D’Arcangelo, Paglieri, Vian e autori vari

recensioni (non solo giallo-noir) di Valerio Calzolaio (*)   

Genova. Estate e autunno 2012. Marco Luciani va verso i quaranta, benestante e sportivo, occhi azzurri e 1,97 di altezza, vive a Camogli con la madre 70enne e il piccolo Alessandro di sei mesi, lasciatogli dalla meravigliosa Sofia e presumibilmente suo figlio. Non riesce più a correre, a giocare a tennis, a leggere; lo svezza, lo cambia, lo ninna, quando la madre deve andare a Roma dalla zia paralitica se lo porta al lavoro col marsupio. E’ il capo della Omicidi e cominciano una serie di morti sospette, forse naturali, forse casuali, forse suicide, forse indotte, forse un po’ e un po’. Poi viene contattato dalla bellissima rossa lentigginosa ex compagna di scuola Fiammetta Sforza, colta restauratrice. E son altri guai. Il primo scomparso era il conte Gianluigi Moncalvo, in gran segreto possedeva un piccolo autoritratto di Leonardo, d’inestimabile valore! Il questore non lo sopporta, il vice compete, poi c’è sempre quello dei Servizi che deve vendicarsi. Un’intricata trama, una scrittura fluida, ancora un buon giallo per il giornalista 48enne Claudio Paglieri («L’enigma di Leonardo», Piemme 2013, pagg. 398 euro 16,50), in terza varia al passato.

Giancarlo Liviano D’Arcangelo

«Invisibile è la tua vera patria»

Il Saggiatore

pagg 254,16 euro

Taranto, Garigliano, Ivrea, Crespi d’Adda (Lombardia), Palermo, Montevecchio (Sardegna), Roma, sette luoghi d’impresa da secoli o decenni a questa parte. Il 36enne scrittore Giancarlo Liviano D’Arcangelo(nato a Bologna, cresciuto a Martina Franca) racconta l’Ilva, il nucleare, l’Olivetti, l’altra potente città fabbrica tessile, i Florio, i minatori, il Luneur con spunti autobiografici, guide d’eccezione, foto d’accompagno, divagazioni letterarie e un titolo evocativo: «Invisibile è la tua vera patria». Sono famiglie e industrie declinate e dismesse, archeologia economica e politica, storie e culture di lungo periodo.

Autori vari

«Storie della Resistenza»

Sellerio

441 pagine, 15 euro

Appennino ligure-emiliano, o lì intorno. Marzo 1945, o giù di lì. Alleati e resistenti festanti, epurati silenti. Dopo il settembre 1943 una nuova pluralista maggioranza sociale antifascista lottò e prevalse in Italia, riconquistandola insieme all’esercito alleato da Sud e Nord. Venne presto raccontata attraverso memorie, racconti, riviste, romanzi. Grazie ai competenti curatori Domenico Gallo e Italo Poma, Sellerio ci offre «Storie della Resistenza», un’antologia di ricordi e appunti “caldi” di decine dei protagonisti distinti in nove sezioni tematiche (dai maestri all’organizzazione, dalle azioni alle donne), fra i quali spicca il «Dizionario del partigiano», una 50ina di ironiche toccanti voci scritte a matita da un anonimo giovane morto, da “Alba” a “Volante”.

Boris Vian

«La schiuma dei giorni»

Marcos Y Marcos

268 pagg 14,50 euro

traduzione di Gianni Turchetta

Parigi e Sud della Francia. Immediato dopoguerra. Nel 1946 Boris Vian (1920-1959) ci racconta il colpo di fulmine fra il ricco Colin e la bella Chloè. Si incontrano, si sposano in pochi giorni, partono in viaggio (col cuoco Nicolas), tornano e lei sente guai ai polmoni, il male è floreale e incurabile. Ora il romanzo «La schiuma dei giorni» è anche al cinema col film «Mood Indigo» di Michel Gondry; Marcos Y Marcos ne fa una nuova edizione con prefazione di Ivano Fossati e intervista finale a Daniel Pennac. Nella premessa l’autore (ingegnere, trombettista, cantante, ballerino, discografico, giornalista, scrittore) spiega che solo due cose contano: l’amore, in tutte le sue forme, con ragazze carine, e la musica di New Orleans».

(*) Le recensioni di Valerio Calzolaio escono in prima battuta sul settimanale «Il salvagente»

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