Il flusso

di Maria G. Di Rienzo

Ogni giorno, come chiunque altro/a abbia una casella di posta elettronica, cancello il mio mezzo quintale di messaggi inutili. Non so a che genere appartenga chi li pensa, ma si capisce bene a chi sono diretti: agli uomini e io non faccio parte della categoria. Più esattamente, sono diretti a uno stereotipo che si potrebbe sintetizzare come: idiota, ipersessualizzato o in crisi testosteronica, con altissima opinione di sé e partita Iva. Ma se dessi retta a quel che c’è scritto nelle mail ecco cosa saprei di me:

Nuoto nell’oro.

Ho vinto qualche centinaio di lotterie internazionali, investitori dell’intero pianeta vogliono essere miei soci, malati allo stadio terminale dai più remoti angoli della Terra desiderano che io mi occupi delle loro finanze.

Ma non proprio.

Praticamente tutte le banche d’Italia (e le Poste) hanno chiuso il mio conto corrente e bloccato le mie carte di credito: non è fantastico, visto che non ho ne’ il primo ne’ le seconde?

E ho anche debiti.

Fatture, richieste di rimborso, pagamenti su e-bay (non ci sono mai andata e non so nemmeno com’è fatto), intimazioni di azioni legali e persino convocazioni dall’Fbi. E’ incredibile quel che devo evidentemente combinare da sonnambula.

Sono straordinariamente affascinante.

Dozzine di donne vogliono assolutamente conoscermi, o mi ricordano i nostri piccanti trascorsi anche se io non le ho mai sentite nominare, e vogliono approfondire la nostra relazione sui loro network: molte vorrebbero essere per me una mogliettina fedele, affettuosa e super sexy e io ho sempre la tentazione di suggerire, se tale è il loro desiderio, che invece di perdere tempo a spedire spam comincino a lavorare per i diritti delle persone omosessuali.

Il mio blog è altrettanto straordinario.

Non avete idea di quante persone lo abbiano “notato” e vogliano “lavorare insieme” con me: cioè, sperano che io dia loro un po’ di soldi accecata dal miraggio di aumentare il numero di visite al sito. Scordatevelo: non spenderò un centesimo dei milioni che ho vinto via mail per uno scopo tanto futile.

Per non parlare delle mie capacità professionali.

Ho scoperto di essere “collega” di terapeuti, manager ed “esperti” di ogni tipo e che la mia presenza (pagante) ai loro seminari è indispensabile. C’è sempre anche chi mi vuole aggiungere alla sua “rete professionale” su LinkedIn: come se una spiantata che sa solo scrivere potesse aggiungere lustro a qualcosa o qualcuno.

E delle mie attitudini imprenditoriali.

Basterebbe un click. Se seguissi il collegamento invece di cancellare la mail la mia azienda – che come il blog il mittente ha “notato” – ne trarrebbe incalcolabili benefici. Peccato davvero non avere un’azienda, oggi per esempio avrei potuto avvantaggiarla con l’ultimissimo trend d’azione chiamato “il flusso”. E’ stato durissimo rinunciare a rispondere, per quanto io sappia che nessuno avrebbe letto quel che avrei scritto e che ci avrei solo guadagnato altra spam o un paio di virus. “Il flusso”? Ragazzi, è vero che sono appena entrata in menopausa, ma un curriculum di 40 anni di mestruazioni fa sì che io, di flussi, ne sappia sicuramente più di voi.

Redazione
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3 commenti

  • Splendido e ponderoso intervento. Di Rienzo è una persona che fa seguire un blog molto particolare e, a volte, con interventi che non condivido. Ma chi è perfetto?

  • Splendido e ponderoso intervento. Di Rienzo è una persona che sa come mettere insieme un’idea e il modo giusto per esprimerla. Mi trovo a scopiazzarla sempre più spesso. A volte è un po’ cruda, cioé rispecchia la cruda realtà, non abbassa i toni, non eccelle in ipocrisia, come il mondo esigerebbe. Ma chi è perfetto? Non certo il mondo!

    • Ho detto scopiazzare invece che condividere, come sarebbe più corretto (dato che cito sempre le fonti): più corretto ma anche più serioso, perciò lasciatemelo passare (il termine)….

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