25 novembre: tre farfalle nella memoria e nell’universo
Il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la Violenza nei confronti delle donne, come era stato proposto nel 1981, a Bogotà, dal Primer Encuentro Latinoamericano de Mujeres.
Ricordando Maria Teresa, Minerva e Patria Mirabal, uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. Questa nota è dedicata a loro.
di Maria Teresa Messidoro (*)
È veramente strano l’universo.
Potremmo dire sorprendente.
Invecchiando, alcune stelle, o gruppi di stelle, assumono forme simili a fiori o insetti.
La nebulosa NGC 6302 ne è un esempio.
A 3500- 4000 anni luce da noi, nella costellazione dello Scorpione, un insieme gassoso largo approssimativamente 3 anni luce, ha assunto questa forma che ricorda una farfalla.
Con una temperatura superficiale di circa 250 mila °C, la stella centrale morente della nebulosa è una delle stelle più calde della nostra galassia, in un certo senso protetta dalla ciambella di polvere gassosa che la circonda.
La nebulosa ha iniziato a formarsi quando una stella con massa circa cinque volte quella del sole è diventata una gigante rossa, espellendo i propri strati più esterni, avviandosi verso l’oblio (1)
Apparentemente.
Perché noi la possiamo ancora ammirare.
È veramente strana la Terra.
Potremmo dire sorprendente.
La storia delle sorelle Mirabal ne è un esempio.
Negli anni 60, la Repubblica Dominicana viveva sotto il regime di terrore del dittatore Leónidas Trujillo.
Tra le sue pericolose avversarie c’erano appunto le sorelle Mirabal, più volte minacciate di morte.
Il loro nome di battaglia era Las Mariposas (le farfalle)
Quando avevano avvisato Minerva di questa condanna pronunciata pubblicamente dal dittatore, lei aveva risposto: ”Se mi ammazzano, tirerò fuori le braccia dalla tomba e sarò ancora più forte”.
Il 25 novembre del 1960, le tre sorelle ritornavano a casa dopo aver visitato in prigione Manolo Tabares Justo, avvocato e leader sociale, sposo di Minerva, e Leandro Guzman, sposo di Maria Teresa; furono fermate per strada, probabilmente torturate, quindi uccise come il conducente.
I loro cadaveri furono buttati in un burrone, per simulare la farsa di un incidente.
Ancora giovani, lasciarono orfani 6 bambini minorenni.
L’ unica sorella sopravvissuta, perché non impegnata attivamente, Belgica Adele detta Dedé, ha dedicato la sua vita alla cura dei nipoti.
Ma non solo.
Dedé esorcizzerà il rimorso per essere sopravvissuta alle amatissime sorelle, dandosi il compito di custode della loro memoria: “Sopravvissi per raccontare la loro vita”. Nel marzo 1999 ha pubblicato un libro di memorie Vivas in su jardin dedicato alle sorelle, le cui pagine sono definite come “fiori del giardino della casa museo, dove rimarranno vive per sempre le mie farfalle”. (2)
Scriverà Dedè Mirabal: “Durante un’epoca di predominio dei valori tradizionalmente maschili di violenza, repressione e forza bruta, dove la dittatura non era altro se non l’iperbole del maschilismo, in questo mondo maschilista si erse Minerva per dimostrare fino a che punto ed in quale misura il femminile è una forma di dissidenza”.
Che le farfalle Mirabal si incontrino nell’universo con la Nebulosa farfalla.
Riscaldandoci.
Dando un senso in più alla nostra lotta quotidiana per un mondo senza violenza.
- Foto tratta da https://astro.org.sv/imagendeldia/noviembre-21-2022-la-nebulosa-mariposa-vista-desde-el-hubble/
- http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/sorelle-mirabal/#:~:text=Aida%20Patria%20Mercedes%2C%20Maria%20Argentina,Las%20Mariposas%20(Le%20farfalle).
(*) Già professoressa di fisica, cittadina del mondo (pardon, dell’universo) e femminista ovunque
In “bottega” cfr Scor-data: 27 febbraio 1924 e Le tre farfalle del 25 novembre
MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.
Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.
La redazione – abbastanza ballerina – della bottega



Perdonate Teresa, Mirabal e tutte le altre, per aver fatto tanto poco. Ma sono solo un uomo.
il film, del 2001: https://www.youtube.com/watch?v=edQAJM7uCyE
il documentario: https://archive.org/details/nombre-secreto-mariposas-el-documental o https://www.youtube.com/watch?v=Y_c1Tu1zgcI
BOLOGNA – Il Festival LA VIOLENZA ILLUSTRATA taglia il traguardo della ventesima edizione.
Il Festival La Violenza Illustrata nasce nel 2006 con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la cittadinanza di Bologna su questo tema. Si tratta infatti del primo festival in Italia incentrato sulla tematica della violenza di genere, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone possibili e di ambiti diversi.
Oltre a parlarne, però, vogliamo parlarne bene. Vogliamo farlo bene, con una presa di posizione politica chiara, con linguaggi diversi, informando, creando cambiamento e prevenzione.
Come Centro Antiviolenza, parte della rete D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, condividiamo una metodologia femminista basata su saperi collettivi e in continuo confronto.
Crediamo in un’azione politica condivisa, capace di promuovere il cambiamento culturale necessario per superare la violenza maschile contro le donne.
Il Festival, insieme alle attività della Casa delle donne, porta avanti questo impegno.
Rivendichiamo i saperi femministi che accompagnano le donne nei percorsi di libertà, autonomia e autodeterminazione – nel rispetto della storia personale di ognuna.
La Casa delle donne è uno spazio creato da donne femministe per le donne: anche per chi, nel cercare la propria libertà, diventa parte di una storia collettiva, erede delle lotte passate e segno di quelle future.
A queste correnti che si intrecciano e attraversano la città abbiamo voluto dedicare questa edizione del Festival.
Tu sai cosa sono i 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere?
16 giorni di attivismo contro la violenza di genere (in inglese, 16 Days of Activism against Gender-Based Violence) è una campagna globale che prende il via ogni anno il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e si protrae fino al 10 dicembre, la Giornata Mondiale per i diritti umani.
Anche quest’anno la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna partecipa con la XX edizione del Festival La Violenza Illustrata. Anche quest’anno, proponiamo spettacoli, presentazioni, proiezione, seminari, laboratori, mostre e convegni.
L’illustrazione di quest’anno interpreta i venti di libertà che attraversano e sostengono le donne nel percorso verso autonomia e benessere. Le correnti, che si muovono da donna a donna, da femminista a femminista, rappresentano la forza collettiva che dà vita a buone pratiche, alleanze e presidi culturali per sensibilizzare sulla violenza di genere.
Le donne in bicicletta e in skate sono simboli di movimento e equilibrio, ma anche di resistenza: la capacità di avanzare nonostante gli ostacoli, di reagire alle spinte che tentano di limitare i diritti e la libertà dei corpi delle donne.
La palette cromatica, composta da toni vivaci e contrastati, riflette la metodologia femminista che guida il nostro lavoro e cerca di superare e offrire alternative a una rappresentazione stereotipata della violenza di genere. Ogni donna è al centro della propria storia e, attraverso relazioni basate su riconoscimento reciproco ed empatia, il nostro Centro Antiviolenza rifiuta ogni approccio assistenzialista o pietista.
Ogni dettaglio racconta la pluralità delle donne e la possibilità di costruire insieme percorsi di emancipazione. L’illustrazione diventa così un manifesto visivo del Festival, un invito a lasciarsi attraversare da quei venti che da vent’anni muovono la città di Bologna e la Casa delle donne!
Vuoi saperne di più sulla formazione?
Scrivi a formazionebologna@casadonne.it