• care e cari
    il disegno parla da sè… nel tempo; ma devo darvi conto dei di-lemmi ovvero cosa succede “aspettando l’uovo” ?
    Io sono curioso, chiedo e Giando(menico) risponde così; ambasciaror si sa non porta pene (o era pane?).

    Apparve un uovo, non era più alto, fiero e così grande da occupare tutto lo spazio visivo da qualsiasi posizione lo si guardasse: è incredibile come ci si abitui presto a tutto e che le cose, anche quelle più importanti,perdano pian piano il loro valore, svuotandosi senza che ci si renda conto.
    Allora cosa fare?
    Chi racconta una storia, sia essa fatta di parole o con immagini puo’ usare colpi di scena ed espedienti narrativi: ma anche qui tutto finisce per diventare solo un gioco di prestigio nel trovare ogni volta la mossa più stupefacente e il messaggio
    della vicenda, perchè essa dovrà pure avere un fine ultimo, rischia di perdersi nella manifestazione dell’ ego narcisista di chi l’ha pensata…
    Forse bisogna solo ricercare il senso nel quotidiano; forse bisogna davvero fermarsi a pensare cosa diavolo ci fa un uovo in mezzo a una piazza, perchè si è scelto di disegnare un uovo e continuarlo a disegnare alto, fiero e così grande daoccupare tutto lo spazio visivo da qualsiasi posizione lo si guardi, anche se non lo si sente più così.
    Veniamo ai fatti; l’uovo non era più alto, fiero… beh questo lo sapete già. Ora arriva un artificiere (o qualcosa del genere). Da quel momento nessuno ci capi più nulla. E quando non si capisce… Bisogna interrogarsi, ragionare oppure aspettare le prossime puntate.
    G.

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