La Turchia che non ne può più

di C. E. (*)

Ricevo da un amico italiano che, per ovvie ragioni, non cito. «Questo messaggio di posta elettronica mi è arrivato da un’amica cara di Istanbul, che ora vive da un’altra parte, in risposta a una mia e-mail in cui, allarmato, le chiedevo notizie. Mi è sembrato importante tradurlo e pubblicarlo».

è vero, fisicamente sono lontana, ma grazie ai social media e alle trasmissioni in diretta è come se mi trovassi simultaneamente in diverse città della Turchia.
Pensa a un primo ministro che è completamente estraneo a qualsiasi verità, accecato dal denaro, accecato dal potere, deliberatamente accecato dai suoi consulenti… e che non batterà ciglio mentre trascinerà il suo paese in una guerra civile sanguinosa. Noi tutti lo consideriamo un potenziale Hitler. Non sto esagerando.
Tre o quattro vittime. Migliaia di feriti. Gas lacrimogeni, gas urticanti, agente arancio (cerca informazioni), proiettili di plastica e altre sostanze irrorate sulla gente. La polizia che picchia giovani donne. I militanti dell’Akp che restano a guardare gli attacchi a persone innocenti. La polizia che non tocca chiunque sia contro il movimento, qualsiasi cosa faccia. Anche se attacca chi resiste. Moschee convertite in mini ospedali. Alberghi che aiutano la gente nelle strade aprendo le loro porte e offrendo le stanze. Tutti gli Starbucks adesso sono vuoti perché chiudono le porte in faccia alle persone. Medici, avvocati, ecc. che aiutano ovunque su base volontaria. Nonne che aprono la porta a giovani che fuggono dalla polizia…
Nel complesso, trovo che il movimento sia molto positivo. Finalmente la gente sta dicendo la sua, difende il proprio diritto di esistere e vivere come merita. Ci sono state così tante limitazioni della libertà durante l’anno trascorso… la gente non ne può più. Inoltre, qualsiasi cosa le persone abbiano mai pensato del primo ministro e del suo partito è sulla pubblica piazza ormai. Il modo in cui “possiedono” i media turchi, il modo in cui “possiedono” la polizia, il modo in cui “usano e abusano” della religione, il modo in cui continuano a mentire. Di certo hanno altri “conigli nei loro cappelli” di cui non siamo a conoscenza. Si dice che i pochi che ancora sostengono il primo ministro siano minacciati di essere licenziati e altro ancora. Lui raduna folle in modo organizzato, affittando autobus ecc. e le persone portano bandiere, poster con slogan, tutto fabbricato per l’occasione… e sono solo maschi. Anche se si tratta di spettacoli costruiti apposta, ha ancora un ampio seguito, nonostante i voti di cui gode probabilmente non si avvicinino più al 50%. Questo lo vedremo alle prossime elezioni. Ma fino ad allora… auguraci buona fortuna perché tutto ciò non andrà in una direzione positiva: ci sono voci che in questo momento lui stia organizzando alcuni gruppi ostili per causare il caos e dare l’impressione che la resistenza sia violenta e malintenzionata. Le voci dicono che tutto ciò avrà inizio lunedì, quando la gente sarà al lavoro. Il primo ministro si mostra più forte a ogni discorso e le sue parole mirano solo a dividere la gente. Di certo è molto, molto sconvolto. E scioccato. Ed è talmente malato che alla fine potrebbe commettere un suicidio (prospettiva che corrisponde a quel che desidero).
Devo aggiungere che il movimento è guidato da giovani (la maggioranza nati negli anni 90) e i loro genitori sono scioccati e orgogliosi di vedere i loro figli “apolitici” levare la propria voce in una maniera così sommessa e pacifica. Non ho mai visto tanta creatività sgorgare da un Paese intero. I poster, gli artisti di strada, gli scritti… è incredibile.
Tante storie da raccontare. Tristi e stimolanti.

Pensiamo ancora che non ci sia nessuna precisa direzione politica. Ma di certo le cose non potranno più essere come prima. Vedremo tutti cosa succederà poi. Ma posso dirti che è solo l’inizio. Grazie per esserti preoccupato, amico mio. E state con noi…
(*) Questo post e il successivo sono arrivati ieri; li inserisco ben volentieri, visto che sono di stretta attualità, anche se il blog è già pieno. Così oggi siamo a quota 6 e non so se spaventarmi o rallegrarmi di questo ritmo. (db)

Redazione
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2 commenti

  • Fai quello che ti pare, spaventati o rallegrati, o ambedue le cose insieme, non ha vera importanza, noi ti vorremo sempre bene: a patto che continui a pubblicare.
    Naturalmente io copio: in tempo reale…

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