DISCANTO ITALIA MAIALA
di Sandro Sardella
DISCANTO ITALIA MAIALA
(a Neil Young)
1
a est in uno scampolo di rosa pallido
prima della notte
guerrieri conquistatori marcano
l’orizzonte del mare
dove i papaveri scuotono i denti
mi hanno fatto tremare
per venire e poter scrivere nelle stelle
tenere il cuore tra le mani
attraverso le lagune inondato dal tuo sorriso
fuoco vicino di risate rinfrescate
luce da crepe epocali
lasciale rotolare
quelle solite merde fasciste
potrebbero distrarci
hanno aperto le fogne
i nostri padri partigiani sono stati clementi
chiudi la bocca il naso
la parola sputa fuori
gli uccelli possono sentire
tutto viene lavato
nella notte rossa
morire da marocchini nell’Italy
le manette
soffoca
conta
sei entrato
le braccia intorno a te
su spiaggia d’asfalto
sento che chiamano
la vergogna imparando stavo
pensando sto Marocco Spagna
tra il risveglio dell’ignoranza dolosa
cosa devo fare
chiudo la porta
tutto bagnato
dicono tempesta di rabbia d’acqua e vento
ho la pressione bassa
dare pugni al muro
spegni la televisione
2
stringo non molto
solo sentirti
tutto il non detto
ora siamo cani sciolti
ti bacio gli occhi
senza scarpe
che cosa c’è
c’è che mi sento mancato di te
come dirti
una nostalgia come blues
qualcosa d’impalpabile
“odio gli indifferenti”
l’arroganza bastarda di servi e vigliacchi
di melmosi italiani brava gente
solo in questa stanza
“tonight the night”
bruciano gli uliveti
muri di sabbia macerie di Gaza
l’indignazione di Roger Waters
l’italica “taja e medega” alla De Gregori
un precipitare
un tirare avanti di parole marce
nel devasto d’ Ucraina
nell’oscuro crepaccio della storia
nada de nada
giorni di caduta
insulti ingolfano alimentano affari e guerre
Cuba assediata
la dignità di un popolo nel marciume
della civiltà livida d’occidente
vino perso e
in quell’ansia che divora
c’è bisogno
di passaggi
di sconfinamenti
anche solo i bagliori consumati di
una canzone
un volare
volare
volare
“tonight the night”
la notte questa notte
nell’Italia maiala


Discanto e contro canto, melodia e contrappunto, cromatismi e soggetti non ornamentali, iper-reali, che squarciano il muro dell’ indifferenza. La poesia che si fa lirica testimonianza delle brutture del tempo, dell’ annientamento dei popoli, in cui un rapsodo non nega mai le manifeste verità, le stragi, le esecuzioni, che i più ignorano. Nella notte della notte dell’ epoca c’è chi crea l’ opera come fu a Guernica. E nella Guernica degli affogati, dei non approdati, si manifesta il memorandum artistico di un Internazionalista della montagna. Grazie Sandro.