Lettera a mia figlia
di Enrico (*)
ciao Andrea,
quando abbiamo scelto il tuo nome ci è piaciuto Andrea perché è un nome ambigenere, dato che non sapevamo quale sarebbe stata la tua scelta. Non siamo stati molto originali, perché è considerato il nome più diffuso al mondo.
Ora mi rendo conto, come statisticamente era probabile, che sei orientata verso l’eterosessualità e se pensi di accarezzare qualche altra persona, preferisci che sia un corpo maschile.
Allora, adesso che ti stai avventurando nel mondo e sta fiorendo la tua voglia di esplorare, ti voglio mettere in guardia, come abitualmente cerca di fare un genitore, rispetto a ciò che troverai con ogni probabilità, sperando che le mie parole ti siano utili per incontrare più gioia che dolore sul tuo percorso di vita.
Volevo dirti che le prime esperienze sessuali che vivrai con un uomo, spesso non sono le più belle ed appaganti. A qualcuna capita che sia bella anche la prima volta, ma spesso è necessario esplorare diverse opportunità per capire la bellezza di ciò che si può provare tra le braccia di chi ci ama.
Non sarà facile capire se essere poligami o monogami: spesso nelle prime relazioni in particolare, tendiamo ad essere possessivi, come da piccoli con i “nostri” giochi, a pensare che “senza di lui non posso vivere”, ecc. So che è poco utile ricordarti che sei vissuta benissimo senza quel particolare lui per tutti gli anni precedenti e lo dico ora apposta, perché non sei dentro una situazione del genere e, forse, mentre leggi queste parole, ti sembrerà impossibile che possa succedere. Ma sono tante le persone che attraversano questa esperienza. Se ti capitasse vorrei ti ricordassi di questa riflessione.
Ma forse sarei tra le fortunate, anche se potrebbe non sembrare, che non si legheranno al primo incontro e riusciranno a vivere pienamente quella che possiamo definire una fase “sperimentale” nella quale è davvero utile fare una serie di esperienze che possiamo considerare il nostro bagaglio formativo.
Come ogni cosa che impariamo a fare, anche l’esperienza di dare gioia e provare gioia a/con/attraverso e facendosi attraversare da un’altra persona è la esperienza più bella della nostra esistenza adulta, ma come ogni cosa necessita di essere imparata. L’esperienza è l’unica via ed è anche l’unica che si impara con qualcuno che non è necessariamente più esperto di noi.
Spesso i maschi sono emotivamente molto impreparati ed imbranati, non perché lo debbano essere per forza, ma perché da una certa fase della storia in poi, per chi domina questa società è diventato più utile formare persone di sesso maschile che siano superficiali e che si accontentano di valutarti per le forme esterne del tuo corpo senza domandarsi con chi hanno a che fare, quali siano le tante cose di cui sei appassionata, conoscitrice profonda, non sono interessati a capire quali siano le tue ambizioni, quali siano i valori sui quali fondi la tua esistenza e che vorresti trovare in colui che ti si avvicina.
Purtroppo troverai giovani (e meno giovani, di questo parleremo) che magari si mostreranno molto gentili ed accondiscendenti, ma che improvvisamente e nel momento più inaspettato e più doloroso, non saranno più interessati a te proprio perché li avrai accolti tra le tue braccia e ricambieranno la tua dolcezza con il disprezzo. Questo è il motivo per cui mi sono allontanato dalla religione cristiana e cattolica, per la colpevolizzazione della sessualità e di quella femminile in particolare.
Ero convinto che il senso di colpa che quella religione (e molte altre… ho poi capito crescendo) cercava di associare al sesso fosse una delle cause fondamentali del mio malessere da adolescente, ma soprattutto fosse una delle ragioni fondamentali per le quali le donne venivano trattate in modo più degradante rispetto agli uomini. Bada: non che io non mi sentissi degradato nel provare attrazione perché è proprio il desiderio che viene giudicato come “impurità”, ma l’impurità viene considerata diversa se vissuta da un maschio o da una femmina. Volevo scappare da quella cultura e lo ho fatto ma con mia sorpresa fuori da lì non ho trovato un mondo diverso!
Tutt’oggi ci sono uomini che parlano tra loro delle proprie mogli o fidanzate con epiteti disgustosi. Per capirci: quando una donna è felice durante la relazione sessuale viene apostrofata come “una maiala”! Purtroppo so che incontrerai persone che pensano questo e dovrai imparare da sola a capire con chi hai a che fare: ti confesso che questo mi spaventa perché la cosa ti costringerà a sentirti meno libera e spontanea nel vivere la tua esperienza di vita, ma ti devo per forza avvisare.
Toccarsi, baciarsi, penetrarsi, godere e far godere, gioire e far gioire è la attività più alta e più importante, quella che ci rende persone degne di rispetto per la capacità che impariamo, quella di avere cura del benessere di un’altra persona. La cosa che ci rende straordinari è che lo facciamo con gioia spontanea, perché proviamo noi stessi piacere in questo: il nostro bisogno di comunicare e di capire si basa su questa esperienza straordinaria e comunissima allo stesso tempo.
Dunque ho capito che non è strano che se qualcuno ci vuole comandare e tenerci ignoranti, debba toglierci la voglia di vivere gioiosamente e per farlo deve colpirci nell’esperienza più intima e formativa, nella nostra sessualità.
Il fatto è che nell’ambito eterosessuale tu sei esposta molto più di me alla sofferenza: per avere il potere su di noi, chi dirige la società si deve porre il problema di gestire la tua capacità di generare nuova vita e non potendo farlo in modo diretto è come se cercasse di trasformare noi maschi in cani da guardia della tua sessualità, in gestori della tua capacità di partorire; purtroppo siamo in pochi che ci ribelliamo! Certamente esistono anche uomini che non ti tratteranno come una scarpa e potresti pensare che le mie parole siano dette per la paura di perderti, per la mia gelosia nei tuoi confronti e per presentare me stesso come l’unico uomo che ti può amare veramente: purtroppo potrai verificare che le mie parole non sono dettate da queste motivazioni.
E’ vero che per me ogni particella del tuo corpo rappresenta un ricordo, un’emozione, la gioia dei tuoi sorrisi, dei tuoi inciampi e delle tue vittorie e che la mia dedizione non ha condizioni. E’ vero che la forma dell’amore genitoriale è giustamente diversa da quella di ogni compagno: sono fasi differenti e non possono né devono essere paragonate.
Ciò che ti voglio dire però è che il fatto di essere donna ti metterà in condizione di affrontare rischi in modo diverso da come li ho dovuti affrontare io.
Da vecchio, una cosa che ti voglio raccomandare e terminare su questo è: cerca di essere sempre lucida quando vivi un’esperienza sessuale. Per imparare a vivere bene le cose, dovrai capirle e interpretare, sentire, ascoltare cosa avviene nel tuo e nel suo corpo, perché anche quando sarà bello fin dal primo incontro, non potrà mai essere bello ed appagante come quando ci si conosce a fondo, quando ci si è confidati, quando si è intuito un fremito, qualcosa che funziona e che non avevamo ancora notato. Fare bene l’amore con qualcuno significa sapere e capire bene come reagisce quello specifico corpo vicino al tuo e devi pretendere che ti si avvicina faccia altrettanto ed impari sempre meglio ad avere cura di te.
Ti voglio bene.
(*) La lettera nasce a margine di un incontro a Modena fra uomini all’interno di Maschile Plurale, gruppo di autocoscienza, durante il quale ripetute volte ci si è confrontati sull’uso non consensuale di immagini intime di donne (compagne, amiche o sconosciute) ma più in generale sulla possibilità di cambiare lo sguardo con il quale ci rivolgiamo al genere femminile, partendo dalla necessità di rispetto come esigenza emozionale ancor prima che razionale.
E per chi è a MODENA … c’è Scomode
SCOMODE – Festival delle donne contro la violenza 6-7-8 settembre 2024
LE IMMAGINI SONO STATE SCELTE DALLA REDAZIONE DELLA “BOTTEGA”

