Guardateci negli occhi, a Palermo

 

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Al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino ecco la mostra fotografica “Guardateci negli occhi”, a cura di Monica Modica e Olga Nassis. La mostra raccoglie una sessantina di ritratti di donne siciliane contemporanee: la pittrice, la bottegaia, la prostituta, l’imprenditrice, l’impiegata del call center, la casalinga, la diplomatica, l’insegnante.

Ciascuno scatto è, di fatto, un mondo. Tuttavia, questi ritratti visti in un insieme diventano un racconto più complesso. Attraverso la fotografia, quindici artisti siciliani portano a visibilità un frammento di questo mondo e i volti, nella loro inscindibile unione, restituiscono così un’altra e più profonda immagine della Sicilia.

I fotografi che hanno collaborato a questo progetto sono Andrea Amendolia, Domenico Aronica, Francesco Bellina, Giuseppe Cannistrà, Giuseppe Cuttitta, Giacomo D’Aguanno, Dario De Blasi, Francesco Faraci, Anna Fici  Rosanna Foti, Rosellina Garbo, Melo Minnella, Renato.

La mostra, promossa dalla Fondazione Ignazio Buttitta, con la collaborazione del Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino, è stata realizzata grazie alla generosa partecipazione di tanti artisti e al prezioso contributo di Giacomo D’Aguanno.

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…Attraverso le fotografie di 15 artisti siciliani, le curatrici hanno voluto fare emergere la forza delle donne e, allo stesso tempo, il vigore nascosto della Sicilia, danzante sempre sull’orlo del baratro eppure forte nella resilienza tipicamente femminile di chi ne ha viste tante e tante è pronta a vederne. Sicilia isolana, ma non isolata, vera e verista.

Allo stesso tempo, c’è un filo che regge la rappresentazione, quella ‘femminilizzazione’ del lavoro che in Sicilia lega il passato e il futuro con un presente irto di difficoltà, eppure gravido di possibilità. L’imprenditoria femminile siciliana è crescente nei numeri e nei ruoli di responsabilità, perfino nelle consorterie criminali – specchio minoritario della società siciliana, ma pure sempre specchi – perché la Sicilia cavalca la globalizzazione in un rapporto strano di amore e odio: alcune soccombono sotto il peso delle varie fiscalità (lo Stato e la criminalità si contendono spesso il disdoro nella coscienza della popolazione, ma temiamo sia un problema che riguardi l’Italia nella sua interezza ormai…), altre cavalcano l’onda del presente per scorrazzare sui mercati internazionali.

Ma la forza della rappresentazione fotografica ha il pregio di far emergere il punto di vista delle donne, esse stesse oggetto della vista e degli sguardi – ora di ammirazione, ora di invidia, ora di fustigazione smemorata (ci riferiamo a quel “chi non ha peccato scagli la prima pietra” che è un caposaldo dell’umanità del Dio Incarnato, ma che anche laicamente è un messaggio mica da ridere…)

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Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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