Leopardi, Speranza, Tornatore e Schubiger-Erlbruch

recensioni (stavolta non giallo-noir) di Valerio Calzolaio   

Leopardi Giacomo, cuoco

Recanati e Napoli, soprattutto. 1798-1837. Uno storico marchigiano della cultura gastronomica, Tommaso Lucchetti è andato alla ricerca delle frasi e dei versi, dei pensieri (nello Zibaldone) e dei passi (nelle lettere) che Giacomo Leopardi ha dedicato all’alimentazione e alla convivialità alimentare, lui che preferiva mangiare in assoluta solitudine. Ne è venuto fuori un simpatico libello, «Il poeta e la sua mensa. Memorie e sapori nella vita e nell’opera di G. L.» (Il Lavoro Editoriale: 96 pagine per 15 euro) con una selezione di sedici ricette adattate al gusto moderno. Alcune hanno lo stesso titolo dei 49 piatti della lista autografa conservata a Napoli (sodalizio con il cuoco Ignarra) sui quali uscì un libro 4 anni fa, resettato agli usi del golfo (alcune le ho personalmente sperimentate). I capitoli sono tre: i colti studi infantili, le poesie, gli appunti sistematici. Le provate?, ci invitate?!

 

Italia. Anni duemila. Il sociologo Lorenzo Speranza,origini calabresi, oraprofessore a Brescia, incontra 39 medici, di varie età, specialità, collocazione lavorativa; poi ne trae un bel libro ispirato non casualmente dalla metafora teatrale di Pirandello, «Medici in cerca d’autore» (Il mulino: 328 pagine, 25 euro). Nel testo l’autore omette i singoli nominativi e trasforma le interviste in racconti autobiografici su loro desideri sentimenti paure emozioni, sul rapporto con colleghi e pazienti, sulla vocazione eventuale e sull’episodio più significativo, su forma e sostanza della distinzione più celebre e fondata, quella fra clinici (“curano” organismi) e chirurghi (“curano” organi). Una lunga acuta introduzione presenta e contestualizza le identità auto-rappresentate, facendo spesso riferimento all’immaginario letterario e collettivo.

 

Giuseppe Tornatore

«La migliore offerta»

Sellerio

96 pagg, 10 euro

 

Metropoli europea. Ora. Il 60enne esperto d’arte e battitore d’aste Virgil Oldman, colto e solitario, ritroso e maniaco (porta sempre guanti di una sterminata collezione) viene chiamato ad occuparsi della dismissione del patrimonio artistico di un’antica villa dove dimora la giovane introversa graziosa Claire Ibbetson, che gli fa aprire ma continua a vivere nascosta, segnalando di soffrire d’agorafobia. Non è un racconto vero e proprio, non è la sceneggiatura ufficiale, piuttosto il frammentato canovaccio e l’originale testimonianza di Giuseppe Tornatore per illustrare letterariamente «La migliore offerta», trama e personaggi del film da qualche settimana nelle sale italiane (a tratti fragile, ottimamente interpretato).

 

Jurg Schubiger, Wolf Erlbruch

«Due che si amano»

traduzione di Monica Pesetti

Edizioni e/o

44 pagine, 14 euro

 

Ambiente animale. Ai tempi della specie sapiente. Due diversamente giovani, il 65enne illustratore all’università di Wuppertal Erlbruch e il 77enne scrittore svizzero Schubiger consegnano un delizioso libello per il 14 febbraio, «Due che si amano», testi in forma di poesie d’amorosi sensi, con rima per adolescenti e adulti, delicati disegni sentimentali di animali umani (per vestiario o ecosistema) che si abbracciano e baciano. «Diversi? Ma dai! Siamo anime gemelle e anche tu lo sai. Ci vogliamo bene, perdindirindina, e vogliamo stare insieme. Io vedo te, tu vedi me e il cuore batte forte, perdindirindina, ma ti sei chiesto perché? E se questo non ti basta ancora pensa a quando ti ho baciato: in quell’attimo tutto se n’è andato, di un po’, ti sei convinto ora?».

SOLITA NOTA

Queste recensioni escono in anteprima sul settimanale «Il salvagente». (db)

 

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