Maria G. Di Rienzo: supermercato Italia

Anche i deputati sognano. Persino quelli italiani, persino quelli del partito di governo. Ieri (13 settembre 2010) uno di essi ci ha svelato il proprio sogno, pure se inconsapevolmente, e ci ha detto cosa dobbiamo aspettarci, a cosa dobbiamo tendere, cosa dobbiamo sperare. Chiudete gli occhi, ascoltate: “E’ assolutamente legittimo prostituirsi per fare carriera”; “ci si presenta anche fisicamente agli elettori”; “se una deputata o un deputato ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”.

Il deputato guarda l’orizzonte e vede un enorme supermercato, superbe colate di asfalto e cemento, metalli e marmi che splendono, odore di linoleum nuovo di zecca, scaffalature impeccabili, registratori di cassa che tintinnano la celestiale musica delle sfere (alte). E’ il Supermercato Italia. Nelle scaffalature dal grandioso design stiamo rannicchiati tutti noi, donne ed uomini, giovani e anziani, bambine e bambini. Il supermercato è assai democratico, oltre a essere splendido, almeno così crede il deputato che lo sogna: chi ha libertarie e rispettose carte di credito compra senza “stupidi moralismi” (parole sue) la merce che più gradisce. Anche se la merce è fatta di esseri umani.

E’ tutto normale, probabilmente sta nell’ambito dei trattati internazionali, della globalizzazione economica, della modernità e del programma di sviluppo. Fra poco lo difenderemo come diritto umano fondamentale alla “nostra cultura”. E non è neanche discriminatorio, perbacco, il deputato permette di prostituirsi a donne eb uomini, e ci ammonisce a non essere sessisti, perchè “chi è dotato di un bel corpo non è necessariamente un cretino”. Dopotutto, aggiunge: “Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica” e “Per fare carriera ognuno di noi utilizza quel che ha, l’intelligenza o la bellezza”.

Poichè la politica è per definizione e da sempre “cosa pubblica”, mi trovo costretta a credere che il deputato non abbia venduto la propria intelligenza per avere il posto in Parlamento. La sua immagine non sembra poi rispondere ai criteri vigenti di avvenenza maschile: non somiglia a nessun attore, modello o cantante in voga. Cos’avrà venduto? Se ci sono altre possibilità, sarebbe carino metterne al corrente noi sudditi in un supremo sforzo democratico che ci renderebbe preclari fra le nazioni.

Nel frattempo dobbiamo ringraziarlo per averci chiarito senz’ombra di dubbio che le sale di Montecitorio equivalgono a quelle di un postribolo; in Italia rompere il cosiddetto “soffitto di vetro” che impedisce alle donne di raggiungere posti dirigenziali è infine semplicissimo: come diceva proprio la tenutaria di un bordello, circa un secolo fa, “Ogni ragazza sta seduta sulla propria fortuna”.

Fa star bene saperlo, non credete? Uomini e donne che hanno dato via tutto per la carriera, persino la dignità propria e nostra, che sarebbero disponibili a qualsiasi cosa per salire un gradino, per un seggio, un posto, una mazzetta, si stanno occupando della nostra salute, del nostro lavoro, dei nostri figli, del nostro futuro negli scaffali del supermercato. Evviva.

BREVE NOTA
Dal numero odierno di “Telegrammi della nonviolenza in cammino” riprendo (con la sua autorizzazione, è ovvio) questo commento di Maria G. Di Rienzo  la quale viene così presentata dalla redazione. “Maria G. Di Rienzo è una delle principali collaboratrici di questo foglio; prestigiosa intellettuale femminista, saggista, giornalista, narratrice, regista teatrale e commediografa, formatrice, ha svolto rilevanti ricerche storiche sulle donne italiane per conto del Dipartimento di Storia economica dell’Università di Sydney (Australia); è impegnata nel movimento delle donne, nella Rete di Lilliput, in esperienze di solidarietà e in difesa dei diritti umani, per la pace e la nonviolenza. Tra le sue opere: con Monica Lanfranco (a cura di), Donne disarmanti, Edizioni Intra Moenia, Napoli 2003; con Monica Lanfranco (a cura di), Senza velo. Donne nell’islam contro l’integralismo, Edizioni Intra Moenia, Napoli 2005. Un piu’ ampio profilo di Maria G. Di Rienzo in forma di intervista è in Notizie minime della nonviolenza 81; si veda anche l’intervista in Telegrammi della nonviolenza in cammino 250″.

Redazione
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