Noi stiamo con Marco Parma

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di Francesco Masala

mentre la sperata rivoluzione di papa Francesco naufraga, dopo la penosa e indegna battuta (più un de profundis che una battuta, in realtà) sul sindaco Marino, su un processo da inquisizione a carico di Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, due giornalisti italiani che “rischiano addirittura fino a 8 anni di carcere e sono alla sbarra del tribunale pontificio per aver svolto, in Italia, un lavoro che, in Italia, è tutelato dall’articolo 21 della Costituzione, vale a dire la pubblicazione, in Italia, in un libro, di notizie documentate da fonti certe” (da qui), da noi una canèa infame si è abbattuta su un dirigente scolastico per una decisione pro-Isis, secondo molta stampa e tv.

ci sono voluti un paio di giorni perché si iniziasse a scrivere le cose come veramente sono, intanto la maggior parte delle persone si ricorderà i titoli e le invettive dei primi giorni, non le rettifiche e le analisi posteriori (nell’assenza di scuse degli inquisitori della prima ora).

Io sto con Marco Parma.

E anche noi di questa piccola “bottega” stiamo con Marco Parma, senza alcun dubbio.

 

 

 

addirittura si è scomodato Renzi: “Il Natale è molto più importante di un preside in cerca di provocazioni – ha osservato il Presidente del Consiglio – se il preside pensava di favorire integrazione e convivenza in questo modo, mi pare abbia sbagliato di grosso. Confronto e dialogo non vuol dire affogare le identità in un politicamente corretto indistinto e scipito. L’Italia intera, laici e cristiani non rinuncerà mai al Natale. Con buona pace del preside di Rozzano” (da qui)

 

dal Partito Democratico ha parlato il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che ha definito la scelta del preside una “decisione miope, presa da chi ancora confonde l’inclusione con il quieto vivere”. Durissimo poi l’attacco della Lega con Matteo Salvini: “Secondo me dovrebbero essere licenziati quegli insegnanti e quei presidi che cancellano il Natale, chi cancella il presepe e la storia di Natale non è adatto a fare quel lavoro”. Sulla stessa linea il forzista Gasparri: “Giannini allontani dalle scuole chi cancella il Natale”.

da qui

 

IL COMMENTO DI SALVINI: “UNA C….TA GALATTICA” – Matteo Salvini ha attaccato la scelta del preside, intervenendo su radio Padania: “e’ chiaro che le emergenze sono altre. E se non invertiamo la rotta siamo allo sfacelo. Cambiare la festa di Natale in festa di inverno e’ una cazzata galattica”. “A qualcuno – ha aggiunto Salvini – può dare fastidio Gesù bambino? Il problema è qualcuno che abbiamo in casa che è più tarato dei tarati. Questo succede in una scuola, luogo che dovrebbe educare e far conoscere. Invece nel nome della laicità si sradicano le tradizioni facendo così un favore ai terroristi”. “In quella scuola ci sono mamme che stanno raccogliendo firme perché il Natale sia Natale. La chiameranno ‘Festa d’inverno’, ‘per evitare strumentalizzazioni’, ma anche i genitori musulmani, secondo me, sarebbero solo contenti di festeggiare il Natale”, ha concluso Salvini.

ALTITONANTE E FERRETTI (FI): “VERGOGNOSO REPRIMERE NOSTRE TRADIZIONI” – «Cancellare le nostre tradizioni non significa aprirsi alle altre culture, ma bensì rinunciare a noi stessi, a quello che ci è stato trasmesso sia dai nostri cari, alla nostra storia. È vergognoso che chi dovrebbe forgiare la mente dei nostri figli, cerchi invece di reprimerli, eliminando addirittura la magia del Natale». È il commento del Consigliere Regionale di Forza Italia, Fabio Altitonante, e del Capogruppo di Forza Italia a Rozzano, Gianni Ferretti, alla decisione del preside dell’Istituto Garofani di Rozzano cancellare la Festa di Natale, sostituendola con la Festa di Inverno. «La laicità dello Stato e la libertà di culto non sono messe in discussione – sottolinea Altitonante – al contrario, in questo momento l’unica religione attaccata e “messa al bando” è proprio quella cristiana. Ricordo al Ministro Giannini che addirittura la nostra Costituzione dedica un articolo specifico ai rapporti con la Chiesa cattolica, non perché sia superiore alle altre, ma perché storicamente in Italia ha avuto un ruolo predominante rispetto alle altre confessioni religiose». «La politica rozzanese – aggiunge Ferretti – deve prendere una posizione netta rispetto a questa vicenda, al di là dell’appartenenza partitica, nell’interesse dei nostri ragazzi». «Non possiamo appellarci al Prefetto, perché a Milano non c’è, visto che il Governo Renzi è incapace di decidere. Auspichiamo almeno che il Ministro Giannini intervenga al più presto affinché ai nostri bambini non sia “rubato” il Natale. Come Forza Italia ci mobiliteremo per attestare la nostra solidarietà alle famiglie di Rozzano» concludono i due esponenti di Forza Italia.

GELMINI: “MINISTRO INTERVENGA SUBITO” –  Sull’episodio di Rozzano, dove il preside dell’istituto Garofani, Marco Parma, ha sospeso una festa natalizia, Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, ha postato su Facebook: “Provveditore e ministro dell’Istruzione intervengano subito. Il preside dell’Istituto Garofani di ‪‎Rozzano, che ha sospeso la festa di ‪Natale, è inadatto alla guida di una scuola. Bisogna confermare subito l’iniziativa natalizia a Rozzano e, se sono presenti ragazzi di altre fedi religiose, vanno rispettate anche le loro ricorrenze. Tolleranza e dialogo non vogliono dire la rinuncia alle nostre radici”.

DE CORATO: INTERROGAZIONE IN REGIONE E INTERVENTO DEL PREFETTO” – “Interrogazione in Regione e richiesta di intervento da parte dell’Ufficio scolastico provinciale e del Prefetto: questo quello che farò dopo che in una scuola di Rozzano è stato rimosso il crocefisso e cancellata la festa di Natale ‘in nome della laicità’ – così Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia–Alleanza Nazionale in Regione -. Quello che è successo all’Istituto comprensivo Garofani di Rozzano è gravissimo. Siamo ancora in Italia, non a Baghdad, e la religione cattolica è la nostra fede tradizionale, oltre ad essere riconosciuta coi Patti Lateranensi: eliminare il Natale vuol dire oltraggiare la festa più importante della nostra religione. Chiedo l’intervento del Prefetto, in qualità di massima autorità di governo qui, e del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, che non può far passare sotto silenzio una cosa del genere. Inoltre presenterò in Regione un’interrogazione all’assessore Aprea. Dobbiamo intervenire, non possiamo lasciar distruggere così le nostre tradizioni e la nostra religione”.

FRASSINETTI (PDL): “DECISIONE INACCETTABILE” – “La decisione del preside dell’Istituto Garofani di Rozzano è inaccettabile”, lo dichiara Paola Frassinetti, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, riguardo la decisione del preside di cancellare la Festa di Natale, sostituendola con la Festa di Inverno, censurando quindi ogni riferimento alla festa religiosa. “Non è accettabile che nelle scuole si imponga un’idea di laicità che al posto di valorizzare la religione, la cancelli, in virtù di un furore ideologico che non vuole integrare, ma cancellare ogni traccia delle nostre radici. Questi interventi da parte di presidi e professori ideologizzati non hanno alcun senso, se non di offendere gli alunni e le famiglie cristiane. Va inoltre sottolineato che molti immigrati sono cristiani, dunque le argomentazioni di questi signori non sussistono”. Fratelli d’Italia, come partito, “è attivo da sempre sul fronte della difesa delle feste religiose dallo scempio che ogni anno viene fatto nelle scuole. Al riguardo Giorgia Meloni ha proposto di mandare a lavorare il 25 dicembre coloro che si distinguono per avversione particolare al Natale”. “Ritengono offensivo Adeste Fideles, ma non ritengono offensive le vacanze”.

BORDONALI: “STRANIERI SI ADEGUANO O SE NE VADANO” – Integrare significa inserire gli stranieri nel nostro sistema di valori, non significa concedere terreno. Chi arriva dall’estero si deve adeguare alle nostre regole, altrimenti può scegliere di andare in un altro Paese”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione Simona Bordonali, commentando la notizia secondo la quale il preside dell’Istituto ‘Garofani’ di Rozzano avrebbe deciso di sostituire la festa di Natale con quella di inverno per non urtare la suscettibilità di alcuni genitori. “Appiattirsi verso il basso – ha concluso Bordonali – è segno di estremismo, non di integrazione. Le scelte di alcuni dirigenti scolastici sono provocazioni politiche che vanno estirpate perché si riversano sull’educazione dei bambini. Le festività sono natalizie e cattoliche. Se al dirigente di Rozzano non va bene, lavori anche il 25 e il 26 dicembre. Cultura e tradizioni non si toccano. In Lombardia si fa il presepe, si festeggia il Natale e c’è il crocifisso nelle aule”.

ROSARIA IARDINO: “NON E’ COSI’ CHE SI FA INTEGRAZIONE” – “Non è rimuovendo un crocifisso o annullando un concerto di Natale che si fa integrazione e si rispettano i diritti degli altri. Al contrario una comunità… ogni comunità, deve avere facoltà di celebrare le proprie feste e i propri santi. Non è vietando che si migliora la convivenza tra le persone”. Così la Consigliera comunale e Delegata della Città Metropolitana di Milano, Rosaria Iardino, e il Consigliere regione Massimo D’Avolio, entrambi del Pd. “La laicità proseguano Iardino e D’Avolio, nel loro comunicato congiunto – usata per giustificare le decisioni, non può essere elemento discriminatorio nello stabilire cosa è opportuno e cosa non è opportuno fare. Al centro c’è la libertà dei cittadini di esprimere liberamente il proprio credo religioso e il diritto della maggioranza di una cittadinanza, quella rozzanese, di proseguire le proprie tradizioni. Non possiamo rispondere – terminano Iardino e D’Avolio – all’oscurantismo ed alle barbarie di alcuni, vietando o limitando il diritto spirituale di molti altri. E’ una questione di civiltà”.

da qui

 

scrive Marco Parma:

Potrei anche ringraziare quegli incauti che hanno sollecitato l’attenzione dei media sulla mia modesta persona, se me lo fossi meritato. Purtroppo, invece, la bufera mediatica che si è sollevata si basa su notizie in parte distorte e in parte infondate. In primo luogo, non ho mai fatto rimuovere crocefissi né dalle aule del Comprensivo Garofanin é da quelle delle altre scuole che ho gestito e diretto nel corso di più di vent’anni di modesta carriera, per un motivo molto semplice: non c’erano. In secondo luogo, non ho rimandato né cancellato nessun concerto natalizio né altre iniziative programmate dal collegio docenti e dal consiglio di istituto; mi sono, viceversa, adoperato per sostenerle: tanto il concerto del 17 dicembre dei ragazzi della secondaria quanto quello dei bimbi della primaria, in programma per il 21 gennaio, oltre ai momenti di festa prenatalizia che si svolgeranno, come di consueto, in tutte le classi. Non esistono iniziative “cancellate” o “rinviate”.

L’unico diniego che ho opposto riguarda la richiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna. Poiché da più parti si è sostenuta la mia inadeguatezza al ruolo, mi rivolgo nel frattempo alla Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale affinché valuti l’opportunità di attribuire ad altro collega la reggenza dell’istituto. In tale prospettiva, colgo l’occasione per ringraziare i bambini, i genitori, gli insegnanti, la segreteria e i collaboratori per l’affetto e la stima con cui mi hanno accolto fra loro dal settembre 2014 fino a questo difficile passaggio: sentimenti che contraccambio di cuore, con sincera ammirazione per la passione e la tenacia che il personale scolastico dimostra ogni giorno.

da qui

 

Approfondendo le notizie, date come al solito in modo imperdonabilmente superficiale, salta fuori che questo Marco Parma è un ottimo Preside, onesto e intelligente, che non ha vietato nessuna festa e si è limitato a dire “no” all’idea balzana di un paio di mamme di penetrare nella scuola in orario mensa per “insegnare canti religiosi”.

Ora si scopre che Parma è difeso a spada tratta persino da madri cattoliche praticanti, abbastanza illuminate da sostenere che il luogo per intonare i canti religiosi è la chiesa e non la scuola. (E che magari nell’orario mensa i bambini vorrebbero mangiare, e non farsi insegnare Tu scendi dalle stelle da due solerti sconosciute, anche perché “mensa” e “messa”, pur essendo parole molto somiglianti, vogliono dire due cose abbastanza diverse).

E allora perché tutta questa orrenda strumentalizzazione bigotto-politicoide, che vede la scuola presa sciacallescamente d’assalto, i bambini inutilmente stressati e traumatizzati, il Preside linciato e fatto a pezzi da CHIUNQUE, compresi i 5 Stelle di cui faceva parte e che hanno perso l’occasione della bella figura che gli avrebbe fatto fare un prudente Silenzio, invece di mettersi pure loro a latrare su “valori” e “tradizioni”? [Tradizioni fra l’altro importate dal Medio Oriente una manciatina di secoli fa, cosa di cui nessun fanatico presepista è in grado di cogliere l’ironia… per tacer del fatto che codeste “tradizioni” vengono fatte risalire a uno che disprezzava le tradizioni, e voleva mettere i figli contro i padri.]

Probabilmente perché già si sapeva che la sua è una scuola laica senza crocifissi sui muri (fra l’altro nemmeno “tolti” da lui: non c’erano già prima!), e quindi prima o poi bisognava fargliela pagare…

da qui

 

L’imbarbarimento italiano sembra veramente senza ritorno.

L’ultima riguarda il preside Marco Parma di Rozzano, costretto alle dimissioni con l’accusa di non avere fatto celebrare il Natale nella sua scuola, rilanciata da TUTTA la stampa nazionale (compreso il blog di Beppe Grillo; e neppure Renzi, naturalmente si e` fatto scappare l’occasione di intervenire a sproposito).

Gia`, perche` l’accusa si e` rivelata assolutamente falsa, inventata sin dall’inizio di sana pianta: come ben sa chiunque si occupa di queste cose una qualunque festa scolastica non puo` essere una decisione del dirigente scolastico, ma passa attraverso gli organi rappresentativi della scuola: Collegio dei Docenti e Consiglio di Istituto.

La festa di Natale, del resto si svolgera` regolarmente nella scuola, e senza sussulti.

L’unica colpa del preside e` stata quella di avere dato fastidio ai poteri locali con la sua indipendenza: Partito Democratico e Lega si sono accordati fra loro (come accadde con me alla fine degli anni Novanta a Brescia) per farlo cacciare; e il Movimento Cinque Stelle locale si e` accodato.

La vicenda e` il bis esatto, su un piano locale modesto, della defenestrazione del sindaco Marino a Roma, e purtroppo dimostra come in quel caso l’inadeguatezza del Movimento Cinque Stelle e la sua logica da setta chiusa, di carattere quasi religioso, capace di mobilitarsi soltanto a difesa dei propri adepti.

Il paradosso e` che quel preside si era presentato alle ultime elezioni comunali con una lista che aveva avuto l’appoggio del Movimento Cinque Stelle, ma neppure questo gli e` bastato per essere difeso dal gruppo locale del movimento dalle accuse inventate; e il blog di Grillo è abdato acriticamenter a ruota, in cerca di facile consenso da gogna.

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Ma occorre aggiungere ancora qualcosa nel merito della vicenda, drammatica per il livello di ignoranza istituzionale che rivela: l’ondata di fanatismo razzista sta travolgendo ogni difesa critica e cambiando di fatto il profilo del nostro stato.

L’Italia uscita dalla Resistenza e` (o meglio era) un paese laico: ci vollero quasi trent’anni perche` col nuovo Concordato craxiano del 1984 si specificasse che era da ritenersi superato il concetto del cattolicesimo come religione di stato, introdotto dal Concordato Fascista del 1929 ed entrato a far parte quasi della Costituzione per il voto determinante favorevole del Partito Comunista Italiano di Togliatti nel 1947.

Altri venti anni ci vollero perche` al nuovo concordato seguisse nel 2006 la modifica del Codice Penale, come ricordavo proprio pochi giorni fa ripubblicando un mio post di 10 anni fa.

E ricordiamo comunque che il Testo Unico del 1994 delle leggi sulla scuola VIETA, all’art. 311, se non ricordo male il numero, lo svolgimento di atti di culto durante l’orario di lezione dentro la scuola.

Tutto questo e` ottusamente dimenticato, se torniamo al caso del preside unanimemente attaccato dai nostri media divulgatori di ignoranza; eppure occorre ricordare, semplicemente, una lunga e consolidata legislazione italiana, di rango anche costituzionale, che nella nuova Italia bigotta e renziana sembra appartenere perfino ad altre epoche.

Non si possono svolgere a scuola atti di culto rivolti all’insieme degli studenti, perche` hanno un valore discriminatorio e ledono la liberta` religiosa di chi segue altre confessioni oppure e` semplicemente ateo.

Ma proprio questo e` lo scopo di chi si agita tanto: discriminare gli islamici, in questo momento (in passato erano gli ebrei; e in ogni tempo i liberi pensatori che non hanno fedi precostituite)…

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Un commento

  • la chiesa cattolica fa il suo lavoro di affermazione della sua identità attraverso le sue migliaia di agenzie che sono le parrocchie. Ma è coadiuvata dai politici italiani che identificano la religione con la cultura italiana. Anche se così fosse in assoluto, non è comunque possibile salvare nessuna identità, culturale o religiosa che sia, negando quella altri. In tal modo si dimostra soltanto l’insicurezza di chi non riesce ad affermare con motivazioni sicure ciò che propone.

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