Libertà di parola
di chiedoaisassichenomevogliono (*)
Ci appartiene quello che scriviamo? Chi lo sa? Penso che ognuno risponda per sé, decide cosa farne delle sue parole, di quelle che dice in confidenza, di quelle che urla ai quattro venti, di quelle che scrive in lettera riservata, o libera nella rete (che ossimoro vertiginoso). Io sono nessuno, dunque le mie parole sono di nessuno, chi le vuole se le prenda pure, che le scrissi liberamente, dunque sono libere, non anelano a proprietà. Vado un tantinello di musica, così, come atto liberatorio.
https://youtu.be/hKbvDN483fs (From Gagarin’s Point of View)
Scrivo per desiderio di rendere libere le parole, consentire loro di volare. Talora ne trovo già scritte, che volano da altri quaderni, e che somma soddisfazione quando paiono esattamente quelle che avrei voluto scrivere io. Capita che le trovi esatte e giuste nel momento stesso in cui concepii quello stesso pensiero, e chi se ne frega se non ne ebbi l’imprimatur, che a me “l’ho scritto io” non importa. Proprio ora m’attrezzavo a buttar giù una cosarella e la trovai d’altro. Che meraviglia le convergenze tra gente lontana nel tempo, nello spazio.













“Tu non sei nato per la morte, uccello immortale,
né ti calpestano generazioni affamate;
la voce che sento in questa notte fuggente fu udita
in tempi antichi da imperatori e buffoni,
e forse è lo stesso canto che si fece strada
nel cuore triste di Ruth quando la nostalgia
la fece piangere nei campi stranieri,
lo stesso canto che tante volte ha incantato
finestre magiche aperte sulle schiume
di mari mossi in terre perse incantate…”
(Ode a un usignolo VII. John Keats)
(*) chiedoaisassichenomevogliono.wordpress.com si presenta così: «Tutto quanto appare su questo blog è, salvo espressamente specificato, prodotto da me, e poiché ho deciso di essere nessuno, appartiene a nessuno, dunque a tutti. Per cui ne è consentita la riproduzione parziale, totale, a frammenti e schegge, il rimaneggiamento, la mutazione genetica o quant’altro si voglia, senza necessità di citarne la fonte, che del resto non è citabile giacché nessuno non esiste».
L’IMMAGINE IN APERTURA è stata scelta dalla “bottega” (grazie a Benigno della segnalazione). Se volete darle un titolo suggeriamo “Vie di fuga”.

Meraviglia
Obbligato!