi e senza comunicarlo agli uffici competenti. Lavoratori calpestati nei loro diritti. Straordinari e tfr non pagati. Lavorare sodo senza essere completamente pagati. I soldi però la ditta li trova per una pubblicità invasiva e asfissiante: cartelloni lungo le strade e all’interno dello stadio, alle fermate degli autobus, sugli autobus, depliants colorati in quantità industriali, acquisti di spazi pubblicitari in radio e quotidiani, cataloghi di ben 400 pagine recapitati a tutte le famiglie. E il sindaco Paolo Lucchi che inaugura questa nuova azienda senza accertarsi (?) che sia in regola completamente con i permessi. Inquietante il suo ruolo, anche perché scrive all’atto dell’inaugurazione un imbarazzante comunicato-stampa di elogio di questa azienda.

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Partiamo dall’inizio. Il 5 aprile scorso ho presentato al sindaco Lucchi e al comandante della polizia municipale – come si sa i Vigili Urbani hanno compiti di vigilanza edilizia, urbanistica e commerciale – Giovanni Colloredo un esposto dettagliato con richiesta urgente di verifica regolarità dei permessi dell’azienda Ottimax di Pievesestina di Cesena. Sono passati ben 50 giorni dalla presentazione dell’esposto, e nonostante miei ripetuti solleciti tramite sms al cellulare personale del sindaco Lucchi, nessuna risposta definitiva è ancora arrivata. «Gli uffici stanno facendo le verifiche» mi scrive in maniera sibillina il sindaco. Conto ora ovviamente sulla potenza di facebook, dei blog e dell’opinione pubblica per ottenere a breve un’adeguata e puntuale risposta da parte delle istituzioni.

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In estrema sintesi questi i fatti: il 17 marzo scorso è stata inaugurata e aperta la nuova attività commerciale della ditta Ottimax Italia spa (che ha sede centrale a Roma), il megastore del “fai da te”, tutto per costruire e ristrutturare la casa. E’ il terzo in Italia, dopo quello di Afragola in Campania e di Olbia in Sardegna. Questa catena nasce nel 2013, dalla collaborazione tra Bricofer Italia spa (ferramenta) e Megawatt spa (elettrotecnica e illuminotecnica).

Ottimax a Cesena è all’interno di un grande capannone (con esposizione di 12.000 metri quadri) sito presso l’uscita A14-E45, in piazza Caduti del Lavoro a Pievesestina di Cesena. Le norme e il buon senso dispongono che ogni nuova costruzione e attività commerciale non possa essere utilizzata senza il preventivo rilascio del certificato di agibilità. Nell’esposto di 50 giorni fa chiedevo al sindaco (tramite gli uffici comunali competenti) una verifica sulla regolarità dell’apertura al pubblico di Ottimax, in quanto pare che l’azienda abbia inaugurato e aperto al pubblico senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni definitive legate al rilascio del certificato di agibilità. Sembra infatti che non siano state completate pratiche importanti come il certificato di collaudo statico della struttura, il certificato di prevenzione incendi, il certificato di agibilità di tutti gli spazi utilizzati per la vendita, soprattutto quelli esterni per prodotti dell’edilizia e del giardinaggio. Nel mese di gennaio, febbraio e marzo scorso – fino all’inaugurazione – i lavoratori avevano un contratto capestro di lavoro (sottoscritto a livello nazionale solo dal sindacato fascistoide Ugl) con una cooperativa di Anzio (Roma) cioè la coop. Elios, pare emanazione della stessa Ottimax, a 1.000 euro al mese. A fronte del fatto che necessitavano celeri allestimenti in vista dell’inaugurazione di metà marzo, i lavoratori in quel periodo hanno lavorato più che sodo, si sono spaccati la schiena, caldamente invitati a lavorare anche sabato e domenica. Solo così si poteva avere probabilità di passaggio di contratto con la Ottimax, mettendo da parte la propria precarietà lavorativa. Risultato: straordinari “ordinari” e straordinari del sabato e della domenica non pagati. Da notare l’intervento dei carabinieri e dell’Ispettorato del Lavoro in data 14.2.2016: una visita ispettiva richiesta dai lavoratori che ha portato all’apertura di un corposo fascicolo, tuttora aperto. A seguito del mio esposto in Comune, sto ricevendo informali notizie su multe e verbali comminati alla ditta da parte della municièale, soprattutto per quanto riguarda l’ampia zona esterna, che pare adibita impropriamente – poiché non autorizzata – a vendita di materiale per l’edilizia. Spero di ricevere a breve risposte certe e definitive.
Cesena, 26 maggio 2016

(*) Davide Fabbri è blogger indipendente, ex consigliere comunale di Cesena. Lo incontrate spesso in “bottega”. Perfino “a colpi di due”, visto che Davide Fabbri a volte sembra un incrocio fra Stakanov e Bolt. Spesso… o troppo? Mi sono fatto da solo l’obiezione: perché in “blottega” passo tanti post di Davide, anche se hanno perlopiù una valenza locale? Mi sono risposto così. Ci sono due motivi. Il primo: sono articoli ben scritti e documentati, non è poco di questi tempi; anzi per essere più precisi la serietà della analisi e della denuncia sembra una chimera, al tempo dei silenzi pilotati da una parte e degli insulti becero e/o polemiche sul nulla dall’altra parte. Il secondo motivo: Davide Fabbri mostra come si dovrebbe fare ricerca, denuncia e opposizione contro centri di potere e poteri forti (vecchi e nuovi) e le loro sponde politiche, soprattutto dove s/governa il “nuovo” Pd; dunque come bisognerebbe lavorare – cioè “faticare” e “martellare” – per mettere al centro l’interesse collettivo: a volte il discorso è localissimo ma il metodo è globale. In questo senso i suoi post possono dare indicazioni utilissime anche a chi… Cesena neppure sa dov’è. (db)

Davide Fabbri

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