Furundulla 63 – E però quest’ambiente…

… che non si ambienta al nostro stile di vita!

di Benigno Moi

Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (o quasi)

5 giugno: Giornata mondiale dell’ambiente

https://unric.org/it/giornata-mondiale-dellambiente-2021-la-guida-unep-per-contribuire-al-ripristino-degli-ecosistemi/

Marco che piantava alberi  
Marco, dieci anni senza, o forse no.
Marco piantava alberi, tanti ne ha piantato. Ed uno, un ulivo, i suoi compagni dell’ASCE, lo hanno piantato per lui, nello spazio all’aperto del Centro Asce, fuori Selargius.
Coltivava anche l’orto, e ne donava i frutti. A km zero (o 36 o 40 quando da Solanas portava le cose a Sinnai o a Cagliari), e generosità mille.
Se chi pianta un albero pianta una speranza, lui lo ha fatto. Tante volte. Sicuramente molte più volte di me.*

Aforasmi 2

GIUGNO DENTRO IL POLIGONO MILITARE DI TEULADA, LA DISCARICA NELLE DUNE: UNA TESTIMONIANZA.
Il corteo spontaneo partito durante il presidio del 2 giugno ha colto di stupore tutt*, persino coloro che speravano di tenerci recintat* all’interno del parcheggio del molo di Porto Pino. Speravano che le frustate di vento ci avrebbero fermato al primo o al secondo chiosco sulla spiaggia, invece, siamo arrivati sin dentro le iarde della base militare di Teulada. Nonostante il palesarsi della DIGOS (in gran numero) e della celere predisposta lungo le dune, il corteo è arrivato a Cala Passo a Mare, prima caletta del poligono distante poche decine di metri da dove tutte le brigate corazzate fanno i loro caroselli prima di sparare la cannonate.
Guardare l’effetto di queste manovre dal satellite è devastante, si vede l’effetto di ’70 anni di esercitazioni sul terreno e sulla macchia Mediterranea oramai esistente. Averlo davanti a pochissimi metri è straziante e rende un enorme senso di impotenza. Superati i cartelli “zona militare, limite invalicabile”, sono bastati un centinaio di metri per raccogliere bossoli, resti di granate, frammenti metallici e di plastica, nonché due relitti in vetro resina lasciati alle intemperie.
Se non credete alla nostra testimonianza potete leggere il report finale dell’l’Operazione Poseidone (dossier tenuto nascosto e diffuso solo qualche mese fa) svolta dall’Ispra (Istituto superiore per le ricerche ambientali) in collaborazione col ministero della Difesa e l’Arpas. E scoprirete che si possono trovare anche residui da 400 kg.
Possiamo dire che sia così finita la prosa sui luoghi “conservati e incontaminati” grazie alla presenza militare, svanita la propaganda militarista sulle bonifiche.
Se le 200-300 persone presenti al corteo avessero camminato spalla a spalla per altre decine di metri chissà cosa avrebbero trovato sia sulle dune, che in acqua.
Speriamo che il Ministero della Difesa la smetta di fare dichiarazioni ai media e si affretti a pulire dove ha sporcato, prima di chiudere bottega. Speriamo che il Ministero dell’Interno la smetta di sperperare soldi pubblici per difendere l’indifendibile.
BASTA OCCUPAZIONE MILITARE IN SARDEGNA!   https://www.facebook.com/aforas2016
Strategie nuove contro i movimenti… is frastimus!**

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vermicino, 10 giugno 1980

Sono uno di quelli che hanno vissuto l’esperienza, allora inedita, di seguire quasi passo passo la storia di Alfredino Rampi. Quel periodo ero in carcere a Lucca, e si aveva tanto tempo da passare (ed abbrutirsi) davanti alla televisione. In carcere poi era ancora più facile cadere nell’emotività creata dall’evento, ed era più facile condividere tale emotività coi compagni di cella o di piano. La compartecipazione in carcere fu tale che riuscimmo a fare una colletta e mandare una corona di fiori ai funerali, fatto riportato anche dai TG.

http://www.corrierepeligno.it/quel-10-giugno-1981-la-tragedia-di-vermicino/32999/

 

Baustelle, Alfredo, dall’album Amen del 2008

https://www.youtube.com/watch?v=HUki1b5djh0

https://www.centrorampi.it/

L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla si può invece scoprire qui: hastagasa

* Marco era mio fratello, militante ASCE e coltivatore per diletto e passione, morto di tumore il 5 giugno del 2011

** Frastimu (maledizione); la manifestazione antimilitarista del 2 giugno a Porto Pino/Capo Teulada non ha visto(come invece altre volte) brutali interventi repressivi… ma un numero inconsueto di incidenti e infortuni fra i partecipanti.

Benigno Moi

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