Difendere (la) Carta

Care e cari,

sì questo è un appello (ogni tanto ci vuole).

Da tempo molte degne persone ci invitano a difendere la Carta costituzionale. Di recente quella bella testa che è Margherita Hack, invitandoci a manifestare in piazza con urgenza e determinazione, ha ribadito questo invito – “difendiamo la Carta – con un perché di 5 chiare, semplici parole: “viviamo in una dittatura soft”.

Chi passa da codesto blog (o chi mi legge sulla rivista Come dove la mia rubrica termina sempre con l’articolo 10 della nostra Carta) sa come la penso. Mi unisco dunque a questo coro sperando che diventi vento e rivolta ma intanto approfitto di questa bella frase – “difendere la Carta” – per chiedervi di difendere anche Carta.

Forse sapete che Carta è una rivista sociale, nato oltre 10 anni fa da una costola (o era un polpaccio? non ricordo mai) de “il manifesto” e da un gruppetto di persone assai più giovani nonché intelligenti, sovversive, desideranti. Strada facendo Carta ha accumulato pregi e qualche difetto, ha cambiato volto, ha avuto momenti di megalomania e all’opposto di timidezza ma ha sempre conservato una sua utilità (giornalistica dunque sociale), la dignità di non essersi venduta, la voglia e a tratti – non è facile – la capacità di tentare quella nuova “narrazione del mondo” che (come Riccardo Petrella ci ha suggerito) è urgentissima.

Per mille motivi (economici e non solo) io sono stato dentro e fuori la redazione e da tempo collaboro quasi solo con il sito dove curo la sezione Futuri dedicata alla memoria del mio fratello (per scelta non per anagrafe) Riccardo Mancini. Ho dunque vissuto la recente crisi (e il cambio di direzione) dall’esterno come un qualsiasi lettore o lettrice.

Adesso, dopo la pausa estiva e dopo un numero speciale per gli abbonati, Carta riparte. Io vi chiedo di sostenerla, comprandola o (foooooosse mai che avete trovato un po’ di euri in una vecchia scatola di scarpe regalatavi da zia Agata) abbonandovi.

Qui sotto vi incollo il menù del numero che esce domani. Fatemi sapere cosa ne pensate di tutto ciò e di Carta. E naturalmente difendete-difendiamo anche la vecchia, ma sempre buona, Carta (costituzionale).

La copertina del prossimo Carta è sulla tessera del tifoso. Poi si informa e si ragiona sulle adesioni per il Clandestino Day del prossimo 24 settembre. La giornata è diventata particolarmente significativa a Rovigo, dove vorrebbero aprire un Centro di detenzione contro (loro dicono: per) gli immigrati e dove un vasto cartello di associazioni sta invece organizzando la giornata dell’orgoglio clandestino.

Ancora poi c’è la Marea nera e Carta dà spazio a Raj Patel, analista della globalizzazione con una biografia molto globale [è nato a Londra da genitori delle Isole Fiji e keniani e insegna in Sudafrica e negli Stati uniti] e che si mescola con il movimento dei baraccati di Abahali, quelli dei mondiali al contrario sudafricani. Ancora: Edoardo Salzano  analizza il ruolo della rendita nella invasione di cemento. Notizie da Pecora Nera: il film di Ascanio Celestini alla Mostra del cinema di Venezia. Un reportage dall’estate aquilana e le solite rubriche. Per questa settimana vi basta?

Redazione
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