Il movimento anti green pass ha perso

di Gianluca Cicinelli

Alla prova dei fatti, nel giorno che doveva segnare uno spartiacque tra prima e dopo l’introduzione obbligatoria del green pass nei posti di lavoro, il movimento che si oppone al provvedimento è rimasto solo (con se stesso) e ha perso. Numericamente, soltanto per cominciare, perchè la produzione non è stata bloccata se non in percentuali risibili. E questo è il dato più significativo, la foto della sconfitta. Come numericamente i contrari al vaccino, dietro cui si sono nascosti per settimane molti no green pass, sono smentiti dalle cifre riguardo al calo dei contagi e, cosa più importante, delle morti. Resta questa grossa incongruenza tra chi è sceso in piazza contro il green pass in nome della lotta alla presunta dittatura sanitaria e chi è rimasto a casa, ne conosco personalmente parecchi, perchè ha davvero ottimi motivi sanitari per non fare il vaccino. Ma questi ultimi non li rappresenta nessuno: perdono il lavoro senza poter spiegare le loro ragioni, che non sono terrapiattiste, perchè qualcuno ha ritenuto che il movimento contro il green pass fosse soltanto uno strumento di agitazione politica da abbandonare subito dopo l’uso. La salute pubblica non è mai stata menzionata dagli interventi nei vari palchi contro il green pass, molti preferivano insultare Liliana Segre, e anche questo li ha affossati.

Il movimento no green pass ha perso politicamente. Non c’è mai stata una saldatura, per la stessa natura non di classe del movimento, tra i contrari al codice verde e i lavoratori della Gkn, dell’Alitalia, della Henkel, della Gianetti ruote, della Abb, della Whirlpool, della Shiloh e delle altre cento altre vertenze in corso contro i licenziamenti in tutta Italia. Come non c’è stata neanche una menzione per quelli che il lavoro non ce l’hanno o l’hanno perso. Come non c’è mai stata una saldatura con i movimenti dei consumatori, che dovrebbero avere il sangue agli occhi per gli aumenti delle bollette e invece tacciono; stavolta il presidente del Codacons non si è messo in mutande per protesta ma ha lasciato che ci finissero gli utenti. Come non c’è stata e non poteva esserci saldatura con il mondo della solidarietà, quelle associazioni e organizzazioni senza cui 5 milioni e 600 mila italiani in povertà assoluta non mangerebbero nemmeno e non troverebbero un posto al caldo dove dormire la notte.

L’impressione generale che ha dato il movimento no green pass è della serie “Io faccio come cazzo mi pare e tu che ti fai il vaccino sei servo del potere”. E si è così scavato la fossa da solo acuendo il solco con chi, innanzitutto per la propria salute e di conseguenza per quella degli altri, ha accettato di fare il vaccino limitando il numero di morti da covid. E’ nato e finito nel momento in cui gli unici al loro interno con un’ipotesi precisa in testa sulla direzione da prendere sono stati fermati dalla “legge”. Il resto, il popolo che fa il paragone con la stella gialla che i fascisti appiccicarono sugli ebrei, il popolo che odia e picchia i giornalisti in quanto tali, che insulta Liliana Segre nei comizi, il popolo che vede nel green pass quel controllo che non vede negli smartphone, nei bancomat, nei social, nei dati regalati ai gestori telefonici, nell’impronta sul passaporto, nelle migliaia di telecamere per strada… quel popolo è rifluito ed è tornato a borbottare contro tutto fra le mura di casa.

Nel frattempo ci siamo dimenticati di tutti quelli che il vaccino lo vorrebbero ma non lo possono avere perchè per un caso assoluto della vita sono nati in parti del mondo dimenticate dagli uomini e dagli dèi. Dell’eliminazione dei brevetti per rendere gratuiti i vaccini nei Paesi in via di sviluppo non parla più (quasi) nessuno. Anche qui la certezza dei tre pasti al giorno ci ha fatto dimenticare gli ultimi. E non è che la cosa ci riguardi soltanto in termini di morale: c’è una questione pratica per cui da quei Paesi può riesplodere l’epidemia e rientrare nell’altra metà del mondo vaccinata. Un movimento che volesse oggi andare oltre la pagliuzza del green pass e individuare come trave negli occhi e nella vita l’asse portante delle politiche economiche e monetariste in Italia e nel mondo avrebbe molto pane per i suoi denti. Dovrebbe provare a saldare quell’asse tra i lavoratori espulsi dalla produzione da vere o presunte crisi economiche con quelli espulsi a causa del green pass con chi contrasta la povertà come fattore collaterale inaccettabile del neoliberismo con chi si batte per un ambiente che non uccida le persone nel medio e lungo termine. Soltanto un soggetto politico in grado di creare dissenso sul nodo centrale dello sviluppo economico nella visione di Draghi, della Bce e dell’Fmi può disturbare il guidatore. Il resto è velleitarismo.

ciuoti

11 commenti

  • angelo maddalena

    grazie a Cicinelli per questo altro spunto e stimolo, vorrei aggiungere le mie osservazioni: credo che ci sia da riguardare un’impostazione di fondo, quando si parla di vaccini per il resto del mondo e in generale dei vaccini che hanno fatto abbassare i contagi ecc.: 1) l’impostazione di fondo non valuta né considera il fatto che noi non parliamo mai di sistema immunitario e di sguardo olistico, perché il vaccino sarà anche importante, ma il dottor Shiva un anno fa diceva che aspettavamo il vaccino (fornito da Bill Gates, Clinton Global Initiatives e Big Pharma) come l’unico salvatore, dopo che ci avevano descritto il virus come il mostro assoluto: queste questioni io non li ho ancora viste sviluppate e analizzate a fondo, se non in rivoli e sentieri nascosti; 2) delle conseguenze e dei danni collaterali dei vaccini, delle cure di base che sono state e continuano a essere sottovalutate per cui viene il sospetto che il vaccino sia spinto come unica panacea di tutti i mali…non ne vogliamo parlare?! io sono stato a Milano e a Torino, ho incontrato persone che conoscevo, di cultura “bassa” e “alta”, amici, conoscenti, mi arriva questo loro raffronto: noi non ci fidiamo di un sistema farmaceutico, Statale e governativo e mediatico a cui non importa un cazzo della nostra salute, perché dovremmo pensare che con la pandemia sono diventati buoni e amici? (le case farmaceutiche, il governo? lo Stato? i politici?); mi arriva una consapevolezza più o meno diffusa che l’80% di chi ha fatto il vaccino lo ha fatto perché costretta, ricattata, messa alle corde..; quello che scrive Cicinelli poi sulle possibili connessioni con movimenti di lavoratori ecc. da parte del movimento no green pass, è una conferma che tutta la galassia di sinistra, equosolidaloide ecc. è parecchio assente, connivente, complice, persa in un silenzio che a volte erompe in atteggiamenti dogmatici e aggressivi, vogliamo fare i conti con tutto ciò? in Val di Susa per esempio, invece, ho trovato gruppi di persone che organizzano incontri informativi che tacciare come no vax o anti green pass sarebbe quanto meno disonesto e superficiale, e via andare….grazie ancora a Gianluca per lo spunto

    • Mi sembra che le sue considerazioni avrebbero un peso e che avrebbe senso esprimerle, se lei fosse un immunologo o, comunque almeno un medico che si occupa di epidemiologia e di vaccini.

      Sono più di trecento anni che ci vacciniamo, a partire da Jenner che osò tentare di non fare ammalare di vaiolo duo figlio e lo vaccinò con materiale preso da una mucca che era guarita dal vaiolo, il ragazzino stette bene e l’idea passò. Nel frattempo decine di malattie che portavano via milioni di bambini ogni anno, sono state fortemente ridimensionate nella loro pericolosità.

      Se lei o qualcun altro sa (parlo di sapere scientifico, sottoposto ad analisi molteplici da parte di molteplici analisti del ramo), se, dunque SA che ci sono pericoli reali in questi vaccini, lo dica esplicitando le prove.

  • Io sto con i Portuali, lavoratori consapevoli dell’illegalità incostituzionale del provvedimento relativo al Green Pass.

    • Il presidio continua e questa mattina è arrivata la polizia per rompere il presidio del varco

      • ore 8.45 stanno usando gli idranti su manifestanti pacifici seduti al varco

        • I polizziotti chiedono di arretrare per la nostra sicurezza. La gente resiste ognuno si prepara come può, chi suona, chi dice la ohm, chi prega chi tratta e cerca il dialogo

  • angelo maddalena

    stavo appunto guardando immagini dei portuali di Trieste e un’intervista ai portuali di Genova su L’aria che tira, e un’intervista a Marco Travaglio di Lilli Gruber di ieri…

  • “Io faccio come cazzo mi pare e tu che ti fai il vaccino sei servo del potere”: ridurre a questo una complessa realtà come le opposizioni al green pass rende ridicolo chi la propone. Non credevo che si potesse cadere così in basso e diventare così incapaci di vedere la posta in gioco: osservare la carica del tutto immotivata della polizia a Trieste , sollecitata dai sindacati confederali, dovrebbe allarmare chiunque ha un passato di lotte e di battaglie democratiche. Il degrado politico della fu sinistra evidentemente ha raggiunto livelli ancora impensabili fino a poco tempo fa.

  • Gian Marco Martignoni

    Che a Trieste sarebbe finita con lo sgombero dei manifestanti no green pass era più che prevedibile, stante che il Coordinamento dei portuali era decisamente minoritario rispetto all’insieme dei lavoratori e delle lavoratrici, tanto che non hanno nemmeno abbozzato un picchetto sabato mattina. Di fatto Cgil-Cisil-Uil hanno convenuto un accordo con l’Autorità portuale finalizzato a garantire la gratuità dei tamponi. Un accordo certo di non facile esigibilità, perche effettuare decine di migliaia di tamponi alla settimana è tutt’altro che cosa semplice in ogni regione d’Italia, come ben sa il virologo Andrea Crisanti. Dopodichè non so dove Fabio Giovannini abbia estrapolata la notizia che la carica della polizia sia stata sollecitata dalle organizzazioni sindacali confederali. Rimango dell’opinione che il movimento no green pass sia non molto consistente sul piano della mobilitazione rispetto al complesso della popolazione non vaccinata, tra l’altro con una composizione politica molto variegata, al punto che ieri erano assai visibili i vessilli di San Marco degli indipendentisti veneti. Infine, che nella piazza principale di Trieste i portuali presenti siano solo una dozzina, mi sembra un fatto assai emblematico, al di là delle speculazioni delle destre ,che con Salvini e la Meloni fanno il loro mestiere.

    • Forse non è chiaro che la protesta di Trieste è contro il Green Pass, misura discriminatoria che in Italia ha un rigore poliziesco unico al mondo, non per i tamponi gratis. Cgil Cisl e Uil, nonostante l’autorità portuale sostenesse che non c’era nessun blocco del porto di Trieste, il 17 hanno emesso un comunicato dove si chiede che il porto sia “liberato” perché “la maggioranza non sia ostaggio di una minoranza”. Se una protesta pacifica, che non impedisce di lavorare a chi lo vuole, tiene in “ostaggio”, siamo a un concetto ben lontano dalla storia del sindacalismo. Minimizzare le proteste contro il Green Pass, che riempiono da settimane strade e piazze come la fu sinistra non riesce a fare da anni, è solo cecità politica e ostilità a priori verso un movimento che non si vuole comprendere. Salvini e la Meloni fanno il loro mestiere, la fu sinistra fa il mestiere di portatore d’acqua al governo a partito unico di un banchiere, diventando di fatto l’avversario anche del dissenso sociale, non solo di quello contro la gestione catastrofica dell’emergenza sanitaria.

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